Statuto Generale Dei Liberi Stati Lunari-FANTADIRITTO Un sito di Federico Fidanza

Statuto Generale Dei Liberi Stati Lunari-FANTADIRITTO Un sito di Federico Fidanza

La Costituzione ideale ma non utopistica di uno Stato immaginario

 

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Come si può facilmente intuire amo molto la fantascienza, le fiabe che iniziano con “ci sarà una volta”, e quando iniziai, un quarto di secolo fa, i miei studi giuridici, ebbi la bizzarra idea di immaginare la Costituzione di uno Stato extraterrestre fondato da coloni umani nel futuro. In fondo, se Tolkien ha inventato la lingua degli elfi, perché io non avrei dovuto inventare la Costituzione della Luna? Scrivendo, scrivendo, arrivai a creare una Costituzione di 1200 articoli! Ecco perché, ispirato da Giustiniano, trasformai la Costituzione Lunare nel Corpus Iuris Lunare, ossia in uno Statuto con varie sezioni (civile, penale, etc.), misto di norme costituzionali ed ordinarie. Gli elementi “fantascientifici” sono pochi. È intuitiva, per esempio, la spiegazione della separazione, necessaria per ragioni igieniche in un ambiente artificiale creato sotto cupola, fra Zone abitative, agricole (serre) ed industriali. Per il resto la legislazione lunare è alquanto “terrestre”, e lo scopo dell’opera, in fondo, è una riflessione sul nostro diritto operata attraverso una Simulazione Legislativa.
L'opera
 si svolge in una prospettiva umanistica, che pone al centro l’Essere Umano, con la sua obiettiva Dignità ed i suoi obiettivi Diritti, il supremo dei quali non è la libertà anarchica o l’individualismo spinto a valore supremo, ma il Rispetto della Persona. La Costituzione lunare infatti, è concepita come “codice condiviso”, di una società “plurale” in cui inevitabilmente convivono diverse prospettive culturali, codice fondato sul rispetto della vita, del libero arbitrio, della dignità, del rispetto della diversità, ma anche codice condiviso di Solidarietà e di Pietas umana, familiare, economica, civile. Ed è solo apparentemente secondaria la disciplina finanziaria. In un’economia come quella di oggi, basata sul valore convenzionale della moneta, in cui il denaro non rappresenta più, e non può più rappresentare, un contro-valore in oro o metalli preziosi (non ce ne sarebbe abbastanza), la creazione privata di moneta da parte di pochi emissori privilegiati (le banche centrali controllate da banche private) è un pericolo per la libertà economica e politica non solo degli Stati, ma di tutti i cittadini ed impedisce un efficace controllo pubblico che contro-bilanci il potere privato. L’idea che un consorzio dei controllati rappresenti il controllore è più che un conflitto di interessi: è un controsenso. Ecco perché sulla Luna la BCL (banca centrale lunare) è un organismo pubblico indipendente, senza azionisti privati, che rappresenta il Quarto Potere dello Stato, autonomo dagli altri tre. Allo stesso modo gli organi sovrani (Federazione, Stati Federati ed Enti Locali) in circostanze ordinarie non possono indebitarsi presso privati, cosa imposta dalle onerose spese per la pubblica sopravvivenza sotto le cupole, che costa immensamente alle casse pubbliche ed è previsto un accantonamento per le spese impreviste. Eventuali politiche di espansione economica, piuttosto che con l’indebitamento presso privati, sono finanziate, con adeguata prudenza, con prestiti controllati da parte della banca centrale. E così non è sec ondaria la divisione dei poteri, equilibrio fra poteri pubblici e privati, fra potere locale e centrale e fra poteri dello Stato. Non si usa mai la parola Repubblica, parola senza senso in un contesto in cui la Monarchia perttnon rappresenta un’alternativa, si usa la parola Stato nel senso di Stato-Comunità, termine più significativo. E non si usa mai la parola Stato nel senso di Stato Centrale: Federazione ed Enti Locali hanno pari dignità, ed entrambi rappresentano la Sovranità. Con un filo di differenza: le competenze amministrative sono perlopiù decentrate, con un’ampia autonomia fiscale ed amministrativa, mentre le competenze legislative sono perlopiù federali. Il Diritto deve infatti servire al Popolo, imprese, lavoratori, consumatori, risparmiatori, cittadini, non a dare da mangiare ad azzeccagarbugli e commercialisti, ed una selva di diversificate legislazioni avvantaggia i furbi, non il cittadino onesto che vuole conoscere i propri diritti e doveri e non essere schiacciato dal caos. E l’equilibrio dei poteri non può svuotare di significato il Governo, impedendogli di decidere, né impedire una ragionevole collaborazione fra Assemblee Legislative ed Esecutivo. Ecco il perché di un regime presidenziale, in cui il capo dello Stato è anche capo del Governo, ed è legato da un legame fiduciario con la Camera dei Rappresentanti del Popolo, con un sistema di contrappesi che favorisce l'equilibrio di poteri.

In conclusione, quest’opera è una simulazione legislativa, non un’opera utopica fondata sull’assunto di un’umanità impossibilmente perfetta, una simulazione che pur riferita ad uno Stato inesistente e futuribile, può fornire spunti di riflessione sulla Terra e nel presente, e questo è l’aspetto più importante dell’opera.
 

Statuto Completo

Storia, Geografia e Curiosità sulla Federazione Lunare

 

Costituzione dei Liberi Stati Lunari

           (articoli di valore costituzionale dello Statuto)

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         Dalla Parte Sulle Persone

 

A-1 Sovranità § 1 Lo Stato è l’universalità dei cittadini autocostituentesi come comunità politica sovrana ed autodisciplinatesi in modo democratico attraverso la Costituzione, le istituzioni e le leggi: la legittimazione, la legittimità ed i fini istituzionali dell’azione dello Stato provengono infatti dal Diritto, che ha primazia sulla politica e si fonda sui Principi Costituzionali della Democrazia, della Dignità e dei Diritti dell’Uomo, della Solidarietà e della Pietà.

§ 2 La sovranità dello Stato si esprime attraverso gli enti maiestatici, ossia gli enti territoriali ad ordinamento autonomo governati dai rappresentanti del popolo ed autorizzati a produrre normazione legislativa attraverso l’opera delle assemblee dei rappresentanti del popolo: essi sono la Federazione, le Province, ed i Circondari, presso cui l’esercizio della sovranità è ripartito secondo le competenze statuite dalla Costituzione.

§ 3 Le norme co stituzionali hanno immediato e diretto imperio di maestà; le leggi, federali, provinciali e circondariali contrarie alla Costituzione non possono però essere disapplicate, ma solo rimosse a norma della Costituzione stessa, salvo diversa statuizione costituzionale.

§ 4 Capitale dello Stato è la Provincia di Nuova Roma.

§ Sono Province dello Stato Lunare le Città Stato di:

  1. Nuova Roma,
  2. Selanna,
  3. Crisopoli,
  4. Sideria,
  5. Eliopoli,
  6. Fenice,
  7. Alessandria Lunare,
  8. Nuova Berlino,
  9. Nuova Vienna,
  10. Nuova Mosca,
  11. Nuova Budapest,
  12. Nuova Parigi,
  13. Fotopoli,
  14. Kong,
  15. Meng,
  16. Yue Jing,
  17. Yue Ming,
  18. Yao,
  19. Nuova Mombay,
  20. Nuova Madras,
  21. Candraputra,
  22. Nuova Lagos,
  23. Nuova Seul,
  24. Nicea Lunare,
  25. Kallinice,
  26. Doxa,
  27. Eleuteropoli,
  28. Nuova Nairobi,
  29. Nuova Jakarta,
  30. Nuova Londra,
  31. Nuova San Pietroburgo,
  32. Nuova Lima,
  33. Nuova Bahia,
  34. Armstrong City,
  35. Lincoln Town,
  36. Silver Town,
  37. Dike,
  38. Astrea,
  39. Socrates,
  40. Libera,
  41. Nova,
  42. Shun
  43. Stagira;

il detto elenco viene aggiornato in base alle inclusioni o esclusioni introdotte da Trattati Internazionali di modifica dei confini o dalla costruzione di nuove Città.

 

A-2 Diritti Fondamentali § 1 Il rispetto e la tutela piena dei diritti e della dignità dell’uomo sono il fine e il fondamento supremo dell’ordinamento dello Stato.

§ 2 Lo Stato promuove, all’interno della società civile e di ogni altro umano consorzio, l’esercizio reciproco dei doveri di solidarietà e pietà ed il godimento anche sostanziale dei diritti inviolabili dell’uomo.

 

A-3 Diritti e Doveri § 1 Ognuno ha il diritto a condurre in piena libertà la propria vita pubblica e personale, purché non offenda il prossimo e non venga meno ai propri doveri fondamentali.

§ 3 Ogni persona ha il diritto inviolabile alla vita, dal suo concepimento fino alla totale cessazione di ogni funzione cerebrale, al rispetto della persona, delle idee e della personalità, all’integrità fisica, psichica e morale, all’integrità della mente e del libero arbitrio, alla libertà personale e di espressione, e, se cittadino non indegno, alla partecipazione ai pubblici uffici secondo legge.

§ 3 Ogni persona ha altresì l’inderogabile dovere di rispettare i diritti altrui, di onorare la Costituzione, le istituzioni e le leggi, di ottemperare ai doveri di solidarietà e di pietà pubblica e privata, e di adempiere agli obblighi e ai servizi necessari alla vita dello Stato.

§ 4 Si intende per solidarietà il dovere degli individui alla giustizia, alla correttezza e ad un giusto altruismo verso gli altri, che si esprime, sul piano delle relazioni pubbliche, nell’osservanza delle regole di civiltà necessarie alla civile convivenza e nello spirito di servizio verso le persone, la collettività e la nazione nell’espletamento di funzioni pubbliche.

§ 5 Si intendono per pietà i doveri naturali peculiari degli individui verso altre persone ad esse legate da vincoli relazionali privilegiati, specie familiari, di coabitazione, professionali e di lavoro, ed i doveri peculiari naturali dei cittadini verso la comunità civile e la nazione.

 

A-4 Eguaglianza dei Diritti e Doveri § 1 Ogni essere umano ha la stessa dignità e gli stessi diritti e doveri e nessuna ingiusta discriminazione può essere posta legittimamente con riguardo al sesso, alla razza, alla religione od all’opzione filosofica, al patrimonio genetico, alla lingua, alla cultura, alla nascita e all’origine familiare, alle opinioni, alle condizioni sociali e personali, all’aspetto, alle scelte di vita che non configurino attività illecite o scorrette, alle tendenze psicologiche e sessuali connaturate che in sé non comportino un attentato ai diritti dell’altrui persona o alla civile convivenza e ad ogni altro incolpevole stato.

§ 2 Si intende per ingiusta ogni discriminazione legale non dovuta a limiti naturali o fattuali inevitabili, o alle legittime finalità perseguite dalla norma, e a ogni discriminazione determinata da fatto altrui, quando sia operata in violazione dei principi umani e sociali di solidarietà e pietà, volte a negare o violare un diritto o una aspettativa sociale giustificata e legittima.

§ 3 Nemmeno lo stato di salute o l’infermità possono del pari essere fonte di ingiusta discriminazione, fatti salvi la legittima profilassi sanitaria ed i limiti fattuali inevitabili.

§ 4 Ogni individuo ha diritto a poter conseguire un livello ed una qualità di vita dignitosa, senza che ingiusti privilegi economici, sociali, giuridici o politici si oppongano ad una remunerazione proporzionata dei propri sforzi e meriti, ed anzi ha diritto ad essere aiutato dalla propria famiglia, dalla società e dallo Stato se, trovandosi in situazione di oggettiva minorità fisica, intellettuale o sociale, non riesca ad ottenerli col solo proprio impegno.

§ 5 Ogni individuo consegue in modo giusto l’elevazione sociale ed il mantenimento di posizioni di autorità e prestigio solo in quanto riesca ad ottenerle e a conservale in base al merito, alle capacità, all’impegno ed alla fortezza delle qualità morali.

§ 6 Lo Stato ha il dovere di eliminare ogni ingiusto privilegio economico, sociale, giuridico e politico che si oppongano all’egualitarismo meritocratico.

§ 7 Lo Stato ha il diritto a conferire i titoli d’onore di Principe, Patrizio e Cavaliere, od a prevederne la qualifica in virtù delle cariche attuali o passate, inscrivendo i designati all’Ordine Supremo di Merito del Senato e del Popolo Lunare, ma questi titoli non possono comportare altro privilegio che il prestigio da essi derivante, e, se la legge lo consente, un soccorso economico supplementare in caso di indigenza, non superiore, in ogni caso, al reddito medio della Provincia di Nuova Roma, o la concessione della cittadinanza se conferiti a stranieri o apolidi. In ogni caso i titoli sono onore personalissimo e non sono mai trasmissibili né tra vivi né in via ereditaria. Possono essere insigniti di titoli alla memoria anche i defunti. Tutti i presidenti federali, provinciali e circondariali, e gli ex presidenti federali e provinciali, hanno il titolo di Principe.

 

A-5 Rispetto delle Diversità § 1 L’ordinamento rispetta e tutela la diversità esistenziale di ogni singolo uomo, sia nel suo aspetto personale, fisico e psicologico, che in quello socio-culturale, familiare e religioso, nell’uguaglianza dei diritti e dei doveri, come parte integrante della sua fondamentale dignità di essere umano.

 

A-6 Libertà di Culto § 1 Ognuno è libero di seguire la religione o la filosofia di vita che preferisce.

§ 2 Sono vietati gli atti di culto che comportino violazione dei diritti della persona o la commissione di reati naturali, ed egualmente il plagio ed ogni forma di coercizione nelle scelte religiose.

§ 3 Lo Stato riconosce il ruolo sociale delle religioni ed, al fine di tutelare il diritto all’espressione religiosa ed a fini assistenziali e culturali, può attuare forme di collaborazione con le chiese, le comunità e le altre associazioni dei fedeli comunque denominate, e di stipulare concordato con esse, per definire i rapporti reciproci.

§ 4 I genitori hanno il diritto di educare i figli nella propria fede, nel rispetto della personalità degli stessi, e, nei limiti della loro capacità naturale, delle loro stesse scelte esistenziali. E’ legittimo impartire sacramenti e riti di iniziazione ai minori, purché non ne sia violata l’integrità psico-fisica.

§ 5 Ognuno è libero di propagandare le proprie idee religiose ed attuare forme di proselitismo, purché ciò avvenga nel rispetto della libertà, della persona e della personalità altrui, delle idee religiose ed etiche diverse e dell’ordine pubblico

§ 6 La manifestazione pubblica delle proprie idee ed identità religiose, politiche, ideologiche e culturali, tramite riunioni pubbliche, incontri, celebrazione di riti, eventi culturali, manifestazioni, o tramite elementi dell’abbigliamento o dell’aspetto e ogni altro mezzo, non può subire limitazione che nel caso in cui, concretamente, vi sia incitamento all’intolleranza, al razzismo ed al vilipendio delle identità religiose, politiche, ideologiche e culturali altrui, non consenta la legittima identificazione pubblica della persona oppure vi sia violazione di regole di sicurezza ambientale, sanitaria o di circolazione o lesione di beni giuridici costituzionalmente protetti, fatti salvi i limiti di ordine pubblico costituzionalmente stabiliti per la libertà di riunione.

§ 7 Lo Stato non può favorire o propagandare in danno di un’altra nessun tipo di opzione religiosa, teistica od ateistica, né imporre una propria visione filosofica o morale. È lecita la divulgazione dei valori umani civili della Costituzione, ma non è lecito imporne una interpretazione unilaterale.

§ 8 I funerali, anche di Stato, si svolgono secondo il culto e l’opzione religiosa e filosofica del defunto e secondo le sue stesse disposizioni, o mancando queste, quelle dei familiari e degli eredi, nel rispetto dell’ordine pubblico. Sulle tombe e sui cenotafi possono essere presenti simboli e testi che rimandino alla religione o all’opzione filosofica o ideale del defunto, in modo conforme alla volontà del defunto o, in mancanza di questa, alla volontà dei familiari e degli eredi, nei limiti di un ragionevole ordine pubblico.

§ 9 Non può essere vietata nelle scuole, nelle università e nei pubblici uffici l’espressione dell’identità e pietà religiosa e filosofica degli studenti e del personale, ivi compresa la celebrazione di riti religiosi e liturgie, nel rispetto dell’ordine pubblico, né può, in alcun modo esserne imposta l’adozione o la partecipazione, che sono di libera scelta ed iniziativa dei singoli.

§ 10 La partecipazione di pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni ai riti religiosi di più grande importanza sociale è pienamente legittima, senza ingiusta discriminazione tra le varie confessioni.

§ 11 La partecipazione dei ministri di culto nelle loro funzioni a manifestazioni civiche e culturali della pubblica amministrazione è pienamente lecita, senza ingiusta discriminazione tra le varie confessioni.

§ 12 Le attività economiche ed i beni non destinati a scopo di lucro, ma a mere finalità sociali, culturali, sportive, religiose o cultuali, anche se sostentati dalle mere offerte libere di fedeli e simpatizzanti, o gestite in economia, ma al solo fine di sostenere le attività sociali, culturali, sportive, religiose o cultuali cui sono finalizzati, non sono oggetto di imposizione fiscale.

§ 13 Le Chiese, le associazioni dei fedeli, e le associazioni senza fine di lucro aventi fini sociali, sportivi o culturali, non hanno altro privilegio fiscale che quelli di cui al comma precedente, ma possono ricevere, alle condizioni stabilite dalle leggi, una pubblica contribuzione per i fini sociali e culturali loro propri.

§ 14 Le confessioni non concordatarie non possono ricevere finanziamento pubblico del culto, fatte salve le leggi, inerenti ai piani regolatori, sull’edificazione e la manutenzione degli edifici di culto, tenuto conto della diffusione del culto stesso.

§ 15 I Concordati determinano i diritti ed i doveri reciproci di Stato e Confessioni religiose, nell’interesse della pace sociale e come servizio ai cittadini credenti.

§ 16 I concordati possono prevedere un finanziamento pubblico del culto, inteso come servizio pubblico ai cittadini credenti, possono regolare la contribuzione all’edilizia di culto, l’edificazione, la manutenzione e la gestione degli edifici destinati al culto ed a fini religiosi, culturali o sociali, possono regolare la contribuzione ai servizi culturali e sociali, possono regolare, sotto la legittima sorveglianza degli enti e dei superiori religiosi competenti, l’attività e lo status giuridico delle associazioni dei fedeli, stabilendo legittimi limiti di ordine pubblico, possono regolare lo status giuridico pubblico dei ministri di culto, la partecipazione di ministri di culto quali cappellani militari e l’efficacia civile dei matrimoni religiosi, ovvero del loro scioglimento o annullamento, tutto nel rispetto della Costituzione e dei diritti della persona.

§ 17 Il diritto a mutare le proprie opinioni religiose, ad abbandonare lo stato di ministro di culto, ovvero di persona consacrata o addetta a speciali compiti, dignità o status religioso, il diritto ad abbandonare una chiesa o un’associazione di fedeli, sono parte integrante della libertà religiosa fondamentale della persona, e nessuno può ricevere per ciò altro danno, oltraggio o discriminazione sia giuridica che sociale, personale o familiare, delle sanzioni cultuali legittime e dell’espulsione dall’associazione religiosa o dalla chiesa.

§ 18 Le chiese, le associazioni o gli altri enti religiosi ed ideologicamente orientati non possono infliggere, a causa della violazione dei doveri religiosi, morali e di coerenza ideologica, altro danno, oltraggio o discriminazione sia giuridica che sociale, personale o familiare delle sanzioni cultuali legittime e dell’espulsione dall’associazione religiosa o dalla chiesa, ovvero la fine della collaborazione con esse o con istituzioni, imprese di divulgazione o scuole confessionalmente orientate, ove in tale collaborazione sia riconosciuto un ruolo rilevante dell’orientamento ideologico.

§ 19 Le chiese e le associazioni dei fedeli o le associazioni comunque denominate che, in via di principio o come prassi, non riconoscano il diritto civile legittimo alla libertà religiosa, che non rispettino i diritti e le libertà fondamentali della persona, che eccitino alla discriminazione su base religiosa, razziale ed etnica e alla violazione dei diritti della persona, che non riconoscano, al di là dei ruoli e delle norme di carattere rituale e cultuale, la pari dignità dei sessi e delle persone, che attuino prassi o forme di culto che violino i diritti fondamentali della persona, la pietà familiare, verso i defunti e verso i simboli civili, nazionali o di altre fedi, che eccitino al disprezzo verso la Costituzione, le istituzioni o la Democrazia, o che, al di là di forme di obiezione di coscienza a singole norme di diritto, eccitino al disprezzo ed alla violazione del diritto, non possono avere diritto a regolare i propri rapporti con lo Stato, né alcuno dei diritti peculiari che l’ordinamento riconosce alle Chiese, alle associazioni dei fedeli, ed alle associazioni senza scopi di lucro.

§ 20 E’ consentito ai dipendenti pubblici, ai militari o alle persone ospitate in strutture pubbliche, esporre simboli della loro fede religiosa nei loro uffici riservati e nei loro alloggi, con i limiti di un ragionevole ordine pubblico.

§ 21 E’ consentito esporre in luogo pubblico i simboli delle fedi maggiormente presenti sul territorio, purché intese come semplice omaggio alle tradizioni culturali del territorio stesso e non come esposizione di simboli di parte, in maniera che non risulti ragionevolmente offensiva per i seguaci di religioni minoritarie.

§ 22 E’ consentito ai privati di esporre su luogo privato simboli religiosi, anche se visibili dal pubblico, con i limiti di un ragionevole ordine pubblico.

§ 23 Nessun ente pubblico può avere natura confessionale; le associazioni religiose con cui lo Stato ha stabilito concordato hanno carattere di enti privati a rilevanza pubblica; detto carattere può essere riconosciuto, dalle leggi e dai concordati, anche ad altre associazioni o fondazioni di carattere confessionale, in relazione ai servizi assistenziali che offrono od all’importanza della loro azione culturale.

§ 24 E’ consentito esporre su luogo appartenente ad enti confessionalmente orientati di rilevanza pubblica simboli religiosi, anche se visibili dal pubblico, con i limiti di un ragionevole ordine pubblico.

§ 25 I beni di rilevanza culturale appartenenti ad enti confessionalmente orientati sono soggetti alle ordinarie leggi in materia, con le cautele dovute al rispetto delle identità religiose.

§ 26 La fede religiosa e gli obblighi imposti dal sistema etico o dal diritto canonico di essa, non possono in nessun modo esentare alcuno dall’osservanza dei propri doveri familiari, né giustificare la lesione dei relativi diritti personali, familiari ed ereditari.

§ 27 E’ ammessa l’obiezione di coscienza allorché talun adempimento di legge risulti ripugnante alla propria coscienza religiosa o morale, purché ciò non leda o metta in pericolo i diritti altrui stabiliti da legge, né imponga un pericolo per la comunità. Il diritto all’obiezione alla leva militare in caso di pericolo o di guerra è ammesso dalla legge nei limiti in cui tale adempimento non sia necessario per la salvezza della comunità o della Patria e non appaia strumentale a semplice opportunismo o vigliaccheria.

§ 28 La fede religiosa o l’opzione filosofica non possono mai scriminare delitti naturali.

§ 29 Nelle mense scolastiche, ospedaliere, militari ed in genere nelle mense pubbliche, nei limiti del possibile, è doveroso osservare i divieti e le prescrizioni alimentari proprie delle religioni e dell’opzione morale e filosofica di chi vi acceda.

§ 30 E’ ammesso che le festività più importanti delle fedi maggiormente presenti nel Circondario siano, a livello circondariale, considerate festività civili.

§ 31 I giorni di astensione settimanale dal lavoro, sono, a livello circondariale, normalmente coincidenti con quelli delle fedi maggiormente presenti sul territorio.

§ 32 La Giustizia Disciplinare delle Chiese e delle Associazioni Religiose può avere effetti solo sul piano canonico, è interamente regolata dal diritto canonico e non può essere impugnata o contestata dinanzi a Corti od Amministrazioni secolari, fatto salvo il comma 18.

§ 33 Nessuna questione di status religioso può essere regolata da Corti od Amministrazioni secolari, che si limitano ad accertarle ove rilevino per il diritto, ed è interamente regolata dal diritto canonico, fatto salvo il comma 18.

§ 34 Ove una Confessione non sia istituzionalizzata, lo Stato potrà egualmente stipulare concordato con associazioni di fedeli ad essa appartenenti e rappresentanti una parte significativa dei fedeli, nell’interesse di tutti coloro che seguono detta confessione, ma a dette associazioni lo Stato non può attribuire il ruolo di rappresentanti unici della confessione coinvolta, né creare per loro poteri o privilegi all’interno del sistema canonico, e comunque, nello stipulare tale forma di concordato, ovvero sue modifiche, si dovrà cercare di coinvolgere nell’accordo tutte quelle associazioni che all’interno di tale confessione abbiano un peso rilevante, purché dette associazioni non siano incorse nelle censure di cui al comma 19.

§ 35 Il concordato, ove stipulato con confessione religiosa istituzionalizzata, ovvero la legge di attuazione secondo i criteri individuati nel concordato, ove esso sia stipulato a norma del comma precedente, individuano espressamente ed in modo tassativo gli organismi cui è riconosciuto lo stato di Corti Ecclesiastiche.

§ 36 Lo Stato non può riconoscere ad una Corte Ecclesiastica poteri canonici vincolanti per i fedeli, ove questi non siano previsti dal diritto canonico stesso.

§ 37 Lo stato di ministro di culto di una confessione non istituzionalizzata, o di responsabile di una struttura religiosa o di un luogo di culto di detta confessione, ed i poteri che ne derivano a norma dei concordati stipulati a norma del comma 34, può essere subordinato dai Concordati all’iscrizione ad appositi elenchi ed all’osservanza di precise norme deontologiche, su cui vigileranno apposite commissioni con rappresentanti della confessione e dello Stato.

§ 38 Il riconoscimento delle sentenze di corti ecclesiastiche, ove a queste i concordati riconoscano rilevanza civile, avviene per delibazione delle corti secolari, che ne accertano la non contrarietà, in tema di procedura e diritto sostanziale, al diritto dello Stato.

  • 39 In deroga al comma precedente e fatto salva l’applicazione del comma 18, l’appartenenza ad una Chiesa od altra associazione religiosa di una persona fisica o giuridica è regolata esclusivamente dal diritto e dalla giustizia canonici, ancorché ad essa si ricolleghino diritti civili riconosciuti dai concordati e dalle leggi.

§ 40 Si intende per diritto canonico il diritto proprio di una confessione religiosa e regolante atti e fatti religiosi.

§ 41 Il segreto sacro cui sono tenuti i ministri di culto ed i loro collaboratori secondo il diritto canonico è equiparato al segreto professionale.

§ 42 I beni mobili od immobili legittimamente adibiti a luoghi di culto o di venerazione, le tombe ed i cenotafi non possono essere distolti dalla loro destinazione, alienati, sequestrati o pignorati, se non nei casi previsti dalle leggi e dai concordati per motivo grave; se gli immobili presentino pericoli di crollo ovvero se si presentino rischi per l’ambiente, ovvero, nel caso di beni culturali di rilevanza nazionale, pericolo di perimento o danneggiamento, essi potranno essere sequestrati a norma di legge e concordati per essere messi in sicurezza o restaurati dalla pubblica autorità, nel caso in cui l’ente o la persona custode o proprietaria dei luoghi, e comunque responsabile degli stessi, non provvedano essi stessi.

§ 43 Tutto ciò che è oggetto di venerazione religiosa legittima, ivi comprendendo i ministri e le persone addette al culto, deve essere rispettato dallo Stato e dalle persone; il sacrilegio è sanzionato in quanto reato contro l’identità religiosa e culturale delle persone ed attentato alla pace sociale. La critica alle idee religiose, ideologiche e politiche diverse è inalienabile diritto alla libertà di pensiero, ma è vietata ogni gratuita ed ingiustificata ingiuria.

§ 44 Nell’eseguire perquisizioni di luoghi sacri, tombe e cenotafi, ovvero nel sottoporre ad ispezioni personali, arresto od interrogatorio le persone di ministri o di persone addette al culto, nel disporre intercettazioni ambientali in luogo sacro o nel sequestrare cose sacre e venerande, nei casi in cui questo è permesso, sarà necessario avvertire le autorità religiose o civili coinvolte e i loro superiori gerarchici, ove essi stessi non siano sospetti di correità o di favoreggiamento, e comunque dovrà essere avvisata la Commissione Ecumenica territorialmente competente; In ogni caso tali operazioni dovranno essere disposte nel modo meno invasivo ed offensivo per la sensibilità dei fedeli, a pena di sanzioni disciplinari, e nei casi di più grave illegalità, penali; gli oggetti sacri potranno essere sequestrati solo nel caso in cui costituiscano prova o corpo del reato di reati puniti nel minimo con almeno 5 anni di reclusione o con l’ergastolo, ma la loro conservazione dovrà essere rispettosa della loro dignità, nei modi concordati, ove possibile, con l’autorità religiosa competente, e dovranno essere, il prima possibile, restituiti.

§ 45 La legge regola il funzionamento e la composizione delle Commissioni Ecumeniche federali, provinciali e circondariali; di esse fanno parte per un terzo rappresentanti della Federazione, della Provincia o del Circondario, nominati dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo federale o provinciale o dall’assemblea circondariale, e, per due terzi, rappresentanti di tutte le confessioni concordatarie presenti nel territorio, in modo proporzionato alla loro presenza sugli stessi, e garantendo un’adeguata rappresentanza anche ai membri di confessioni minoritarie; le modalità di nomina dei membri di nomina confessionale è regolata da Concordato. Alle Commissioni è dato di vigilare sull’applicazione dei concordati, sull’edilizia di culto, sulle azioni legali che coinvolgano il culto e sull’insegnamento della Storia delle Religioni.

§ 46 Lo Stato riconosce il contributo civile e culturale delle religioni e promuove l’insegnamento nelle scuole della Storia delle Religioni e del Pensiero, vigilando in modo che esso avvenga in modo neutrale e rispettoso di tutte le identità religiose.

§ 47 Le Chiese, gli enti religiosi e gli enti senza scopo di lucro operanti nel campo sociale o culturale non hanno altri limiti alla loro capacità giuridica ed alla loro capacità legale di acquisire beni anche per successione o donazione che quelli previsti in linea generale anche per le persone fisiche.

 

A-7 Sicurezza Pubblica § 1 Lo Stato tutela la sicurezza dei cittadini, e di tutti coloro che vivono all'interno del territorio nazionale, tramite le leggi e la giustizia, ed attraverso l’opera delle forze di polizia, della sicurezza civile e dell'esercito.

§ 2 Ognuno ha diritto alla legittima difesa di sé e del prossimo da offesa attuale o inevitabilmente incombente; ogni altro uso legittimo della forza è monopolio dello Stato.

§ 3 L'uso di armi per scopi legittimi di difesa è permesso nei limiti disposti dall'ordinamento a rispetto della sicurezza, dell’ambiente e dell'ordine pubblico, ed è soggetto a restrizioni all’interno delle zone cupolari abitative. Ogni uso illegittimo di armi è penalmente sanzionato. Ai minorenni, agli incapaci, alle persone pericolose ed alle persone inabili all’uso di armi, la detenzione di armi è proibita. Si considerano, ai fini di questo comma, persone pericolose:

  1. i condannati, anche in primo grado, per reati violenti o socialmente pericolosi, o di lesa maestà, così come regolato da legge
  2. Le persone soggette a pene limitative della libertà, misure di sicurezza o prevenzione, o misure cautelari, come regolato da legge.
  3. Le persone di cui sia accertata grave o pericolosa patologia mentale.

§ 4 Salvo che in caso di guerra o di pericolo non è ammessa la leva e la reclutazione dei militari avviene per via volontaria.

A-8 Ripudio della guerra ingiusta § 1 Lo Stato ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;

§ 2 E’ vietato lo stazionamento di truppe straniere nello Stato, salva espressa autorizzazione da parte della Camera federale dei Rappresentanti del Popolo: in difetto di autorizzazione la presenza di truppe straniere nel territorio dello Stato verrà considerata atto di ostilità; i militari stranieri così accolti sono comunque soggetti alla legge civile e penale dello Stato nel caso di reato o illecito commesso all’interno dello Stato stesso, con l’eccezione dei reati militari ovvero di reati o illeciti commessi contro commilitoni, e, nei casi previsti da trattati internazionali, contro i loro familiari o assimilati che non siano cittadini, che saranno giudicati dalla giustizia dello Stato di appartenenza; il loro arresto, tuttavia, sarà soggetto alle formalità previste dai trattati internazionali.

 

A-9 Diritto alla Salute § 1 Lo Stato riconosce il diritto di ogni uomo alla salute e tutela l’integrità e la salubrità dell’ambiente e il rispetto delle norme igieniche, garantisce l’adeguatezza delle cure mediche e delle strutture sanitarie e ne assicura l'accesso ai meno abbienti.

§ 2 L'ordinamento riconosce il diritto inviolabile e inalienabile a che nessuna persona possa subire sul proprio corpo e sulla propria sfera fisica, senza esprimere un consenso attuale, l'intervento invasivo dell'altrui volontà. Perciò, nessuna persona con più di 16 anni di età e capace naturalmente può essere costretta a subire indagini bio-mediche o altri trattamenti sanitari non voluti, salvo che la legge li imponga nell'interesse della salute collettiva o di terzi, con le adeguate garanzie per l’integrità e la dignità di ognuno. Ogni trattamento sanitario, indagine bio-medica ed ogni operazione di gestione dell'altrui fisicità rivolto a minori o incapaci, purché non di natura sessuale, sono autorizzati, e se del caso sono doverosi, solo nell'interesse della tutela della loro salute e delle loro esigenze vitali e si dovrà ricercare il loro interesse anche se detti trattamenti siano imposti nell’interesse della salute collettiva o di altre persone.

 

A-10 Diritti umani in ambito internazionale § 1 Lo Stato promuove il rispetto internazionale dei diritti fondamentali dell'uomo, con particolare riguardo alla tutela dell'uguaglianza dei sessi, alla tutela dei minori, alla tutela delle libertà fondamentali dell'individuo e alla tutela dei lavoratori e del lavoro.

§ 2 Lo Stato protegge gli stranieri perseguitati per motivi etnici, religiosi, politici, o sociali.

 

A-11 Limiti alla Libertà § 1 Ogni persona ha il diritto di fare tutto ciò che non sia illecito o scorretto. Illecito è ciò che è proibito dall'ordinamento, in quanto concretamente offensivo o pericoloso per un bene giuridico tutelato dalla Costituzione, scorretto ciò che è disapprovato da un non illecito sentire sociale come contrario ai doveri di solidarietà e di pietà.

§ 2 Se l'azione illecita sia di grave offesa o pericolo per un bene costituzionalmente protetto sarà punita dal diritto penale, altrimenti dal diritto amministrativo o civile.

§ 3 L'azione scorretta può autorizzare, nei casi stabiliti dalla legge o dallo Statuto, la richiesta di danni oppure importare l'invalidità di atti giuridici.

 

A-12 Libertà di pensiero, di parola, di stampa e di espressione. § 1 Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di parola, di stampa e di espressione.

§ 2 Ogni persona ha il diritto ad essere informata, ed in modo veritiero, sulla vita politica, sociale e civile, nazionale ed internazionale.

§ 3 Nessuno può essere punito, privato della capacità giuridica o subire legale pregiudizio a causa delle proprie idee ed opzioni ideologiche od a causa dell'attività politica che svolge, purché nell'esercizio di tali attività non commetta delitti naturali.

§ 4 Il diritto di stampa, di manifestazione del pensiero e di informazione deve essere esercitato nel rispetto degli altrui diritti alla riservatezza e all'onore ed, in conformità a quanto stabilito dalla legge, nel rispetto delle necessità di segretezza imposte dalle ragioni dell'azione giudiziaria o della sicurezza pubblica e nazionale.

§ 5 La propaganda di idee contrarie allo spirito di umanità, l’incitamento all’odio o alla violenza e l'incitamento al delitto sono abusi della libertà sanzionati dall’ordinamento.

§ 6 Fatta salvo il principio della non censurabilità del pensiero in sé, ancorché contrario ai principi della Costituzione, si considerano offesa ingiuriosa l’espressione del pensiero effettuata con modalità verbali, scritte o simboliche di natura oltraggiosa, il dileggio, l’incitamento al disprezzo ovvero il vilipendio o la distruzione di simboli da altri considerati identitari, sacri o venerabili. Ogni atto di offesa ingiuriosa verso individui, comunità o categorie di persone, non importa se di natura maggioritaria o minoritaria, in ragione della razza, del sesso, della religione, della nazionalità, delle idee anche politiche, delle origini etniche, della nascita e delle origini familiari, delle tendenze psicologiche e sessuali connaturate che in sé non comportino un attentato ai diritti dell’altrui persona o alla civile convivenza, di caratteristiche fisiche o biologiche, di stato di salute o di altro incolpevole stato, è considerato abuso colpevole della libertà di opinione ed espressione.

§ 7 Possono essere divulgate notizie sulla vita privata e professionale degli individui senza che ciò ne violi il diritto di riservatezza:

a-qualora il fatto abbia, per sua intrinseca natura o per le circostanze oggettive in cui è avvenuto, rilevanza pubblica; il fatto che le persone coinvolte rivestano un ruolo politico, religioso, economico o sociale importante o che siano famose non giustifica da solo la lesione della loro riservatezza: il loro diritto è assolutamente eguale a quello di ogni altro

b-qualora il fatto sia avvenuto in luogo pubblico od aperto al pubblico e per il clamore suscitato fra numerosi presenti, per la presenza di operatori utilizzanti mezzi di registrazione e ritrazione appalesati ed autorizzati o le circostanze con cui è avvenuto, debba considerarsi avvenuto in modo pubblico

c-qualora il fatto abbia rilevanza penale e sia circostanziatamente provato

D-qualora sia consigliabile divulgare il fatto per ragioni di sicurezza, sanità o incolumità pubblica

e-qualora riguardi fatti soggetti a pubblicità legale in registri pubblici da tutti consultabili

f-qualora vi sia il provato e manifesto consenso dell’interessato;

§ 8 E’ comunque vietata la rivelazione di testimonianze e deposizioni di cui, in virtù del non censurabile diritto alla riservatezza in sede processuale, il testimone o l’imputato abbiano chiesto la segregazione.

 

A-13 Libertà di Associazione § 1 Ogni persona ha diritto di riunirsi, liberamente e senza autorizzazione, in associazioni che non perseguano fini o adottino mezzi penalmente illeciti.

§ 2 Sono illegali le associazioni segrete e le organizzazioni private di carattere militare.

§ 3 Tutte le associazioni devono essere registrate, rendere pubblici i propri Statuti e le loro modificazioni, i propri rappresentanti, il proprio bilancio ed i beni registrati in loro possesso e rendere accessibili alla magistratura, in caso motivato di necessità, l’elenco ed i compiti dei propri associati; la registrazione è un dovere ma anche un diritto: fatta salva la possibilità di perseguire le associazioni che adottino fini o mezzi illeciti, non è soggetta ad alcuna autorizzazione da parte dell’autorità, né ad oneri fiscali.

 

A-14 Libertà di Riunione § 1 Chiunque avrà il diritto a riunirsi pacificamente e senza armi.

§ 2 Potranno svolgersi riunioni in luogo aperto al pubblico senza necessità di alcun preavviso o permesso da parte delle autorità.

§ 3 Le riunioni in luogo pubblico di qualunque genere devono svolgersi nel rispetto dell’ordine pubblico e non devono essere di ostacolo al godimento di servizi pubblici essenziali.

 

A-15 Inviolabilità del Domicilio § 1 Ogni persona ha diritto all'inviolabilità del suo domicilio, della sua residenza e della sua dimora e non potranno essere eseguite perquisizioni giudiziarie o sequestri di beni, se non nei casi previsti dalla legge per giusta causa.

§ 2 Le ispezioni a scopi sanitari o di pubblica incolumità dovranno avvenire per giustificato motivo e dovranno essere approvate legittimamente dalle autorità competenti.

 

A-16 Inviolabilità delle comunicazioni e della riservatezza privata § 1 La libertà e la segretezza di ogni forma di comunicazione sono inviolabili tranne che per atto giustamente motivato dell'autorità giudiziaria con le opportune garanzie.

§ 2 Sono vietate ai privati indagini bio-mediche su persona altrui: nei casi di necessità legittima essi potranno pretendere un certificato medico legale prodotto dall'interessato o col suo consenso.

§ 3 Salvo che sia necessario per la sicurezza sanitaria o la tutela della salute dell'interessato, della sua futura discendenza o di terzi, è comunque vietato fare indagini sul patrimonio genetico altrui, anche col consenso dell'interessato.

§ 4 Nel caso in cui, a norma del comma precedente, siano legittime indagini sul patrimonio genetico altrui esse dovranno, a norma di legge, essere effettuate col consenso scritto dell'interessato e comunque previa disposizione dell'autorità giudiziaria, da strutture mediche autorizzate da decreto del ministero provinciale della sanità.

§ 5 La ricerca scientifica sul genoma umano è ammessa solo da parte di enti autorizzati, col consenso scritto dell’interessato e in regime di anonimato. Ogni uso delle informazioni ottenute diverso da un legittimo uso scientifico o medico-sanitario, è proibito.

§ 6 Indagini bio-mediche anche genetiche su minori degli anni 16 o su incapaci naturali, devono essere autorizzate dal rappresentante legale e solo per i giusti fini previsti a livello costituzionale.

§ 6 Le scritture contabili e le operazioni economiche possono essere oggetto di indagine e di controllo da parte delle autorità finanziarie e delle autorità indipendenti deputate alla supervisione dell'attività della borsa o di particolari attività economiche, o dei soggetti da esse delegati in base a legge, nei casi previsti dalla legge con le opportune garanzie. Le autorità summenzionate, o i soggetti da esse delegati, non possono divulgare i risultati delle loro indagini, salvo che alla magistratura, all'interessato od alle persone dallo stesso autorizzate.

§ 7 Il segreto bancario è violabile solo per atto giustamente motivato dell'autorità giudiziaria su istanza del pubblico ministero, ovvero dell'autorità finanziaria o delle autorità indipendenti deputate alla supervisione dell'attività della borsa o di particolari attività economiche, ovvero dei creditori, con le opportune garanzie.

§ 8 Alla magistratura non può essere opposto che il segreto di Stato, professionale o sacro, purché la violazione della riservatezza avvenga con le garanzie di legge e nei limiti del necessario.

§ 9 I pubblici registri sono gratuitamente e liberamente consultabili da parte di chiunque; i dati sensibili esistenti in pubblici registri possono essere però divulgati solo nei casi, nei modi e con le cautele previste per la divulgazione degli atti riservati. Altre limitazioni all’accesso ai pubblici registri possono essere previste per esigenze di segretezza imposte da ragioni di sicurezza pubblica e nazionale.

§ 10 I casellari giudiziari possono essere consultati e se ne può richiedere copia solo col consenso o su istanza dell’interessato, salvo che sussistano legittimi motivi: in tal caso la consultazione o l’estrazione di copia del casellario giudiziario potrà essere autorizzata dall’autorità giudiziaria.

 

A-17 Libertà di circolazione § 1 Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale.

§ 2 Tale diritto può essere limitato solo per motivi di sanità o sicurezza stabiliti in via generale dalla legge, oppure in relazione all’applicazione legittima di provvedimenti penali.

§ 3 Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio di pertinenza dello Stato e di rientrarvi, salvo che ne sia impedito a causa dell’applicazione legittima di provvedimenti penali.

§ 4 I minorenni non potranno espatriare senza l'autorizzazione degli esercenti potestà o tutela, ovvero, in caso di stretta necessità, su autorizzazione del tribunale della famiglia.

§ 5 I militari in servizio non potranno espatriare senza l'autorizzazione degli alti comandi, secondo legge o regolamento militare.

 

A-18 Diritto al nome §1 Il nome è un diritto inalienabile, anche in ragione di provvedimento penale.

 

A-19 Funzione equilibratrice L'ordinamento deve armonizzare le regole della vita civile e regolare i rapporti civili fra le persone, equilibrando i rapporti sociali.

 

A-20 Divieto di crudeltà verso gli animali § 1 L'ordinamento vieta e punisce le crudeltà gratuite e l'inflizione di sofferenze non necessarie agli animali.

§ 2 L’ordinamento regola modalità civili di allevamento e macellazione degli animali, in modo che non siano soggetti a crudeltà ed a condizioni di vita intollerabili.

 

A-21 Diritto all'integrità mentale Ogni persona ha il diritto inviolabile all'integrità della propria mente e del proprio libero arbitrio.

 

A-22 Tutela dell'immagine Ogni persona ha il diritto inviolabile alla tutela della sua immagine, della sua identità, delle sue parole e dell'opera del suo ingegno.

 

A-23 Diritto alla riservatezza Ogni persona ha diritto alla riservatezza della sua vita personale e familiare, riservatezza che può essere violata, per giusta causa, solo in caso di indagine giudiziaria, nella misura dello stretto necessario, dietro ordine motivato dal tribunale, secondo legge.

 

A-24 Rispetto della persona Ogni persona ha diritto al rispetto, formale e sostanziale, da parte di chiunque, della propria persona e della propria personalità.

 

A-25 Diritti non disponibili § 1 Coloro che violino l'altrui diritto alla vita, all'integrità delle funzioni fisiche, mentali e psicologiche, od infliggano ad altri trattamenti crudeli e ne violino la dignità fondamentale, non sono giustificati dalla legge penale e civile e dall'intero ordinamento giuridico a causa del consenso dell'interessato.

§ 2 Gli atti di auto-lesionismo espongono a responsabilità civile e penale per i danni causati a terzi.

 

A-26 Rispetto del corpo La legge sancisce, attraverso l'applicazione di un'adeguata deontologia bioetica, il rispetto per la sacralità della vita e del corpo umano. L'ordinamento regola le norme di pietà verso i defunti.

 

A-27 Limitazioni dei diritti civili e politici Nessuno può subire una limitazione dei diritti civili e politici se non in base a sentenza penale.

 

A-28 Divieto di tortura E' bandita la tortura ed ogni altra forma di trattamento degradante.

 

A-29 Diritto all'abitazione L'ordinamento tutela il diritto ad accedere all'abitazione da parte di ogni essere umano, specie dei minori, degli anziani e dei portatori di handicap, facilitando l'acquisto o la locazione dell'immobile abitativo anche da parte dei meno abbienti.

 

A-30 Persone anziane, malate e disabili § 1 Lo Stato riconosce e tutela i diritti delle persone anziane, malate e disabili a mantenere la propria vita sociale e garantisce ogni tutela al loro diritto ad una migliore qualità della vita.

§ 2 Ogni persona ha altresì obbligo di peculiare attenzione, rispetto, pietà e solidarietà verso le persone anziane, malate e disabili, secondo le norme di umanità e civiltà.

§ 3 Lo Stato garantisce alle persone anziane, malate o disabili il godimento sostanziale degli stessi diritti civili e sociali di ogni altro cittadino, e promuove l'osservanza dei doveri civici nei loro confronti.

 

A-31 Diritti dei minori § 1 L'ordinamento riconosce ai fanciulli e agli adolescenti il rispetto e la tutela del loro diritto inalienabile a formare in modo libero ed equilibrato la propria personalità, oltre che il diritto alla crescita ed all'educazione civile, scolastica ed umana e promuove l'osservanza dei doveri civici e familiari nei loro confronti.

§ 2 Ogni persona ha altresì l'obbligo di peculiare attenzione, rispetto, pietà e solidarietà verso i fanciulli, secondo le norme di umanità e civiltà.

§ 3 Ogni fanciullo deve essere registrato subito dopo la nascita ed avere un nome

§ 4 I minori hanno gli stessi diritti fondamentali degli adulti ed hanno diritto ad esprimere la propria personalità e le proprie idee e ad effettuare le proprie scelte di vita, secondo la propria capacità naturale.

§ 5 Il minore di età superiore ai quattordici anni ha il diritto ad intervenire nei processi in cui è in discussione il suo stato o l'affidamento e nei processi penali in cui assuma veste di offeso; anche il minore di 14 anni, nei casi in cui è in discussione il suo affidamento o la sua adozione, deve essere sentito dal giudice in tutti quei casi e nei limiti in cui in cui sia possibile in relazione all’età ed al grado naturale di discernimento, con le modalità più indicate a tutelarne la sensibilità in relazione all’età.

 

A-32 Diritto all'istruzione § 1 L'istruzione inferiore e media è obbligatoria e deve fornire ai discenti le basi culturali, logiche e linguistiche per esprimersi, comunicare ed interagire efficacemente nella vita sociale e per comprendere la società in cui vivono nei suoi elementi umani, storici, culturali e socio-giuridici.

§ 2 È prescritto un esame di Stato al termine di ogni ciclo scolastico od universitario, e per l'abilitazione all'esercizio professionale.

§ 3 Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, sono costituite come fondazioni di diritto pubblico senza scopo di lucro, e possono essere istituite con apposita autorizzazione del ministero federale per la cultura sia da privati che dalla federazione, dalle province o dai circondari.

§ 4 Sono ammessi istituti di istruzione privati, purché forniscano un servizio equipollente a quello pubblico. Tali istituti devono comunque seguire le direttive ed i programmi del ministero per l'istruzione provinciale e sono riconosciuti con decreto dello stesso ministero. Essi possono ricevere contributi pubblici da parte dei Circondari, in relazione al servizio che offrono, onde permetterne la frequenza ai discenti di famiglie non benestanti. Il carattere confessionale di un istituto privato non può essere, di per sè, fonte di discriminazione legale e politica verso tali istituti.

§ 5 Le istituzioni scolastiche ed universitarie sia pubbliche che private ed il personale scolastico devono promuovere un alto livello didattico e pedagogico, rispettare le identità anche religiose, politiche ed ideologiche degli studenti e delle loro famiglie ed il loro diritto alla libertà intellettuale e di coscienza, promuovere il merito, vigilare sulla civile convivenza all'interno delle istituzioni stesse, promuovere l'intelligenza delle materie insegnate e lo spirito critico, fornire un servizio didattico-pedagogico che promuova l'elevazione culturale e sociale degli studenti, preparare gli stessi al mondo del lavoro e promuovere le virtù civiche ed umane di solidarietà, pietà e rispetto delle istituzioni.

§ 6 La Provincia garantisce con borse di studio il diritto degli studenti di maggior merito o minori possibilità economiche proprie e della propria famiglia, l'accesso ad ogni livello di istruzione anche universitaria, pubblica o privata.

§ 7 L'istruzione pubblica primaria e media è garantita e obbligatoria per tutti i fanciulli, quale che sia la condizione sociale ed economica degli stessi e delle loro famiglie.

§ 8 Lo Stato garantisce, a norma di legge provinciale, ai meritevoli, anche se indigenti, il diritto allo studio ad ogni livello.

§ 9 Lo Stato garantisce l'istruzione e l'educazione anche alle persone disabili o psico-fisicamente svantaggiate.

§ 10 Le province ed i circondari hanno l'incarico di sovraintendere e favorire la formazione tecnica e lavorativa e l'aggiornamento professionale, con particolare riguardo all'istruzione professionale dei disabili.

 

A-33 Diritti dello straniero § 1 I diritti fondamentali di ciascun essere umano devono essere rispettati e tutelati a prescindere da qualunque questione inerente lo stato di cittadinanza.

§ 2 Lo straniero o l'apolide legittimamente dimoranti nel territorio di competenza dello Stato hanno gli stessi diritti del cittadino, con l'eccezione dei diritti politici, con le deroghe previste da questo articolo e fatta salva l'espulsione nel caso di permanenza nel territorio dello Stato oltre i termini concessi od in caso di decadenza dei legittimi requisiti, e, nei casi previsti dalla legge, per commissione di reati o quasi reati o per sospetto di rilevante pericolosità sociale fondato su indizi gravi, precisi e concordanti.

§ 3 La permanenza dello straniero o dell’apolide nello Stato può essere subordinata, fuori dai casi di cui al comma 4, al requisito di una stabile dimora, di una occupazione lavorativa socialmente utile e di un reddito sufficiente a mantenere se stesso e la famiglia.

§ 4 Lo Stato garantisce, alle giuste condizioni di legge, la permanenza nel territorio di sua competenza di stranieri ed apolidi legata allo stato di rifugiato per motivi di ingiusta persecuzione o discriminazione subita nel loro paese ad opera delle autorità od a motivi di grave urgenza umanitaria, a stretti legami familiari con cittadino o con straniero od apolide legittimamente dimorante dello Stato, che si faccia garante, ove previsto da legge federale, per il suo mantenimento, od a motivi di istruzione o cure mediche.

§ 5 Solo i cittadini possono assurgere a:

a-cariche di rilevanza costituzionale

b-cariche di magistrato inquirente, giudicante e censorio, anche onorario

c-cariche pubbliche od incarichi dirigenziali pubblici di nomina politica

§ 6 Si intende come nomina politica:

a-la nomina elettiva da parte dell’elettorato

b-la scelta discrezionale da parte della Camera dei Rappresentanti del Popolo o del Senato Federale e Provinciale, o dell’Assemblea Circondariale

c-la scelta discrezionale da parte del Presidente o dell’Edile Federale, Provinciale o Circondariale o del Console

D-la nomina discrezionale da parte di persone esercenti cariche od incarichi pubblici a sua volta di nomina politica.

§ 7 Gli stranieri o gli apolidi possono, ove, nell’ambito della sua competenza, la legge federale, provinciale o circondariale lo preveda, essere esclusi o subire limitazioni all’accesso a:

a-cariche pubbliche, ovvero incarichi pubblici o privati comportanti l’assunzione dello stato di Pubblico Ufficiale

b-alla professione di avvocato, notaio o commercialista

c-ad altre professioni comportanti l’assunzione di responsabilità pubblicistiche; dalla vigenza di questo comma è esclusa la professione di docente.

§ 8 I cittadini, ovvero anche gli stranieri e gli apolidi di più lunga residenza, possono, ove, nell’ambito della sua competenza, la legge federale, provinciale o circondariale lo preveda, essere preferiti, a parità di condizioni, nell’assunzione di incarichi di lavoro subordinato o para-subordinato presso enti pubblici o a controllo pubblico ovvero a benefici di natura sociale o assistenziale.

 

A-34 Cultura e ricerca § 1 Lo Stato promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

§ 2 Lo Stato tutela il patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale della Nazione

§ 3 L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

§ 4 L'ordinamento e l'autoregolamentazione delle categorie stabiliscono i limiti etici alla sperimentazione ed alle applicazioni tecniche e scientifiche specie in campo medico e biologico.

 

A-35 La famiglia § 1 La famiglia è una società ed un vincolo naturale, fondato su un patto di pietà e solidarietà reciproca fra le generazioni, che ritrova la sua ragione socio-giuridica nel riconoscimento della insopprimibile rilevanza dei legami di filiazione e parentela naturale od adottiva, e sul matrimonio come rapporto di rilevanza pubblica in relazione all'interesse sociale alla miglior tutela dell'eventuale prole.

§ 2 La famiglia è il fondamento della società civile ed il luogo naturale della crescita e dell'educazione civile ed umana dei minori.

§ 3 Lo Stato ne riconosce e ne tutela i diritti.

§ 4 Lo Stato riconosce altresì il ruolo sociale della famiglia e sostiene le famiglie in difficoltà od indigenti.

 

A-36 Diritti e doveri di genitori e figli § 1 E' naturale ed inderogabile dovere e giusto diritto dei genitori provvedere al mantenimento ed all’istruzione dei figli tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni degli stessi ed educarli alla piena dignità di persone e di cittadini.

§ 2 Anche gli avi, nel rispetto dei diritti dei genitori, concorrono all'assistenza ed all'educazione dei nipoti.

§ 3 E' naturale ed inderogabile dovere del figlio onorare, aiutare e sostenere i genitori, gli avi ed i fratelli.

§ 4 Tali doveri di pietà, discendenti dal fatto naturale della filiazione o dall'atto dell'adozione, sono riconosciuti e tutelati dallo Stato come primari fondamenti dell'ordine sociale e giuridico.

§ 5 L'ordinamento favorisce e tutela la maternità e la paternità; nessuno può essere costretto da legge o da obbligo negoziale a sposarsi o ad essere celibe o nubile, ovvero a generare o non generare un figlio, ovvero ad adottarlo, fatti salvi i diritti del concepito, né può subire una discriminazione per questo; in caso di matrimonio, però, è tutelato il diritto alla paternità o maternità, e l'ingiustificato rifiuto dell'altro coniuge a procreare o adottare figli può dare luogo, senza addebito di colpa, a giusta causa di annullamento del matrimonio, separazione o divorzio.

§ 6 L’ordinamento deve considerare, nel trattare la filiazione ed i rapporti familiari e di parentela, non solo il legame legale e biologico, ma anche i rapporti affettivi e sociali.

 

A-37 Eguaglianza fra il padre e la madre § 1 Il padre e la madre hanno eguale dignità e parità di diritti e di doveri.

§ 2 Lo Stato riconosce il diritto ai minori alle cure ed all'appoggio di entrambi i genitori naturali, ove possibile, ed in generale, nell'ambito del miglior interesse dei minori, il diritto degli stessi ad entrambe le funzioni genitoriali.

§ 3 In caso di indegnità o incapacità dei genitori naturali sono preferiti in primo luogo l’affidamento, ed in caso di morte di entrambi i genitori, la tutela ovvero l’adozione speciale, da parte di persone che abbiano preesistenti rapporti familiari col minore, anche se non sposate o conviventi con persone dell’opposto o stesso sesso, onde mantenere il legame del minore con la famiglia d’origine e garantire il diritto del minore all’identità familiare, in secondo luogo l’affidamento, e nei casi di situazione non temporanea o risolvibile, l’adozione, da parte di coppie fidate, sposate e non separate, onde favorire il diritto alla bigenitorialità ed alla stabilità della coppia parentale, in terzo luogo l’affidamento, e nei casi di situazione non temporanea o risolvibile, l’adozione, da parte di persone fidate, anche se non sposate o conviventi con persone dell’opposto o stesso sesso, onde garantire comunque il diritto all’affettività familiare, e solo in quarto e residuale luogo l’affidamento a comunità o strutture, pubbliche o convenzionate.

§ 4 E’ ammessa l’adozione speciale, non legittimante, di persone anche minori, ove corrisponda all’interesse degli stessi, da parte di familiari ovvero di persone comunque legate ad essi da saldi legami di pietà e di affetto; detta adozione comporta per gli adottati la stessa posizione successoria, rispetto all’adottante, dei figli naturali, e per gli adottanti il diritto a mantenere significativi rapporti col minore ed il dovere di assumere la potestà in caso di morte od incapacità dei genitori naturali, e per entrambi, il diritto al mantenimento in caso di bisogno, ma non estingue il legame con i genitori ed i familiari naturali.

 

A-38 Figli nati al di fuori del matrimonio I figli nati al di fuori del matrimonio, godono degli stessi diritti e degli stessi doveri nei confronti dei propri genitori, avi, fratelli e parenti dei figli nati in costanza di matrimonio, e godono di ogni tutela sociale, giuridica e morale, salvo il rispetto ragionevole ed equo dei diritti del coniuge in caso di filiazione adulterina.

 

A-39 Definizione di riconoscimento § 1 Il riconoscimento è la confessione del genitore di essere tale.

§ 2 Il riconoscimento è un dovere del genitore e può essere escluso solo nel caso in cui non sia conveniente per il figlio minore o incapace sotto il profilo personale, morale o psicologico per ragioni gravi ed oggettive di incapacità od indegnità del genitore riconoscendo, tali da far presumere quelle situazioni per cui un figlio può essere sottratto ad un genitore, per situazioni gravi di carattere contingente, che, nel caso concreto, rendano estremamente difficoltoso in modo durevole l’esercizio dei doveri genitoriali, ovvero qualora il figlio abbia già iniziato un processo di inserimento familiare tale da far presumere un’adozione legittimante vantaggiosa per la persona del minore, ovvero, nel caso di figlio naturalmente incapace o interdetto, per altri gravi motivi legati alla situazione del riconoscendo.

§ 3 Qualora il genitore non adempia a tale dovere la filiazione potrà essere dichiarata, se il genitore non sia, per giusta e grave causa, reputato indegno e se la dichiarazione di parentela sia conveniente per il figlio incapace.

§ 4 Nel caso in cui il figlio minore od incapace sia stato concepito tramite incesto il riconoscimento potrà essere autorizzato solo se ciò, valutate tutte le circostanze, corrisponda all’interesse dello stesso; egualmente avverrà, con riferimento al genitore colpevole, ove il concepimento sia avvenuto a seguito di reati di violenza, pedofilia od abuso. Il genitore delittuoso non ottiene tuttavia a seguito di riconoscimento o dichiarazione di parentela alcuno dei diritti del genitore o del parente di sangue.

§ 5 La legge stabilisce l’età minima perché il genitore minorenne possa riconoscere un figlio; l’affidamento del fanciullo alla famiglia naturale è comunque favorito, ove questa possa prendersi cura di lui e non incorra nelle censure di cui al comma 2.

 

A-40 Consenso del figlio al riconoscimento Affinché il riconoscimento del figlio naturalmente non incapace, che abbia compiuti i quattordici anni, abbia effetto, questi vi deve acconsentire.

 

A-41Diritto del minore all’identità familiare § 1 Il minore ha diritto all'identità familiare ed il diritto di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia d’origine; lo Stato, gli enti pubblici e le formazioni sociali collettive non possono in alcun modo espropriare la famiglia d’origine dei suoi giusti diritti, dei suoi doveri e della sua dignità.

§ 2 Se il minore si trovi, anche senza colpa della famiglia, in situazioni tali da concretizzare uno stato di abbandono sociale o personale, oppure subisca crudeltà, maltrattamenti, abusi, incesto, malversazioni o gravi reati ai suoi danni, o i familiari siano dichiarati indegni per reati tali da mettere in pericolo l’interesse del minore ovvero per grave e comprovata pericolosità sociale o dimostrata intenzione di compiere reati in suo danno, o non si provveda alla sua educazione anche scolastica, o sia educato al disprezzo delle leggi, dei valori di solidarietà e pietà e della civile convivenza o spinto a comportamenti antisociali, o, con dolo o colpa, non si impedisca che altri possano commettere tali fatti, il minore potrà essere allontanato, e nei casi più gravi, sottratto alla famiglia naturale; lo Stato curerà gli interessi del minore, provvedendo, ove possibile ed opportuno secondo legge, all'adozione, la quale è disposta nell'esclusivo interesse dei minori.

§ 3 Si intende per abbandono sociale la situazione per cui non si provveda, o non si possa provvedere, alle esigenze di vita del minore; si intende per abbandono personale la situazione per cui non si provveda o non si possa provvedere alla cura ed all’educazione del minore.

§ 4 Le condizioni di indigenza dei genitori o dei membri della famiglia naturale non possono essere di ostacolo all'esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto.

§ 5 Le caratteristiche psicologiche, caratteriali ed esistenziali della personalità del genitore e dei membri della famiglia naturale, non possono essere rese a pretesto per sottrarre loro un minore, salvo che si concretizzi il pericolo concreto che, a causa di patologia psichiatrica o grave tendenza antisociale, si attuino le situazioni di cui al comma 2.

§ 6 Si definisce tendenza anti-sociale la tendenza a commettere fatti che violino i diritti altrui o la civile convivenza.

§ 7 Le incolpevoli condizioni sociali e personali, l’età, le opinioni politiche, religiose e ideologiche, la nascita e lo stato di celibato, matrimonio o vita comune con persona diversa dall’altro genitore e le stesse legittime scelte di vita del genitore o dei membri della famiglia naturale, non possono essere rese a pretesto per sottrarre loro un minore, salvo che in concreto si attuino le situazioni di cui al comma 2.

§ 8 Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell'ambito di una famiglia è assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale del minore e comunque non in contrasto con i principi fondamentali dell'ordinamento.

§ 9 Le famiglie che vivano delle difficoltà devono essere aiutate dalle pubbliche istituzioni e dalla società civile a superarle. In caso di colpevole rifiuto dei legittimi interventi di aiuto, tuttavia, o qualora dette difficoltà siano insuperabili, i minori potranno loro essere sottratti, possibilmente a titolo temporaneo, ove si concretizzi uno stato di abbandono.

§ 10 Il diritto all’identità familiare si esplica anche nei confronti dei propri avi, fratelli e stretti congiunti. Per tali persone la tutela può essere vietata solo nei casi di cui al comma 2 o per grave conflitto d’interessi, e dispensata solo per impossibilità concreta dovuta ad età, malattia o a gravi ed oggettive difficoltà legate alla situazione sociale e personale, incapacità economica o abitativa ovvero per improrogabili doveri militari, diplomatici o legati a ministero d’anime in posizione apicale, ove previsto dai concordati.

 

A-42 Consenso del minore all'adozione Il minore naturalmente non incapace, il quale ha compiuto gli anni quattordici, non può essere adottato se non presta personalmente il proprio consenso, che deve essere manifestato anche quando il minore compia l'età predetta nel corso del procedimento. Il consenso dato può comunque essere revocato sino alla pronuncia definitiva dell'adozione.

 

A-43 Definizione di matrimonio § 1 Il matrimonio è una società naturale ed un vincolo personale tra i coniugi consacrato in un atto ed in un rapporto di diritto e natura pubblici, fondato sulla comunione di vita, il cui fine sociale primario è garantire ai figli comuni una alleanza istituzionalmente stabile tra il padre e la madre per il loro sostentamento, la loro crescita e la loro educazione.

§ 2 Il matrimonio è monogamico, eterosessuale ed a tempo indeterminato, può essere sciolto solo alle condizioni e con le cautele di legge ed i diritti ed i doveri da esso derivanti sono, salvo il diritto a regolare, nei limiti di legge ed ordine pubblico, la situazione patrimoniale, inderogabili.

§ 3 Obbligo inderogabile dei coniugi è l'aiuto e la solidarietà reciproca.

§ 4 Le unioni elettive stabili fra membri dello stesso od opposto sesso, qualunque sia la loro natura, comportano i diritti ed i doveri patrimoniali e morali accordati dalla legge, dai patti fra gli interessati e dall'equità sociale, salvo che non configurino unioni uxorie poligamiche o incestuose.

§ 5 Le unioni elettive sono per propria natura di carattere libero e privato e l'ordinamento non può imporne obbligatoriamente i doveri derivanti dall'istituto familiare, imponendo soltanto il rispetto di una giusta solidarietà e pietà reciproca e verso i reciproci familiari, oltre che degli obblighi patrimoniali e morali assunti per pattuizione privata, che possono regolare i reciproci rapporti ed obblighi anche in caso di separazione e nel rispetto dei diritti dei legittimari e con i limiti di legge, anche la reciproca successione.

§ 6 Il matrimonio può comportare particolari vantaggi ai fini amministrativi e fiscali, specie per le coppie con figli comuni.

§ 7 Il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia è riconosciuto a tutti uomini e alle donne pienamente capaci che abbiano l'età minima per contrarre matrimonio, salvo il divieto di poligamia ed incesto e salvi l'impedimento derivato dall'assassinio del precedente coniuge ed impedimenti temporanei volti ad evitare confusioni sulla paternità dei concepiti.

§ 8 Il matrimonio non può essere celebrato senza il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

§ 9 L'annullamento del matrimonio per causa diversa da impedimento oggettivo può essere chiesto solo dai coniugi.

§ 10 Solo i coniugi possono chiedere la separazione personale o lo scioglimento del matrimonio; in caso di pericolo per i figli o per gli altri familiari, può tuttavia essere disposto l’allontanamento del coniuge dalla casa familiare.

§ 11 In caso di matrimonio anche nullo, di libera convivenza, o di vita comune dovuta a vincoli familiari od affettivi, sorge il diritto, a seguito della separazione, dell’annullamento o del divorzio, ad un giusto indennizzo per i sacrifici morali ed economici assunti da parte di chi ha fatto legittimamente affidamento sull’aiuto personale ed economico dell’altro, aiuto venente meno con la fine della vita comune determinata da colpa dell’altro o dall’altro decisa per motivo non riguardante colpa del richiedente, così come previsto da legge od equità.

§ 12 In caso di matrimonio nullo o di convivenza intrapresa per errore, il coniuge od il convivente ingannatore devono un giusto risarcimento al coniuge od al convivente innocente.

§ 13 In caso di violazione dei doveri naturali connessi alla vita in comune e familiare, anche nel caso nel caso in cui il vincolo familiare sia legalmente revocato o dichiarato nullo, comporta un equo risarcimento da parte del colpevole.

 

A-44 Doveri dei coniugi I coniugi hanno il dovere al reciproco rispetto, alla reciproca assistenza morale e materiale, alla fedeltà, alla collaborazione nella vita familiare ed alla coabitazione.

 

A-45 Doveri verso la famiglia dell’altro coniuge § 1 Il coniuge, col matrimonio, entra a far parte della famiglia dell'altro coniuge, condividendo col consorte, secondo quanto stabilito da legge ed equità, i doveri di pietà ed assistenza verso di essa.

 

A-46 Doveri dei coniugi verso i figli I coniugi hanno il dovere alla piena collaborazione nella cura, l'allevamento e l'educazione dei figli e nell'espletamento degli altri doveri verso i figli ed i discendenti comuni.

 

A-47 Dovere dei coniugi di contribuzione Entrambi i coniugi sono tenuti, in relazione alle proprie sostanze ed alle proprie capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

 

A-48 Alimenti privati e provvidenze pubbliche § 1 Si intende, per diritto al mantenimento, il diritto a quella solidarietà economica che consenta al congiunto di accedere a quelle opportunità sociali, di cui ci si possa ragionevolmente aspettare, oltre che alle proprie capacità di lavoro, alle possibilità di aiuto della famiglia; esso grava sul coniuge, sull’esercente potestà o tutela sul minore, su ascendenti e discendenti, oltre che sui fratelli o affini in linea retta che possano definirsi, secondo legge, benestanti.

§ 2 A prescindere dal diritto al mantenimento, ogni persona che non possa mantenersi da sola, e che sia incolpevolmente disoccupata, ha il diritto agli alimenti familiari, nei limiti del necessario.

  • 3 Se questi non abbia familiari obbligati al mantenimento o agli alimenti o non conviva con persona che siano in grado di mantenerla, ha diritto, nel modo opportuno e regolato dalla legge, ad aiuto da parte dello Stato nei limiti del necessario.

 

A-49 Cittadinanza La cittadinanza, ordinariamente, si acquista:

  1. per discendenza da padre o madre cittadina
  2. per nascita da parte del figlio di ignoti o apolidi nello Stato
  3. per tempo diuturno di legittima residenza nello Stato, alle condizioni di legge; detto tempo è ordinariamente pari a dieci anni[1]. Se il tempo di residenza maturi entro i 21 anni, l’acquisto della cittadinanza è automatico, alle condizioni di legge
  4. negli altri casi di legge

Ove il genitore affidatario o il tutore sia espulso dallo Stato, il minore cittadino dovrà seguirli, salvo che il tribunale della famiglia, in relazione all’interesse del minore, diversamente non disponga in ordine all’affidamento del minore.

 

 

Dalla Parte II sull’Economia

 

 

B-1 Successioni in generale § 1 La legge determina le modalità ed i limiti delle successioni dei discendenti, degli ascendenti, con l'eccezione del genitore delittuoso, dei fratelli e dei collaterali almeno fino al quinto grado, senza discriminazioni fondate sul fatto che essi o il defunto non fossero nati da legittimo matrimonio, del coniuge, dei figli adottivi e degli altri familiari.

§ 2 Sia il coniuge, anche separato, che il convivente del defunto, salvo che nei casi di unione poligamica o incestuosa, hanno comunque, come regolato da legge, diritto agli alimenti a carico dell'eredità, se bisognosi, oltre al diritto di abitazione sulla casa comune o ad a loro concessa od assegnata mentre era in vita il defunto.

§ 3 Tutti i figli naturali ed adottivi hanno eguali diritti successori, senza distinzione determinata da sesso, nascita, età o da altra illegittima discriminazione; i discendenti naturali, ed, ove previsto, anche adottivi, delle predette persone hanno diritto di rappresentazione senza distinzione determinata da sesso, nascita, età o da altra illegittima discriminazione e senza distinzione di linea.

§ 4 L’ordinamento garantisce che né le proprietà fiduciarie né altro mezzo giuridico lecito possano essere usati per creare indebiti privilegi per taluno dei discendenti dell’ereditando o dei suoi fratelli.

 

B-2 Capacità attiva di testare § 1 Ogni persona fisica maggiorenne o semi-minore non interdetta, né incapace naturalmente, né impedita per cause legali, può decidere della destinazione dei suoi beni dopo la sua morte, nei limiti di ordine pubblico previsti dall'ordinamento e nel rispetto degli equi diritti dei familiari, ossia dei discendenti naturali, dei figli adottivi, del coniuge, degli ascendenti naturali, con l'eccezione del genitore delittuoso, e, ove ammessi al beneficio di legittima per legge, dei fratelli e dei loro discendenti.

§ 2 Il diritto alla quota legittima, è determinato e regolato da legge od in mancanza, dall'equità; essa non può essere gravata di vincoli se non nei casi previsti per giusta causa dalla legge e non può essere esclusa che per indegnità, come determinato dalla legge od, in mancanza, dall’equità; la quota legittima dei figli non può essere inferiore alla metà della loro quota di successione intestata, e la quota del coniuge non separato e degli ascendenti inferiore alla maggior cifra tra 1/3 della quota intestata e 1/5 dell’asse, salvo eque e giustificate deroghe previste dalla legge; la quota libera da vincoli di legge non può essere inferiore ad 1/3.

§ 3 E' ammesso che le successioni a causa di morte possano essere regolate da contratto, coi limiti di ordine pubblico previsti da legge e nel rispetto dei diritti di legittima, ma tali contratti non possono essere tali da annullare del tutto la libertà del testatore.

§ 4 Detti patti non possono danneggiare i diritti di legittima neanche se lo stato di legittimario sia acquisito dopo la loro stipulazione, né possono comportare limitazioni al diritto di riconoscere od adottare figli anche premorti, a sposarsi od in generale a limitare la libertà dello stipulante in campo affettivo e familiare.

 

B-3 Beni pubblici e privati § 1 I beni possono essere pubblici o privati.

§ 2 Sono beni privati i beni di proprietà di persone fisiche o di persone giuridiche private ed i beni di persone giuridiche di diritto pubblico non utilizzati per fini di pubblica utilità.

§ 3 Si considerano fini di pubblica utilità l’utilizzo strumentale rispetto ai poteri esecutivo e legislativo ed all’amministrazione della giustizia, le finalità di pubblica sopravvivenza, la difesa della pubblica incolumità e salute, i servizi di natura sanitaria, l'assistenza alle famiglie, ai minori, agli anziani ed a categorie socialmente svantaggiate della popolazione, la difesa della patria, la difesa dal crimine, il recupero sociale dei condannati e delle persone socialmente pericolose, i servizi di ordine culturale, sportivo, di istruzione e di formazione professionale, il pubblico servizio nei campi dei trasporti, della viabilità, della circolazione di uomini, merci e notizie, delle comunicazioni, della distribuzione dei beni, servizi e risorse essenziali al pubblico, la tutela del patrimonio artistico, storico, culturale, ambientale e nazionale, la promozione della ricerca scientifica, tecnologica e culturale, l'amministrazione degli enti pubblici ed ogni altro fine posto a tutela di un bene da considerarsi pubblico secondo lo spirito della Costituzione.

 

B-4 Demanio § 1 Fanno parte del Demanio, federale, provinciale o circondariale:

a-le fondamenta cittadine, le cupole ed i sostegni delle città, delle basi federali o provinciali, delle zone agricole, delle zone industriali e degli astroporti

b-le centrali elettriche e gli impianti di produzione e distribuzione dell’energia elettrica, sino all’allacciamento con i sistemi di distribuzione degli edifici e delle basi private

c-Gli impianti di distribuzione, depurazione, e stoccaggio delle risorse idriche e gli impianti fognari e di depurazione dei liquami, sino all’allacciamento con i sistemi di distribuzione degli edifici e delle basi private

D-gli impianti di aerazione, di illuminazione, regolazione del clima, della temperatura e dell’umidità, di regolazione della gravità e tutti gli altri impianti di sopravvivenza pubblica

e-il suolo extra-liminale, ossia trovantesi in zona che non consenta la sopravvivenza dell’uomo, salvo che esso sia operativamente occupato da opere private costruite coi dovuti permessi

f-gli asteroidi e gli oggetti astrali sui quali la federazione estende la sua sovranità

g-le strade, le autostrade e le linee ferroviarie appartenenti alla federazione, alle province ed ai circondari

h-gli astroporti

i-gli immobili di interesse storico, artistico o culturale appartenenti alla federazione, alle province ed ai circondari

j-le raccolte di musei, pinacoteche, archivi, biblioteche appartenenti alla federazione, alle province ed ai circondari

k-le opere destinate alla difesa nazionale, con le eccezioni di legge

i-gli altri beni ad esso soggetti per legge

§ 2 I beni di cui ai punti a, b, c, d, e ed h appartengono alla Provincia, ove la legge non li attribuisca alla Federazione

§ 3 I beni di cui al punto f e k appartengono alla federazione.

§ 4 I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano, per giusta causa.

§ 5 Spetta all'autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso.

 

B-5 Diritti reali § 1 Lo Stato riconosce e tutela i diritti alla proprietà e agli altri diritti reali.

§ 2 La proprietà privata è riconosciuta e tutelata in relazione al diritto di ogni individuo all’autonomia ed all’autorealizzazione; l’ordinamento ne favorisce la diffusione e la redistribuzione.

§ 3 La proprietà e gli altri diritti reali soffrono dei limiti imposti dall'ordinamento giuridico e devono essere utilizzati e gestiti in modo conforme ai doveri di solidarietà e pietà e in modo da non ledere altri o la collettività.

§ 4 Ognuno è giuridicamente responsabile, verso i terzi e la collettività, della custodia, della vigilanza, della corretta conservazione e del buon uso delle proprie cose, dei propri immobili e dei propri animali, e dei danni che le proprie cose, i propri immobili o i propri animali, per proprio vizio o per negligenza del titolare, possano provocare.

§ 5 Adeguati obblighi di sicurezza, secondo le legge ,i regolamenti e le norme di igiene e sicurezza imposte da una prudenza adeguata, devono essere attuati da chiunque gestisca luoghi aperti al pubblico; chi possieda basi private è responsabile della sopravvivenza e della salute di chi vi acceda, anche illegalmente.

 

B-6 Ruolo dello Stato e dei privati nell'attività economica § 1 L'attività economica è esercitata dai privati, e, nei limiti delle sue competenze, dallo Stato, e deve essere esercitata in modo conforme ai doveri di solidarietà e pietà e in modo da non ledere altri o la collettività e da promuovere lo sviluppo ed il progresso della nazione.

§ 2 La ricerca della giustizia e dell’utilità sociale sono non solo primario obiettivo delle politiche dello Stato, ma inderogabile dovere morale, sociale e giuridico individuale del singolo lavoratore, imprenditore ed operatore economico nello svolgimento delle proprie mansioni ed iniziative economiche.

§ 3 Sono di assoluta competenza dello Stato la produzione del diritto, il controllo e la tutela del territorio, l'amministrazione della Giustizia, la Sicurezza Pubblica ed Ambientale, la Difesa della Nazione, la gestione dei rapporti diplomatici, i servizi di anagrafe e stato civile, il controllo sull'osservanza della legalità, la gestione degli istituti di pena e tutti gli altri compiti che a norma della Costituzione rientrano nell’esercizio della Sovranità in quanto espressione indifferibile di un potere che nell’interesse della libertà e dei diritti dei cittadini, deve essere esclusivamente pubblico.

§ 4 E’ altresì di competenza assoluta dello Stato la gestione della sopravvivenza pubblica, ossia la gestione delle cupole, dell'aereazione, del clima artificiale, dell'illuminazione artificiale, della gravità artificiale, la produzione ed il trasporto dell'energia, la gestione dei sistemi idrici, la raccolta ed il riciclo dei rifiuti, gli astroporti, le vie principali di comunicazione ed ogni altro compito legato alla gestione dell'ambiente umano artificiale.

§ 5 È compito prioritario dello Stato in quanto garante dei diritti della persona, la gestione della previdenza sanitaria e pensionistica, la tutela della salute pubblica e la promozione dell'istruzione. Tali compiti possono essere gestiti in concorso con operatori o capitale privato, sotto la supervisione delle competenti autorità pubbliche, secondo le modalità previste dalla Costituzione e dalle leggi.

§ 6 È altresì compito dello Stato soccorrere gli indigenti e promuovere la libertà, la vita e la dignità delle persone psico-fisicamente o socialmente svantaggiate, in concorso con l'iniziativa dei privati, espressione fondamentale del dovere di ogni individuo alla solidarietà umana e sociale e della stessa dignità umana. È dovere dello Stato consentire, sostenere e promuovere dette iniziative private e coordinare lodevolmente l'iniziativa pubblica e privata. Il carattere confessionale o politico degli operatori sociali non può essere, di per sé, causa di discriminazione od ostacolo a dette attività.

§ 7 Lo Stato ha compiti di sorveglianza su ogni attività di produzione di beni e di servizi necessaria a soddisfare le esigenze materiali primarie della popolazione e delle imprese, a compiere la colonizzazione dell’ambiente non abitabile dall’uomo ed a gestire l’ambiente naturale, artificiale ed antropico e può intervenire direttamente in caso di pubblica emergenza, del permanere di pericolosi monopoli od oligopoli o di insufficiente offerta privata; salvo caso di emergenza, tali interventi dovranno essere autorizzati da legge federale, che ne delimiterà gli ambiti ed i limiti.

§ 8 La colonizzazione spaziale e la costruzione di nuove città è iniziativa che può essere presa solo dalla Federazione o da società dalla stessa controllata.

§ 9 È lecito per lo Stato intervenire con propri capitali nei campi del credito e delle assicurazioni.

§ 10 Non è lecito, per lo Stato, intervenire direttamente con capitali propri nella produzione di beni o servizi cui non sia istituzionalmente tenuto, con le eccezioni di cui ai commi precedenti.

 

B-7 Servizi pubblici § 1 Le imprese che gestiscono servizi pubblici operano in appalto concesso dagli enti pubblici competenti.

§ 2 L'appaltato di servizi ed opere pubbliche avviene con procedure ad evidenza pubblica, in modo imparziale, avente il solo scopo di selezionare di servizi migliori, e, possibilmente, al minor prezzo.

§ 3 Sono servizi pubblici:

a-i servizi ausiliari alla sopravvivenza pubblica

b-il trasporto pubblico

c-l'ausiliazione alla raccolta ed all'accertamento dei tributi

D-la spedizione di posta raccomandata e la gestione di posta elettronica certificata.

 

B-8 Servizi di rilevanza pubblica § 1 Le imprese che gestisco servizi di rilevanza pubblica operano in virtù di autorizzazione amministrativa ed accreditamento presso le competenti autorità. È loro obbligo:

a-attuare una giusta parità di trattamento degli utenti, nel rispetto di quanti hanno legittime e peculiari esigenze e nella tutela degli utenti più deboli

b-garantire, a condizioni socialmente eque, il servizio anche alle fasce marginali di utenza, come onere d'impresa

c-rispettare le leggi sul servizio pubblico e le direttive degli organi di vigilanza preposti

D-garantire il servizio a condizioni contrattuali eque per i consumatori, secondo le summenzionate leggi sul servizio pubblico e le summenzionate direttive degli organi di vigilanza preposti.

§ 2 Sono servizi di rilevanza pubblica:

a-i servizi sanitari, ossia riguardanti la cura e la prevenzione di patologie, traumi e disabilità, ovvero necessari per il mantenimento e la miglioria della salute psico-fisica delle persone fisiche viventi e dei nascituri, necessitanti intervento medico, infermieristico o di terapia fisica o psicologica specialistica

b-la produzione e la commercializzazione di beni sanitari ossia necessari al la cura o alla prevenzione di patologie, traumi e disabilità, ovvero per il mantenimento e la miglioria della salute psico-fisica delle persone fisiche viventi e dei nascituri, necessitanti intervento o controllo medico, infermieristico o di terapeuti fisici o psicologici specialistici

c-la produzione e la commercializzazione di presidi specifici per l’assistenza o l’autosufficienza di persone portatrici di handicap

D-servizi di assistenza, accoglienza ed educazione psico-fisica di disabili fisici e psichici, anziani e persone socialmente o psico-fisicamente svantaggiate

e-asili, scuole materne e altre strutture ausiliarie alla funzione parentale, o deputate all’ istruzione ed educazione dei fanciulli

f-l'istruzione di base, media, superiore e universitaria

g-l'esercizio del credito

h-le assicurazioni

i-il collocamento

l-le comunicazioni telematiche, informatiche, telefoniche e a distanza

 

B-9 Tutela dei consumatori § 1 L'ordinamento tutela i consumatori nel loro diritto all'equità ed alla correttezza negoziale ed informativa, e nel diritto a ricevere prodotti o servizi di qualità.

§ 2 L'ordinamento cura in particolar modo la qualità e salubrità degli alimenti, delle abitazioni e degli immobili e la qualità, efficacia e non dannosità dei farmaci e dei beni e servizi di natura sanitaria.

 

B-10 Banca centrale lunare § 1 La banca centrale lunare è un ente pubblico e statale con compiti economici, la cui indipendenza sia da privati che dagli altri poteri dello Stato è costituzionalmente garantita.

§ 2 La banca centrale non può avere forma societaria o associativa.

§ 3 La banca centrale:

a-vigila sul credito, secondo la legge bancaria federale

b-gestisce come proprietario fiduciario i fondi mobiliari pubblici, le riserve auree nazionali e le partecipazioni statali, salvo quelle dei fondi pensione

c-emette la moneta

d-accerta e raccoglie le entrate tributarie, le sanzioni pecuniarie, i contributi previdenziali ed i premi dell’assicurazione sanitaria obbligatoria, a norma di legge federale

e-vigila sull'attività dei fondi pensione pubblici e privati.

§ 4 La banca centrale presenta i seguenti organi necessari:

a-il governatore

b-il direttorio.

§ 5 Il governatore amministra la banca centrale lunare.

§ 6 Il direttorio ha i seguenti compiti:

a-approva il bilancio

b-approva il documento di programmazione annuale e quinquennale, con cui vengono definite le direttive operative della banca centrale su base annuale o poliennale.

c-è competente a decidere nelle questioni in cui il governatore sia in conflitto di interessi

d-è competente a decidere sulla responsabilità del governatore, secondo le regole della responsabilità dell'amministratore sociale

e-autorizza ogni operazione interna che interessi più dell'1% del bilancio della B.C.L. ovvero ogni provvedimento amministrativo o di gestione di fondi pubblici di valore economico maggiori dello 0,1% del p.i.l.

f-è competente a decidere le sanzioni, le autorizzazioni e i provvedimenti verso gli operatori del credito e della finanza, che la legge bancaria deferisce alla banca centrale

g-opera il controllo amministrativo, contabile e di legittimità degli atti della BC.L., secondo le disposizioni della legge bancaria

h-cura la raccolta degli usi bancari, provvedendo alla declaratoria di illegittimità degli usi non conformi a diritto

i-approva e modifica il regolamento di attuazione della legge bancaria

j-vigila sul mercato del credito, provvedendo con regolamento a garantire i diritti dei risparmiatori e degli utenti, secondo le disposizioni della legge bancaria

§ 7 Nessun privato o ente diverso dalla Banca Centrale può praticare l’erogazione professionale del credito se non autorizzato dalla Banca Centrale stessa a norma della legge bancaria; i soggetti non residenti possono operare nello Stato solo tramite filiali dotate di personalità giuridica. Gli operatori così autorizzati non possono erogare credito se non coperto da accredito presso la Banca Centrale: detto accredito è concesso in base ai requisiti di discrezionalità tecnica e con le modalità previste dalla legge bancaria, in misura non superiore a 50 volte i depositi in denaro e metalli preziosi effettuati presso la Banca Centrale stessa e danno diritto alla stessa ad un interesse pari allo 0,00275% giornaliero (1,00375% annuale).

§ 8 L'ordine del giorno del direttorio è deciso dal governatore, che presiede lo stesso senza diritto di voto.

§ 9 Il governatore è designato dal Presidente Federale ed eletto a maggioranza assoluta dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo federale, che può sfiduciarlo.

§ 10 I consiglieri del direttorio sono 19, 10 nominati dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo federale secondo liste proporzionali e 9 nominati dal Senato Federale con lo stesso metodo.

§ 11 I consiglieri ed il governatore restano in carica finchè ne siano eletti di nuovi.

§ 12 La Banca Centrale Lunare deve coniare fisicamente almeno il 5% del denaro circolante, onde favorire la libertà dei cittadini nei piccoli traffici.

§ 13 E’ vietato porre limitazioni all’uso del contante; tuttavia, onde incentivare la circolazione bancaria, è vietata l’emissione di banconote e di titoli di credito al portatore rappresentativi di denaro, merci o rendite. La massima moneta metallica ha il valore di 100 sl. (50 euro); le monete di valore superiore alle 5 sl. hanno il peso di g. 12,5.

§ 14 La banca lunare devolve il 10% del proprio utile all’apposito fondo di beneficenza.

§ 15 L’erogazione del credito e l’investimento professionale devono essere esperite da imprese diverse, ancorché collegate o controllate.

 

B-11 Tutela del risparmio L'ordinamento e lo Stato assicurano la tutela dei risparmiatori, specie dei piccoli risparmiatori, controlla l'esercizio del credito ed impone una corretta e completa informazione agli stessi.

 

B-12 Tutela della piccola impresa § 1 Lo Stato favorisce, anche in relazione all’importanza dell’equità sociale nella distribuzione dei mezzi produttivi e di un sistema economico correttamente concorrenziale, la piccola impresa e l'esercizio di attività in proprio da parte dei lavoratori, ne tutela il diritto all'equità ed alla correttezza sociale e negoziale e ne favorisce l'accesso al credito a condizioni eque.

§ 2 Le imprese vassalle, ossia le imprese che collaborino per l’esclusivo o prevalente interesse di un solo cliente pubblico o privato, hanno diritto ad essere equamente tutelati dagli abusi del patrono.

§ 3 Le imprese soggette, ossia le imprese che siano assoggettate dal mercato o dalle leggi alla fornitura di beni e servizi essenziali da parte di un solo fornitore pubblico o privato, hanno diritto ad essere equamente tutelati dagli abusi del dominante.

§ 4 Lo Stato garantisce che le giuste pretese ed i crediti delle piccole imprese, ed il diritto delle stesse ad essere tutelate da ogni forma di sopraffazione, non possano essere frustrati dall’abuso della forza economica e sociale delle grandi imprese e delle pubbliche amministrazioni.

 

B-13 Tutela della concorrenza leale ed equa § 1 Al fine di favorire i consumatori e l'equilibrio economico e sociale, l'ordinamento e lo Stato tutelano il diritto alla concorrenza ed alla lealtà negli affari, scoraggiando, con apposite leggi e con appositi provvedimenti federali e provinciali, la creazione ed il permanere di monopoli e oligopoli.

§ 2 Si considera sleale la concorrenza effettuata con mezzi illeciti o, secondo un non illecito sentire sociale, scorretti; essa ha natura di fatto illecito e da diritto a risarcimento e può dare luogo, alle condizioni di legge, all’interdizione giudiziale dell’attività illecita.

§ 3 Si considera iniqua la concorrenza effettuata in presenza di regole giuridiche e/o economico-sociali diverse che distorcano la dinamica di mercato e diano luogo a fenomeni socialmente iniqui. Essa, nei casi previsti dalla Costituzione e dalla legge, può dare luogo ad interventi correttivi della legge o dell’autorità.

 

B-14 Valori monetari § 1 Allorché una norma giuridica esprima un valore monetario in seledramme, si intende esprimere il valore della seledramma convenzionale.

§ 2 Il dipartimento federale della statistica aggiorna ogni 2 gennaio alle ore 9,00 il valore in valuta attuale della seledramma convenzionale, arrotondato per eccesso sul centesimo, secondo i parametri definiti da proprio regolamento.

§ 3 Ogni errore di calcolo, se doloso o colposo, espone i responsabili a sanzioni disciplinari, amministrative e penali, ma non può essere opposto al legislatore.

§ 4 Ai fini delle competenze giudiziali e amministrative, fa stato la data di deposito della domanda, ed in ogni caso, fino al 1 marzo escluso, non c'è vizio di competenza ove l'atto tenga presente il valore convenzionale dell'anno precedente.

 

B-15 Diritti di obbligazione § 1 I diritti di obbligazione soffrono dei limiti imposti dall'ordinamento giuridico e devono essere utilizzati e gestiti in modo conforme ai doveri di solidarietà e pietà e in modo da non ledere altri o la collettività.

§ 2 Non sono ammesse obbligazioni che comportino un detrimento intollerabile alle libertà ed ai diritti fondamentali dell’individuo.

 

B-16 Risarcimento del danno da fatto illecito § 1 Chiunque, commettendo un'azione a lui imputabile per dolo o colpa, violi indebitamente la sfera fisica, biologica, mentale, esistenziale, familiare, sociale o patrimoniale altrui, ledendo un diritto, assoluto o relativo oppure un interesse non illecito, socialmente rilevante e non riprovato da un legittimo sentire sociale, e cagioni un danno è tenuto a risarcirlo nei limiti della lesione, così come regolato da legge ed equità.

§ 2 Il diritto dell’assicurazione a rivalersi contro l’assicurato che abbia commesso il danno in virtù di atto o attività per cui sia stato penalmente condannato, non può subire limitazioni.

 

B-17 Risarcimento del danno da fatto quasi illecito Ognuno è responsabile, nei limiti della lesione, del danno derivante da fatto inerente alla sua sfera di responsabilità, anche se non illecito, ed è tenuto a risarcirlo, se in conseguenza di questo violi la sfera fisica, biologica, mentale, esistenziale, familiare, sociale e patrimoniale altrui, ledendone un diritto, assoluto o relativo oppure un interesse non illecito, socialmente rilevante e non riprovato da un legittimo sentire sociale, così come regolato da legge ed equità.

 

B-18 Esercizio di un diritto § 1 Chi abbia cagionato, personalmente o per mezzo di ausiliari, un danno nell'esercizio legittimo di un diritto o di una facoltà, sarà tenuto a risarcire quei danni, che i terzi non fossero, secondo diritto, tenuti a subire.

§ 2 Colui che eserciti una qualsiasi attività potenzialmente pericolosa è tenuto a tenere indenni i terzi dalle conseguenze negative della stessa, ed a risarcirli in caso di danno indebito.

 

B-19 Nozione di contratto § 1 Lo Stato riconosce sempre la validità e la cogenza dei patti privati, nascenti da dichiarazioni volontarie, ove non abbiamo contenuto illecito o scorretto o non comportino un detrimento ingiustificabile a libertà fondamentali dell'individuo, e tutelando, anche contro la volontà formale delle parti, la parte socialmente più debole rispetto agli abusi della parte più forte e con i legittimi limiti di forma ed ordine pubblico imposti da legge.

§ 2 Il contratto è un negozio di rilevanza sociale in cui rileva l’interesse dei terzi e quello pubblico e non solo la volontà e l’interesse delle parti.

§ 3 Ove un negozio, ovvero la sua simulazione o dissimulazione, siano create per frodare i diritti dei terzi od i diritti non rinunciabili di una delle parti, o non rinunciabili nel momento in cui il negozio viene creato, ovvero abbiano di fatto questo effetto, questi, ovvero i loro eredi ed aventi causa, avranno sempre il diritto, entro i termini di prescrizione previsti da legge, ad impugnare il contratto stesso.

 

B-20 Clausole morali § 1 È possibile, stante la natura essenzialmente economica del contratto, prevedere obblighi morali, tra le parti od anche in favore di terzi, di correttezza, rispetto e solidarietà, purché non comportino coercizione delle libertà e dei diritti fondamentali della persona, detrimento ai doveri sia legali che naturali tra i familiari, né, se non stipulati fra persone tra cui esiste legame uxorio ed al fine di regolarne in modo ragionevole la convivenza, avere l'effetto di limitare la libertà personale, affettiva, professionale o di studio dello stipulante, se non nei limiti in cui ciò corrisponda ad un equo contemperamento delle esigenze reciproche, non contrastino in altro modo con l'ordine pubblico e rispondano ad un motivo degno di tutela per l'ordinamento.

§ 2 Salvo l'indicazione specifica di obblighi strettamente necessari alle esigenze per cui detti patti sono creati, ai contraenti dovrà essere lasciata un'equa libertà su come attuare le finalità insite nel patto.

§ 3 Detti patti conservano validità anche in assenza di disposizioni patrimoniali.

§ 4 La loro violazione in modo contrario a buona fede comporta risarcimento a titolo extra-contrattuale.

 

B-21 Fallimento §1 Tutte le persone fisiche sono soggette al fallimento onde attuare tendenziale parità di condizioni per i creditori degli insolventi.

§ 2 Tra le persone giuridiche e le associazioni di ogni genere, sono soggette al fallimento solo le persone giuridiche e le società di persone a scopo di lucro.

§ 3 Gli enti pubblici, anche economici, non sono soggetti al fallimento.

§ 4 Le mercedi dei lavoratori subordinati, para-subordinati ed autonomi, i crediti alimentari dei familiari ed i crediti delle piccole imprese godono di privilegio generale, anche in caso di fallimento; l’ordinamento ne garantisce la soddisfazioni in tempi certi e brevi e senza ingiustificati oneri.

§ 5 La mancata ed ingiustificata collaborazione del debitore alla soddisfazione del credito può essere penalmente punita.

 

B-22 Diritto al lavoro § 1 Lo Stato riconosce a tutti gli uomini e ad tutte le donne il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

§ 2 Lo Stato tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

§ 3 Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

§ 4 Nessuno può essere costretto ad abbracciare una determinata professione od a svolgere un determinato lavoro, con l'eccezione dei servizi, stabiliti per legge, necessari alla vita dello Stato.

§ 5 Possono essere previsti per legge federale particolari requisiti di studio, tirocinio od esami, per svolgere una professione di rilevante interesse sociale o rilevanza sanitaria ed ambientale e di rilevante difficoltà tecnica.

§ 6 Nessuno può essere costretto dall’ordinamento, da obbligazione negoziale o da codici deontologici a non svolgere una determinata attività economica se non:

  1. come sanzione penale o amministrativa in caso di violazione dei doveri deontologici o sospetto di pericolosità sociale
  2. nei casi in cui si difetti dei requisiti di cui al comma 5
  3. in caso di rilevanti possibilità di conflitto d’interessi
  4. per inidoneità fisica o psichiatrica
  5. per una giusta e grave causa di carattere non illegittimamente discriminatorio

§ 7 Le persone, la salute, la dignità ed i diritti dei lavoratori, subordinati, para-subordinati ed autonomi, sono tutelati dalla Costituzione, dalle istituzioni e dalla legge, in tutte le forme del lavoro, organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche e manuali.

§ 8 Nessuno, a causa della propria attività professionale, può subire, in virtù di norme dell’ordinamento, obbligazione negoziale o codice deontologico, indebite limitazioni o discriminazioni nella propria vita privata, ovvero subire, nella propria vita professionale, sanzioni o divieti a causa delle proprie legittime scelte di vita, salvo che per ragioni di igiene e sicurezza, per un illegittimo conflitto di interessi o per un’altra giusta causa conforme ai principi generali della Costituzione e dell’ordinamento.

§ 9 Il licenziamento immotivato del lavoratore subordinato o parasubordinato ovvero giustificato da motivo futile o, secondo i principi costituzionali e ad un non illecito sentire sociale, riprovevole, è considerata violazione scorretta di una giusta etica del mercato, e da luogo ad una adeguata penale a favore del lavoratore, salvo che si tratti di impiego da considerarsi fiduciario in base alla legge, od, in mancanza, in base all’equità. Il licenziamento per motivo illecito è nullo, ma può essere reso effettivo dal lavoratore, che ha diritto ad un adeguato risarcimento patrimoniale e morale, così come regolato da legge od equità. In caso di licenziamento per motivo disciplinare è onere del lavoratore provare la mancanza di giusta causa, ove siano state adottate le procedure di legge in tema di procedimento disciplinare.

§ 10 Il diritto a dare le dimissioni può essere limitato contrattualmente solo per un periodo limitato, dietro adeguato compenso e per un giusto motivo, come regolato da legge, od in mancanza, da equità; la violazione del divieto può dare luogo esclusivamente ad una giusta penale a carico del lavoratore e solo se non motivata da legittimo motivo; le dimissioni o la risoluzione convenzionale del contratto possono essere assoggettate da legge a particolari adempimenti, allorché ricorrano situazioni in cui esse possano essere indebitamente imposte.

§ 11 L’Ordinamento favorisce la stabilità dei rapporti lavorativi, salvo che con riguardo a realtà imprenditoriali ed a situazioni economiche oggettivamente temporanee od instabili.

§ 12 L’Ordinamento favorisce l’assunzione a tempo parziale delle persone gravate dall’onere di assistenza di familiari e coabitanti.

§ 13 Lo Stato sfavorisce l’assunzione con retribuzioni o condizioni contrattuali inferiori a quelle degli ordinari lavoratori dei disoccupati che usufruiscono di programmi assistenziali dello Stato, gli immigrati, i carcerati ed i condannati a lavoro socialmente utile, onde non creare situazioni di concorrenza iniqua per gli altri lavoratori. (V. B-13)

 

B-23 Retribuzione È riconosciuto e tutelato il diritto di tutti i lavoratori, subordinati, para-subordinati, ed autonomi, anche se operanti a livello imprenditoriale, a poter vivere una vita libera e dignitosa con i proventi del loro lavoro ed a conseguire una remunerazione dello stesso equa e sufficiente, proporzionata alla quantità, alla qualità, al pericolosità, alla fatica, all'impegno ed all'ingegno profusi, al costo personale, al grado di preparazione tecnica e culturale necessaria, alla responsabilità insita nel lavoro stesso, all'utilità sociale e all'utilità patrimoniale e non patrimoniale derivata ai datori di lavoro e aventi causa ed al grado di raggiungimento dei fini per cui il lavoro è prestato.

 

B-24 Orario di lavoro § 1 Il lavoratore, subordinato, para-subordinato ed autonomo ha il diritto non rinunciabile ad un sufficiente periodo per il riposo e la vita personale, familiare, sociale e religiosa.

§ 2 La legge stabilisce, per il lavoro subordinato e para-subordinato, il numero massimo di ore lavorative ovvero di ore di disponibilità giornaliere, settimanali e annuali, derogabile, in cambio di adeguati vantaggi previsti dalla legge od, in mancanza, dall'equità, nei limiti stabiliti dalla legge, od in mancanza dall’equità, per esigenze straordinarie o periodiche, se previste contrattualmente.

§ 3 Il lavoratore ha il diritto non rinunciabile ad un adeguato periodo di ferie annuale e ad almeno un giorno di riposo settimanale; le ferie sono retribuite.

§ 4 Il lavoratore subordinato o parasubordinato ha diritto ad un orario, di presenza o di disponibilità.

§ 5 Detto articolo si applica anche ai detenuti, ai condannati alla sanzione amministrativa o penale dei lavori , agli occupati in lavori socialmente utili in cambio di un sussidio ed agli iscritti a programmi di ricollocamento.

 

B-25 Identità del lavoratore Il lavoratore ha diritto anche sul posto di lavoro a che sia rispettata la sua identità, anche religiosa ed ideologica.

 

B-26 Donne e minori § 1 La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.

§ 2 Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento dei doveri familiari e tutelare la salute delle donne in gravidanza e del bambino.

§ 3 La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

§ 4 Lo Stato tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, gli stessi diritti dei maggiorenni, in particolare il diritto alla parità di retribuzione.

§ 5 La presenza femminile e quella di coloro su cui gravano impegni familiari, nel mondo del lavoro, deve essere incentivata.

 

B-27 Collaborazione nella vita delle imprese Lo Stato favorisce forme di collaborazione dei lavoratori alla gestione delle imprese e la partecipazione degli stessi agli utili delle stesse.

 

B-28 Lavoratore subordinato § 1 Si intende per lavoratore subordinato il lavoratore che soggiace agli ordini ed alle direttive del datore di lavoro, all'interno di una organizzazione del lavoro approntata dallo stesso; ove un lavoratore sia sottoposto a vincoli d’orario o di gerarchia, ovvero ad abituali direttive aziendali di carattere minuzioso e puntuale, deve sempre essere considerato lavoratore subordinato, nonostante diverso patto.

§ 2 È lavoratore subordinato anche il lavoratore che eserciti con mezzi propri, se l'organizzazione del lavoro è sostanzialmente etero-diretta.

 

B-29 Lavoratore para-subordinato Ove un lavoratore collabori con l’impresa in modo autonomo e non eterodiretto, ossia senza alcun vincolo d’orario e di gerarchia e con direttive aziendali di carattere solo generico o saltuario, ma comunque prevalentemente col proprio lavoro, e per l’esclusivo o prevalente interesse di quella sola impresa, deve essere considerato come para-subordinato nonostante diverso patto, ed in tal caso ha diritto ad un compenso adeguato in relazione all’utilità patrimoniale o non patrimoniale apportata all’impresa patrona, ad un compenso minimo fisso, erogato in 12 rate mensili, garantito ed equamente determinato in base a legge in relazione al tempo, alla quantità ed alla qualità del lavoro ordinariamente necessario, a limiti massimi di reperibilità oraria giornaliera, settimanale ed annuale come determinato da legge o in mancanza dall’equità, oltre alle garanzie del lavoro subordinato equamente applicabili e compatibili con la natura del rapporto.

 

B-30 Obbligo di retribuzione Il lavoro, subordinato o para-subordinato, è sempre retribuito, salvo i casi di volontariato sociale, religioso o politico.

 

B-31 Obbligo di sicurezza § 1 Il datore di lavoro deve apprestare tutte le misure atte a tutelare la vita, la sicurezza, l'integrità fisica, mentale e psicologica, l'incolumità, l'onore e la dignità del prestatore di lavoro, così come prescrivono la legge, l'equità, i regolamenti del ministero federale e provinciale del lavoro, le norme contrattualmente assunte, le regole della tecnica, e le norme di igiene e sicurezza imposte da una prudenza adeguata alla pericolosità delle mansioni.

§ 2 Tali norme devono essere osservate anche dal lavoratore autonomo per la propria personale sicurezza.

 

B-32 Obblighi reciproci Il datore di lavoro ed il lavoratore hanno l'obbligo del reciproco rispetto, della correttezza e della collaborazione.

 

B-33 Diritti previdenziali § 1 I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria.

§ 2 I trattamenti previdenziali sono sempre proporzionali ai contributi effettivamente versati; non è ammesso il requisito di un minimo contributivo ai fini del riconoscimento del diritto, ed, ai fini dell’obbligo, non è ammessa una base contributiva minima superiore ad 1/5 del reddito medio delle persone maggiorenni lavoratrici, come determinato dagli organi statistici ufficiali; sono fatte salve le dovute prestazioni di integrazione del reddito da parte dei Circondari in favore degli anziani e dei disabili indigenti.

 

B-34 Fondi pensione § 1 Le società gerenti la previdenza obbligatoria:

a- sono istituite dai circondari o da consorzi degli stessi, che ne garantiscono la solvibilità

b-sono costituite necessariamente come compagnie a concessione sovrana[2]

c-il 50% delle azioni sono costituite da azioni di risparmio

D-il 35% delle azioni, scelte fra le azioni con diritto di voto, deve restare nelle mani dell'ente fondatore

e-devono avere un capitale netto minimo di 100 milioni di seledramme (50 milioni di euro)

f- devolvono almeno il 50% dei profitti ad accantonamento, fino a raggiungere un patrimonio pari a 12,5 volte l'ammontare delle spese annue previste

g-non possono operare riduzioni di capitale o scissioni.

h-la creazione o la fusione di società gerenti fondi pensione deve essere autorizzata dal ministero del tesoro federale, sentita la banca centrale; la fusione può operarsi solo tra società nel controllo dello stesso ente

i-devono investire i contributi e le entrate diverse non destinate a dividendo per il 40% in immobili, e per il 20% in depositi vincolati.

§ 2 Nessun ente pubblico, attraverso i fondi pensione, può raccogliere più del 10% del mercato nazionale della previdenza.

 

B-35 Organizzazioni sindacali § 1 L'organizzazione sindacale è libera.

§ 2 Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione, che non attribuisce altro privilegio che la personalità giuridica e non può essere assoggettata ad autorizzazioni, secondo le norme di legge.

§ 3 I sindacati devono avere al loro interno un ordinamento democratico.

 

B-36 Funzioni del diritto di sciopero Il diritto di sciopero può essere esercitato sia per ragioni economiche che politiche

 

B-37 Servizi pubblici essenziali § 1 Il diritto di sciopero si esercita nel rispetto delle leggi e dei codici deontologici, approntati da categorie e sindacati o da legittimo accordo tra le parti, che lo regolano, e non deve mai essere di impedimento al godimento dei servizi essenziali da parte dei cittadini e della comunità.

§ 2 In quest’ultimo caso le autorità autonome di vigilanza competenti possono ordinare che lo sciopero avvenga con la modalità dello sciopero virtuale: in tal caso i lavoratori scioperanti lavorano e non vengono retribuiti, ed il datore di lavoro è obbligato a devolvere il 300% della retribuzione all’attività di pubblica beneficenza del Circondario, ovvero, trattandosi di sciopero di lavoratori pubblici o di sciopero per motivo politico, come contributo supplementare al fondo di beneficenza della banca centrale lunare.

 

B-38 Lavoratori autonomi Anche i lavoratori autonomi e gli imprenditori hanno diritto a sospendere l'attività, attuando forme di protesta analoghe allo sciopero. Resta tuttavia intatto il diritto dei dipendenti e dei para-subordinati alla retribuzione di base.

 

B-39 Regolamentazione dello sciopero § 1 Durante lo sciopero il diritto alla retribuzione è sospeso.

§ 2 Ogni altro aspetto del rapporto di lavoro rimane intatto.

§ 3 Il datore di lavoro compie in ogni caso licenziamento illecito o sanzione illecita se licenzia o sanziona taluno per aver partecipato ad uno sciopero in modo legittimo.

§ 4 Se, tuttavia, lo sciopero si prolunghi a tal punto da rendere inutili le prestazioni dei lavoratori o da rendere inevitabile la chiusura di un'attività questo potrà costituire giustificato motivo, e comunque mai giusta causa, di licenziamento.

 

B-40 Modalità dello sciopero legittimo § 1 Lo sciopero deve svolgersi secondo criteri di correttezza e senza violenza.

§ 2 Il boicottaggio del lavoro e della produzione dell’impresa attuato con violenza su persone o cose, ovvero la coercizione dei lavoratori a partecipare ad uno sciopero sono abusi della libertà sindacale e possono costituire giusta causa di licenziamento.

 

B-41 Libertà di sciopero Nessuno può essere costretto a partecipare ad uno sciopero. Tuttavia, se l'adesione allo sciopero sia stata tale da interrompere o rendere inutile il proseguio dell'attività, il datore di lavoro può interrompere, durante lo sciopero, ogni attività lavorativa ed ogni corrispondente diritto di retribuzione.

 

B-42 Uguaglianza sindacale § 1 Tutti i sindacati hanno eguali diritti e non può essere privilegiato un sindacato piuttosto che un altro.

§ 2 È vietato ai datori di lavoro finanziare o favorire un sindacato.

 

B-43 Ordini professionali § 1 Avvocati, notai, medici, commercialisti, operatori finanziari, infermieri e terapisti, ingegneri, biologi e genetisti, veterinari e zootecnici, geologi e tecnici minerari, architetti, psicologi, farmacisti, guardie giurate e piloti e navigatori astrali non possono esercitare la loro professione se non siano iscritti al loro albo professionale.

§ 2 Altri albi professionali possono essere costituiti solo per legge federale.[3]

§ 3 Tutti gli albi sono creati per professioni di elevata responsabilità sociale e necessitanti per legge federale e per le difficoltà tecniche insite nella professione, di una laurea o di un diploma; scopo della creazione degli ordini non è garantire le professioni, ma il controllo pubblico su di esse nell’interesse degli utenti.

§ 4 Nessun albo professionale può essere imposto per l’esercizio di l’attività corrispondenti a libertà, facoltà o diritti, di carattere civile, politico o civico, concesse dalla Costituzione a tutti i cittadini, ivi compreso l’esercizio del diritto di stampa ed espressione.

§ 5 Ogni albo professionale ha consigli locali e un consiglio federale, il cui funzionamento è regolato per legge federale, oltre ad una corte disciplinare in ogni circondario o provincia, ovvero zona industriale, zona agricola o astroportuale in cui vi sia, per legge federale, un albo locale. Sono competenti, per i procedimenti loro demandati, le corti disciplinari distaccate nel circondario o nella provincia di domicilio del professionista, ovvero presso l’astroporto o la zona agricola od industriale in cui siano iscritti; ogni professionista iscritto all’albo che non abbia domicilio nello Stato, o che non sia accreditato presso un registro zonale dello Stato, deve sceglierne uno elettivo a pena di inefficacia dell’iscrizione all’albo.

§ 6 Anche le forze di polizia federale e circondariale hanno una corte disciplinare in ogni Circondario, zona agricola, industriale od astroportuale e territorio federale.

§ 7 Della Corte Disciplinare fanno parte tre magistrati togati di primo grado quivi distaccati e tre membri laici, eletti secondo legge da e fra i membri dell'ordine territorialmente iscritti, ovvero, per la polizia federale, nominati dal proconsole, scelti fra gli ufficiali con almeno 20 anni di servizio e quivi assegnati, ovvero per i membri della polizia circondariale, nominati dal presidente circondariale, sempre fra gli ufficiali, con almeno 20 anni di servizio, e quivi assegnati; ogni sanzione è decisa a maggioranza semplice.

§ 8 I lodi della corte disciplinare possono essere impugnati dinanzi alla corte di cassazione della provincia in cui sono stati emessi, ovvero, per i lodi di corti non trovatesi in territorio provinciale, dinanzi alla corte di cassazione della Capitale, negli ordinari casi in cui una sentenza può essere impugnata per cassazione, ed hanno valore esecutivo fin dalla loro emissione.

§ 9 I membri della corte disciplinare possono irrogare la misura cautelare della sospensione dal servizio o dalla professione in caso di probabile condanna per violazioni gravi o di indizi oggettivi di grave pericolosità sociale del soggetto indagato.

§ 10 Le Corti disciplinari sono competenti anche per i procedimenti di sospensione ed esclusione dal servizio per inidoneità o indegnità sopraggiunta o rilevata successivamente all'iscrizione all'albo, ovvero di 'esclusione dall'albo per mancanza dei requisiti di legge.

§ 11 Non può essere proibita ai membri dell’ordine:

a- reclamizzare i propri servizi, con qualunque mezzo di propaganda generalmente ammissibile

b- effettuare prezzi concorrenziali rispetto a quelli degli altri iscritti all’albo

c- lavorare sia come subordinato, pubblico o privato, che come libero professionista, fatti salvi i comma 5 e 6 dell’art. 1 parte I libro V [ B-21]

D- svolgere altre attività oltre a quelle professionali, fatto salvo il comma 8 dell’art. 1 parte I libro V [ B-21]

§ 12 Per ogni ordine professionale è creata un’autorità di vigilanza federale con un consiglio formato da un presidente nominato dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo avente i requisiti di eleggibilità di un membro delle Corti Disciplinari e 4 assessori anch’essi nominati dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo. E’ compito dell’autorità di vigilanza:

a-emettere il nulla osta ai codici deontologici approntati dai consigli federali, respingendo le norme non conformi ad equità e diritto

b-integrare i codici deontologici approntati dai consigli federali, aggiungendo quelle norme che sia necessario aggiungere

c-sceglie i membri togati delle corti disciplinari, previo nulla osta del C.S.M. provinciale.

 

 

Dalla Parte III

Sul Diritto Tributario e Finanziario

 

 

C-1 Enti dotati di autonomia finanziaria La Federazione, le Province e i Circondari hanno autonomia finanziaria.

 

C-2 Obbligo di pareggio Il bilancio degli enti dotati di autonomia finanziaria deve sempre essere in pareggio, in modo che le previsioni di entrate coprano tutte le previsioni di spese.

 

C-3 Divieto di indebitamento § 1 La Federazione, le Province e i Circondari, e gli altri enti pubblici non possono emettere obbligazioni, né ricevere denaro a mutuo, né in altro modo finanziarsi tramite l'indebitamento salvo che nei soli casi di guerra o catastrofe, ove necessario.

§ 2 Si intende per catastrofe ogni avvenimento imprevisto che leda o metta in pericolo in modo catastrofico la pubblica incolumità, la sicurezza nazionale o l’approvvigionamento di beni di necessità primaria per la popolazione e le imprese.

 

C-4 Accantonamento § 1 Nella normalità delle situazioni tutti gli enti dotati di autonomia finanziaria, ovverosia la Federazione, le Province ed i Circondari devono devolvere almeno il 5 % del bilancio ad accantonamento, per fronteggiare le spese impreviste o determinate da situazione di emergenza.

§ 2 Gli investimenti determinati dall’utilizzo dell’accantonamento possono essere dimessi solo nei casi in cui è lecito l’indebitamento.

 

C-5 Utilizzo dell’accantonamento § 1 Dell'accantonamento il 40% sarà investito in investimenti a lunga dismissione, ovvero in immobili, il 20% in investimenti a dismissione media, vale a dire in depositi vincolati ed obbligazioni a scadenza tra i sei mesi e i 5 anni ed il 15% in investimenti a dismissione veloce, vale a dire in depositi a scadenza trimestrale.

§ 2 Il 10% dell'accantonamento è devoluto al fondo di fideiussione, col quale viene fornita, a norma di legge, fideiussione ai piccoli e medi imprenditori per facilitare l'accesso al credito necessario per costituire ed ampliare le loro imprese.

§ 3 Il restante 15% potrà essere investito in immobili, azioni, obbligazioni, depositi vincolati ed altri valori.

§ 4 Non più del 17,5 % degli investimenti totali devono essere costituiti da depositi liberi.

§ 5 Il tasso dei depositi liberi è pari al 75% del tasso legale di interesse compensativo; il tasso dei depositi vincolati è aumentato dello 0,05 ‰ giornaliero. .

 

C-6 Limiti all’acquisto di azioni § 1 Gli enti pubblici non possono acquistare o sottoscrivere che azioni di risparmio, con l'eccezione delle azioni a voto pieno di:

a-compagnie di assicurazione

b-istituti di credito

c-società gerenti fondi pensione.

§ 2 Gli enti pubblici possono però acquistare o sottoscrivere azioni in voto pieno di società tramite le quali gestire operazioni economiche rientranti nell’adempimento dei propri compiti istituzionali, assumendone il controllo, ma, salvo che per esigenze belliche o di emergenza, non coi fondi di accantonamento.

§ 3 I compiti di esclusiva competenza dello Stato, l’istruzione pubblica ed i servizi sociali, devono essere gestiti solo da enti pubblici non aventi forma societaria.

 

C-7 Utilizzo delle proprietà immobiliari di enti pubblici Gli immobili non utilizzati per fini pubblici, di proprietà di enti pubblici, devono essere di preferenza locati o comunque utilizzati produttivamente secondo legge ed a condizioni di mercato.

 

C-8 Legittimità delle imposte § 1 Gli obblighi personali e le obbligazioni patrimoniali che lo Stato impone ai cittadini a proprio favore non possono essere posti in essere da fonti normative inferiori alla legge.

§ 2 Tali leggi non possono avere efficacia retroattiva, salvo il caso di recupero forfetario di imposte evase sulla base di presunzioni.

§ 3 Possono essere creditori di imposte solo gli enti pubblici.

 

C-9 Obbligo di contribuzione § 1 Ogni persona vivente all'interno dello Stato è tenuta a contribuire alle esigenze di questo in relazione alla propria capacità contributiva.

§ 2 L'imposizione fiscale deve essere tale da favorire le persone con minori redditi e capacità economiche, non imponendo un ingiusto aggravio delle loro condizioni economiche, e le persone con maggiori carichi familiari, e da favorire l'occupazione e gli investimenti produttivi privati.

§ 3 Nessun reddito può essere soggetto ad imposizione per più del 50%.

§ 4 Le entrate e le spese non possono avere rilevanza fiscale, né ai fini delle imposte dirette, né ai fini delle imposte indirette, di altri tributi o dei contributi pensionistici, prima che si siano finanziariamente manifestate.

 

C-10 Limiti alle imposte patrimoniali § 1 Possono gravare imposte su immobili, veicoli, robot e navi e su nessun altro bene; le imposte patrimoniali devono essere proporzionali ai redditi od alla utilità che ne può ricavare il titolare; le imposte su immobili, navi e veicoli ricevono la loro giustificazione nel contributo ai servizi urbani, viari, astroportuali e di ordine pubblico e spettano all’autorità territoriale che, in modo tendenziale, ne ha il maggiore onere.

§ 2 I beni destinati ad uso sanitario, scolastico, universitario, sociale o di formazione professionale, ovvero i beni destinati all’alloggio o all’assistenza dei poveri, degli studenti, degli anziani, degli invalidi, dei fanciulli in stato di abbandono, dei malati o di categorie socialmente svantaggiate, qualora dette attività siano gestite in regime di non profitto, anche se in economia, ovvero qualora siano convenzionate, finanziate o riconosciute dall’autorità federale, provinciale o circondariale, non sono soggetti ad imposizione.

 

C-11 Divieto di imposta La cessione di nessun bene o la prestazione di nessun bene o servizio di natura sanitaria, scolastica, universitaria, sociale o di formazione professionale, ovvero i beni od i servizi destinati all’alloggio o all’assistenza dei poveri, degli studenti, degli anziani, degli invalidi, dei minori in stato di abbandono, dei malati o di categorie socialmente svantaggiate, qualora detti beni e servizi siano gestiti in regime di non profitto, anche se in economia, ovvero qualora riguardino attività convenzionate, finanziate o riconosciute dall’autorità federale, provinciale o circondariale, ovvero siano rimborsabili dall’assicurazione sanitaria o da pubbliche autorità, ovvero diano luogo a deduzioni, detrazioni o crediti d’imposta, può essere gravato di imposte sui consumi od altra forma di imposizione indiretta.

 

C-12 Indulto fiscale § 1 Lo Stato e gli enti pubblici non possono condonare debiti tributari e contributivi evasi.

§ 2 E’ possibile, per legge federale, provinciale o circondariale, l’indulto fiscale, ossia la cancellazione di interessi moratori, sovrattasse, penali e, in generale, sanzioni sia pecuniarie che interdittive o personali, di carattere civile, penale, amministrativo o tributario, con la sola corresponsione degli interessi compensativi, ed, eventualmente, nella concessione di una rateazione non superiore a dieci anni, per coloro che adempiano in ritardo, durante il periodo di grazia, l’obbligo tributario o contributivo.

§ 3 Colui che non approfitti del periodo di grazia sarà sottoposto a sanzioni civili, penali, amministrative e tributarie pecuniarie ed interdittive quadruplicate nell’ammontare o raddoppiate nel tempo, ovvero, ove prevista, alla pena della reclusione obbligatoriamente aumentata della metà nei suoi termini edittali.

§ 4 E’ possibile condonare a talune zone geografiche debiti tributari e contributivi non evasi e creare zone di franchigia temporanea in relazione alle devastazioni provocate da guerre ed eventi calamitosi.

§ 5 L’indulto fiscale è ordinariamente corrisposto a chi spontaneamente, e prima che gli sia contestato, confessi i propri illeciti e paghi il dovuto, oppure egualmente paghi il dovuto adendo a forme di composizione bonaria del contenzioso fiscale previste dalla legge.

 

C-13 Dazi Doganali § 1 La Federazione ha il diritto di imporre dazi doganali sulle importazioni, salvo che sulle derrate e sulle materie prime di cui la nazione abbia necessità e prodotte in modo insufficiente all’interno dello Stato.

§ 2 Ove la nazione esportatrice abbia regole giuridiche ed economico-sociali eccessivamente diseguali rispetto a quelle interne ed il prodotto estero possa fare concorrenza iniqua a quello interno, la possibilità di imporre per legge dazi doganali non può essere limitata da Trattati Internazionali. (B-13)

 

C-14 Obbligo di assicurazione sanitaria § 1 L’assicurazione sanitaria è obbligatoria per tutti i residenti nello Stato, anche a titolo temporaneo o illegittimo, ed è assicurata anche ai meno abbienti e, a condizioni socialmente eque garantite dai meccanismi di tutela previdenziale pubblica, ai portatori di gravi patologie.

§ 2 Chi non effettua la scelta di una diversa compagnia assicurativa convenzionato, è automaticamente assicurato presso l’ICAS (istituto circondariale assicurazione sanitaria), che è ente pubblico circondariale.

 

C-15 Copertura dell'assicurazione sanitaria § 1 L’assicurazione sanitaria garantisce la copertura finanziaria di tutte cure, delle terapie, delle degenze e delle operazioni necessarie a far fronte a malattie che portino o possano portare alla morte, all’invalidità anche temporanea od a gravi e diuturne sofferenze, senza tetto massimo di spesa; in caso di incertezza, la malattia si presume grave.

§ 2 L’assicurazione sanitaria copre il costo delle medicine, degli organi biologici od artificiali da trapianto, delle protesi e degli utensili necessari alla riabilitazione, alla cura, alla terapia, alla degenza od a causa di invalidità.

§ 3 L’assicurazione sanitaria copre i costi della gravidanza e del parto.

 

C-16 Copertura di spesa § 1 L’assicurazione sanitaria copre anche le spese da effettuarsi all’estero, ove siano necessarie.

§ 2 Le spese coperte dall'assicurazione sanitaria sono risarcite dalle compagnie di assicurazione direttamente alle strutture sanitarie e farmaceutiche, salvo che le spese sanitarie siano state anticipate per errore dall'assicurato o da un terzo. In tal caso è ammessa la rifusione diretta.

§ 3 La compagnia di assicurazione può chiedere al colpevole il risarcimento di una spesa inutile autorizzata da un medico o da un altro pubblico ufficiale sanitario solo dopo averla saldata, e solo provando il dolo di colui che l'ha autorizzata e della struttura sanitaria. Anche in caso di truffa è ammesso solo il ristoro dei danni, da parte dei correi.

 

C-17 Dolo o colpa dell’assicurato L’assicurazione sanitaria copre i costi anche se l’assicurato abbia cagionato il suo stato di malattia per dolo o colpa.

 

C-18 Mora L’assicurazione sanitaria copre i costi anche se l’assicurato sia in mora con i pagamenti dei premi.

 

 

Dalla Parte IV Sul Diritto Pubblico

 

 

D-1 Fini dell'azione amministrativa § 1 È dovere della pubblica amministrazione agire esclusivamente, e con ogni mezzo lecito, nell'interesse della collettività e della nazione, nel rispetto dei diritti individuali, specie dei diritti fondamentali della persona.

§ 2 La pubblica amministrazione, nell'esercizio delle sue attività, deve uniformarsi a criteri di efficienza, efficacia, trasparenza, economia, ed, ove possibile, di risparmio.

§ 3 Si intende per economia il minimo dispendio di mezzi giuridici ed operativi possibile.

 

 

D-2 Diritto alla tutela degli interessi legittimi Ogni persona fisica o giuridica ha diritto ad agire, amministrativamente o giudizialmente, e, nei modi e con i ragionevoli limiti previsti dalla legge, a partecipare al procedimento amministrativo, con proposte, osservazioni o produzione di materiale probatorio, onde tutelare quei propri interessi particolari che siano per l'ordinamento rilevanti ai fini della composizione o del contemperamento degli interessi pubblici cui l'atto amministrativo deve tendere.

 

D-3 Diritto alla tutela degli interessi diffusi Ogni persona fisica o giuridica, nei modi e con i ragionevoli limiti previsti da legge, ha diritto a promuovere procedimento collettivo, amministrativo o giudiziale, onde tutelare quegli interessi di cui è latrice una comunità che non sia persona giuridica ma non sia neanche indifferenziata, cui appartenga, che siano per l'ordinamento rilevanti ai fini della composizione o del contemperamento degli interessi pubblici cui l'atto amministrativo deve tendere.

 

D-4 Diritto di consultazione degli atti § 1 Ogni atto della pubblica amministrazione è consultabile da coloro che abbiano un interesse rilevante e lecito riferito agli effetti di tali atti.

Si intendono consultabili anche gli atti intermedi della procedura, una volta emanato l'atto definitivo.

§ 2 Fanno eccezione a ciò:

a-gli atti di interesse militare o di sicurezza nazionale

b-gli atti di polizia e di indagine coperti da segreto giudiziario a norma di legge

c-gli atti coperti da segreto di Stato

d-gli atti in cui siano dati determinanti dati personali sensibili.

§ 3 Qualora vi siano atti in cui siano presenti dati personali sensibili ma essi non siano determinanti, l'atto sarà consultabile, ma i dati sensibili saranno occultati.

 

D-5 Tutela dei dati sensibili § 1 Qualora sia necessaria la conoscenza di dati sensibili in possesso di pubbliche amministrazioni, o di atti anche privati contenenti dati sensibili, da parte di terzi, per fini rilevanti in ordine a procedimenti giudiziari o amministrativi o ad attività lecita delle pubbliche amministrazioni, e gli interessati non vogliano o non possano dare l'autorizzazione al trattamento dei dati personali, avuto anche riguardo all'interesse del titolare dei dati alla privacy, e sentito, se possibile, lo stesso, il tribunale amministrativo, o il diverso tribunale investito di una controversia od altro procedimento, potrà autorizzare la rivelazione dei dati.

§ 2 Sono dati sensibili:

a-i dati riguardanti l'orientamento politico, religioso o ideologico

b-il casellario giudiziario e gli altri dati di carattere penale

c-i dati riguardanti la vita familiare, personale, sentimentale e sessuale, ed in particolare le notizie riferentesi a riconoscimento, disconoscimento, adozione, affidamento, separazione o divorzio, od altri procedimenti di natura familiare o riguardanti la capacità legale, ovvero la situazione di convivenza: non si considerano tuttavia dati sensibili a norma di questo punto i dati riguardanti di stato civile ed i dati di carattere patrimoniale

D-le notizie di carattere sanitario

e-le notizie economiche di carattere riservato e tutelate come tali dalla legge

f-l'appartenenza ad associazioni ideologicamente orientate

g-i dati fiscali

§ 3 La riservatezza degli atti non è opponibile alla Magistratura a norma dell’art. 16 parte I [ a-16].

§ 4 L'imputato od i terzi possono chiedere la segretazione di tali atti, che dovranno essere resi pubblici solo qualora rilevanti per la decisione.

 

D-6 Negozi della Pubblica Amministrazione § 1 La pubblica amministrazione ha capacità generale di diritto privato, coi limiti previsti da legge e con le deroghe al diritto civile giustificate dal perseguimento dell’interesse pubblico.

§ 2 I negozi stipulati con la pubblica amministrazione devono sempre perseguire finalità giuridiche, vincolanti per le parti, di diretto od indiretto soddisfacimento di interessi pubblici.

§ 3 I negozi privati stipulati con la p.a., sono affidati, salve giustificate deroghe di legge e salvo caso di emergenza ambientale, sanitaria o bellica che non ne permettano le more, tramite procedimenti ad evidenza pubblica aventi lo scopo di attuare pari opportunità per tutti gli operatori economici.

 

D-7 Responsabilità del pubblico ufficiale verso i privati

§ 1 Il dirigente, il funzionario o chiunque abbia poteri di natura pubblica, anche se privato, quale sia il legame che istituzionalmente lo lega alla sfera pubblica, che, commettendo, nell'esercizio delle sue funzioni, un'azione antigiuridica a lui imputabile per dolo, colpa generica grave o colpa specifica, anche se magistrato o detentore di cariche politiche, violi la sfera fisica, biologica, mentale, esistenziale, familiare, sociale o patrimoniale altrui, ledendo un diritto, assoluto o relativo oppure un interesse non illecito, socialmente rilevante e non riprovato da un legittimo sentire sociale, e cagioni un danno è tenuto a risarcirlo nei limiti della lesione.

§ 2 Si considera fatto antigiuridico qualunque azione contraria ai principi ed alle norme dell'ordinamento, o reputata scorretta in base ad un non illecito sentire sociale.

§ 3 L’errore colposo in fatto od in diritto è rilevante ove palese, grave ed inescusabile; l’errata applicazione di discrezionalità tecnica si intende come errore.

§ 4 Le decisioni della Corte Suprema Federale o Provinciale, del Consiglio Superiore della Magistratura Federale o Provinciale, del Presidente o del Direttorio della Banca Centrale e le decisioni di carattere discrezionale, politico o legislativo, possono dar luogo a responsabilità solo in caso di condanna penale.

§ 5 Si considerano poteri di natura pubblica:

a- ogni potere di certificazione legale di dati o fatti di qualunque natura

b-il riconoscimento o l'attribuzione di un titolo accademico o professionale legalmente riconosciuto

c-ogni potere che comporti l'imposizione o l'accertamento autoritativi di obblighi od obbligazioni ad altri o di mutamenti della situazione patrimoniale o della situazione personale.

§ 6 La colpa derivante da commissione di atti contrari ad una norma generale atta a definire gli scopi, le modalità ed i principi dell'azione amministrativa in generale si considera colpa generica; la violazione di norme e regolamenti da luogo a responsabilità per colpa specifica, salvo che non sia scusabile per circostanze oggettivamente gravi, insormontabili con la diligenza e lo zelo che ci si può legittimamente aspettare dal pubblico ufficiale.

§ 7 I commi 2,3,4,5 e 6 si applicano anche all’art. x (protocollo D-9).

 

D-8 Responsabilità della pubblica amministrazione verso i privati § 1 La pubblica amministrazione è responsabile, nei limiti della lesione, del danno indebito, cagionato ad altri, derivante da fatto compiuto nell'esercizio della sua azione autoritativa, ancorché lecita, ed è tenuto a indennizzarlo, se in conseguenza di questo violi la sfera fisica, biologica, mentale, esistenziale, familiare, sociale e patrimoniale altrui, ledendo un diritto, assoluto o relativo oppure un interesse non illecito, socialmente rilevante e non riprovato da un legittimo sentire sociale.

§ 2 Si considera danno indebito ogni sacrificio che il consociato non è tenuto a sopportare personalmente in virtù di legge perché:

a-il vantaggio patrimoniale o non patrimoniale si riverbera prevalentemente nell’interesse del consociato, o dei suoi familiari o assimilati e delle persone di cui è responsabile

b-il sacrificio è imposto come onere d’impresa nell’interesse dei dipendenti e collaboratori e delle persone coinvolte nell’attività dell’impresa, ivi compreso l’imprenditore stesso, ovvero per la sicurezza e la salute dei consumatori e dei terzi, per la sicurezza civile, sanitaria e ambientale all’interno dell’impresa, o per evitare danni ambientali, sanitari e di ordine pubblico dipendenti dall’attività di impresa

c-il sacrificio è imposto per evitare danni ambientali, sanitari e di ordine pubblico dipendenti da attività del consociato potenzialmente pericolosa o che comporta esposizione a pericoli

d-il sacrificio imposto affinché sia adempiuto un dovere giuridico del consociato, ovvero un di lui dovere etico imposto da un non illecito sentire sociale.

 

D-9 Responsabilità del pubblico ufficiale verso la pubblica amministrazione Il dirigente, il funzionario o chiunque abbia poteri di natura pubblica, anche se privato, ovvero il dipendente o il para-subordinato di una p.a., quale sia il legame che istituzionalmente lo lega alla sfera pubblica, che, commettendo, nell'esercizio delle sue funzioni un'azione antigiuridica a lui imputabile per dolo, colpa generica grave o colpa specifica, anche se magistrato o detentore di cariche politiche, cagioni anche indirettamente un danno valutabile economicamente alla p.a., è tenuto a risarcirlo nei limiti della lesione.

 

D-10 Fonti regolative del lavoro pubblico dipendente ed autonomo § 1 I rapporti di lavoro subordinato, para-subordinato o di collaborazione libero professionale con enti pubblici possono essere regolati solo da legge o regolamento e soggiacciono ai capitolati approvati dal ministro responsabile.

§ 2 I pubblici dipendenti lavorano per l'interesse pubblico e, fatti salvi i loro diritti come persone e come lavoratori, l'interesse pubblico prevale sull'interesse del personale.

§ 3 Le rappresentanze sindacali dei pubblici dipendenti subordinati e para-subordinati hanno spazi, tempi e luoghi istituzionalmente deputati alla presentazione delle loro istanze, ma non possono ingerirsi nelle scelte politiche ed amministrative.

§ 4 E' dovere delle pubbliche amministrazioni non assumere personale inutile o sovrannumerario e utilizzare nel modo più fruttuoso per i pubblici interessi quello esistente; a tal fine tutto sia i singoli dipendenti, compresi i dirigenti, che la gestione del personale nel suo complesso, sono soggetti a valutazione e monitorazione a norma di legge.

§ 5 E' vietato alle pubbliche amministrazioni ogni consulenza ed incarico esterno in materia giuridica o giudiziaria: per tali fatti devono rivolgersi ai competenti uffici legali federali, provinciali, circondariali, od, esistendo, dell'ente interessato.

§ 6 E' vietato alle pubbliche amministrazioni ogni consulenza in materia urbanistica, edilizia od ambientale: per tali fatti devono rivolgersi ai competenti uffici urbanistici od edili, o mancando, agli uffici del genio civile.

§ 7 E' possibile per le pubbliche amministrazioni affidare determinati progetti in materia edilizia, ambientale o urbanistica ad un'impresa, ad un professionista o a una società di professionisti solo tramite appalto ad evidenza pubblica.

§ 8 E' vietato alle pubbliche amministrazioni ogni consulenza in materia finanziaria: per tali fatti devono richiedere il parere della Banca Centrale Lunare.

§ 9 E' vietato alle pubbliche amministrazioni affidare consulenze esterne per materie in cui esistano pubblici uffici competenti, ovvero per quesiti futili.

§ 10 Ogni consulenza o incarico affidato in violazione dei commi 5, 6, 7, 8 e 9 è civilmente nullo e comporta una sanzione amministrativa, a carico, in solido, tra i deliberanti l'illecita operazione ed il professionista incaricato, pari a 10 volte l'illecito esborso promesso.

 

D-11 Espropriazione di pubblica utilità L’espropriazione di beni privati può avere luogo solo per motivi di utilità pubblica e dietro adeguato indennizzo.

 

D-12 Persone legittimate a promuovere l'espropriazione

Possono promuovere l’espropriazione sia enti pubblici che privati.

 

D-13 Estensione dell'espropriazione Possono essere oggetto di esproprio anche i beni necessari al servizio od all’utilità di beni pubblici o di utilità pubblica od alla prevedibile espansione di attività pubbliche.

 

D-14 Indennizzo di espropriazione § 1 L’indennizzo è pari al prezzo di mercato del bene espropriato, salvo diverso giustificato e grave motivo stabilito da legge provinciale o federale.

§ 2 Nei casi di proprietà od altro diritto reale su un immobile o un altro bene abitato dal titolare o da lui utilizzato a fini produttivi, professionali o agricoli l’indennizzo è sempre pari al valore di mercato.

§ 3 Si considera immobile abitativo l’abitazione primaria od anche secondaria, ove abitata per almeno 1/3 dell’anno per ragioni di lavoro, studio, famiglia o salute.

§ 4 Si considera utilizzato direttamente il bene concesso in godimento a società anche di capitali come conferimento sociale del titolare di esso.

 

D-15 Indennizzo speciale per perdita dei diritti d'uso § 1 In caso di esproprio della proprietà o di altro diritto reale su di un immobile o di altro bene abitato dal titolare o da lui utilizzato a fini produttivi, professionali o agricoli sarà dato anche un indennizzo speciale per perdita dei diritti d’uso o dei raccolti pari al 5% del valore del bene.

§ 2 Se l’immobile sia abitato da comodatario o da un lavoratore come parte della retribuzione del suo lavoro o concesso in godimento come conferimento sociale l’indennizzo spetterà al comodatario, al lavoratore o alla società.

§ 3 Se l’immobile sia utilizzato da locatario o affittuario l’indennizzo spetterà allo stesso e sarà commisurato ad un anno di pigione e comunque non inferiore a 20'000 sl (10000).

 

D-16 Pubblico sequestro di beni § 1 Al di fuori delle ipotesi di esproprio per motivi di pubblica utilità, un bene può essere sequestrato:

a-qualora presenti rischi per l’ambiente o l’incolumità delle persone, e il proprietario non voglia o non possa metterlo in sicurezza

b-qualora taluno detenga mezzi di produzione di beni e di servizi necessari a soddisfare le esigenze materiali primarie della popolazione e delle imprese e violi le leggi poste a tutela della sicurezza delle imprese e dei consumatori oppure detenga, in frode alla legge antimonopolistica, pericolosi monopoli.

§ 2 Il proprietario in tali casi non ha diritto ad un indennizzo, ma può ottenere la restituzione del bene allorché la situazione di pericolo o di illecito che ha giustificato il sequestro venga meno, dopo aver pagato quanto speso dall’ente pubblico per mettere il bene in sicurezza o per adeguare la produzione agli standard di sicurezza previsti dalla legge.

§ 3 I beni così sequestrati possono essere alienati dall’ente pubblico a terzi a prezzi di mercato, ove questi garantiscano una corretta gestione del bene, ovvero ove sia necessario per spezzare i monopoli di cui al comma 1 punto b. Il prezzo sarà restituito al vecchio proprietario, detratte le spese.

 

D-17 Propinqui § 1 Definisconsi propinqui:

a-il coniuge, il convivente o la persona stabilmente coabitante

b-l’ex coniuge, anche a seguito di annullamento, l’ex convivente, ovvero la persona con cui si è coabitato per almeno 3 anni

c-i parenti naturali od adottivi, gli affini ed i quasi affini fino al 6° grado

D-la persona con cui si abbia relazione sessuale o sentimentale

e-la persona legata da vincoli affettivi, sociali ed economici privilegiati, tali da far dubitare della imparzialità, così come regolato per legge

§ 2 I propinqui non possono:

a-essere assunti come dipendenti o para-subordinati ovvero ricevere incarico o appalto pubblici dal propinquo pubblico ufficiale, ove la scelta sia discrezionale o comporti una valutazione

b-essere giudicati in concorso, esame o procedura per incarico o appalto pubblici dal propinquo, salvo che vi sia un rigoroso ed inviolato anonimato nella valutazione degli elaborati

§ 3 Fanno eccezione a ciò:

a-le nomine di cariche di natura politica, ivi comprese le cariche di ministro, sotto-ministro, alto ispettore, assessore o sotto-assessore

b-gli incarichi di staff personale o segreteria particolare rimessi alla discrezione dell’esercente carica.

§ 4 L’atto di favore al propinquo, ove illegittimo, è annullabile entro 6 mesi.

 

D-18 Riserva di legge per la creazione di enti pubblici § 1 Tutti gli enti pubblici, nonché gli organi e gli uffici di detti enti pubblici devono essere costituiti per legge federale, e, nell'ambito delle direttive previste dalla legge federale, dalla legge provinciale o circondariale.

§ 2 La legge determina coloro che hanno la potestà di emettere atti amministrativi.

 

D-19 Enti di interesse pubblico § 1 Sono enti di interesse pubblico gli enti che rappresentano una parte dei consociati su base associativa, ma che esprimano istanze di carattere generale di rilevanza pubblica.

§ 2 Gli enti di interesse pubblico possono godere di poteri di natura pubblica, nei limiti in cui ciò sia rivolto a tutelare gli interessi pubblici di cui sono portatori e non confliggano con le attribuzioni stabilite dalla Costituzione o dalla legge agli enti pubblici propriamente detti.

§ 3 Le chiese e le altre associazioni generali rappresentative di comunità di fedeli sono enti di interesse pubblico, ma ogni potestà pubblica loro affidata, come per esempio la possibilità di celebrare matrimoni con effetti civili, è devoluta solo in base ad accordi bilaterali con gli enti pubblici primari.

§ 4 Anche i sindacati, i partiti e le associazioni dei consumatori, risparmiatori od operatori economici, se registrati, sono enti di interesse pubblico. La partecipazione a detti enti è sempre volontaria.

§ 5 Sono enti di interesse pubblico le università e gli istituti di educazione ed istruzione debitamente autorizzati, anche se fondati per iniziativa di privati

§ 6 Tutti gli altri enti senza scopo di lucro, anche se gestiti in economia, costituiti da privati nel campo sociale, assistenziale, culturale e religioso, hanno diritto ad essere considerati enti di interesse pubblico, nella misura in cui contribuiscano al bene pubblico ed alla dialettica culturale della nazione.

§ 7 La registrazione degli enti di cui ai commi 3, 4 e 6 nei registri delle persone giuridiche non è soggetta a permesso pubblico ed i loro atti non sono censurabili se non nei limiti del diritto privato. Non è però esclusa la declaratoria di illiceità di dette organizzazioni, ove i fini da esse perseguito si pongano in contrasto con l'ordine pubblico democratico quale espresso dalla Costituzione.

§ 8 Sono enti di interesse pubblico anche gli enti, economici o non economici, di natura semi-privata svolgenti funzioni pubbliche in cui parte degli organi di vertice siano di nomina pubblica e la cui attività od i cui atti siano soggetti a pubblici controlli; gli ordini professionali hanno tuttavia natura di enti pubblici.

 

D-20 Enti pubblici § 1 Gli enti i cui organi di vertice siano di nomina interamente pubblica sono enti pubblici e subiscono, il controllo previsto in via generale per l'attività e gli atti degli enti pubblici.

§ 2 Le aziende pubbliche sono enti completamente pubblici con compiti di gestione ambientale ed economica: per il tramite di esse lo Stato gestisce l’ambiente artificiale, il demanio e la statistica; anche la Banca Centrale ha natura di azienda pubblica.

 

D-21 Il Presidente federale § 1 Il presidente è capo dello Stato e del governo e comandante supremo delle forze armate.

§ 2 Ha il potere di nominare e di dimissionare i ministri salvo che il Console o l’Edile federale e coordina e dirige la loro attività.

 

D-22 Il Presidente provinciale § 1 Il presidente Provinciale è capo della Provincia e del governo provinciale

§ 2 Ha il potere di nominare e di dimissionare i ministri provinciali, salvo che l’Edile provinciale e coordina e dirige la loro attività.

 

D-23 Il Presidente circondariale § 1 Il presidente circondariale è capo del Circondario e del governo circondariale

§ 2 Ha il potere di nominare e di dimissionare gli assessori circondariali, salvo che l’Edile circondariale e coordina e dirige la loro attività.

 

D-24 Elezioni presidenziali Il presidente, federale, provinciale o circondariale è eletto a suffragio universale ogni cinque anni, in concomitanza con le elezioni legislative, e non può essere rieletto che una volta.

 

D-25 Diritto di voto § 1 Ogni cittadino, uomo o donna, maggiorenne e non interdetto è elettore.

§ 2 Il voto è personale, eguale, libero e segreto.

§ 3 Il diritto di voto non può essere limitato che per effetto di sentenza penale irrevocabile.

 

D-26 Vice-Presidente Il presidente, federale, provinciale o circondariale, sceglie il vice-presidente. Il vice presidente coadiuva il Presidente e lo sostituisce in caso di morte, dimissioni e per sopravvenuta incapacità od impossibilità ad esercitare il mandato presidenziale.

 

D-27 Legame fiduciario tra Presidente e Camera dei Rappresentanti del Popolo § 1 Il Presidente, federale, provinciale o circondariale, può essere sfiduciato dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo, federale o provinciale o dall'assemblea circondariale su mozione di almeno 1/5 dei suoi membri, arrotondato sull'unità per difetto.

§ 2 La decadenza per voto di sfiducia del Presidente comporta lo scioglimento della Camera dei Rappresentanti del Popolo.

§ 3 Il Presidente può chiedere mozione di fiducia su singoli provvedimenti, salvo che questi riguardino:

a-modifiche costituzionali

b-l'approvazione della legge finanziaria o di bilancio (pur potendo chiedere la fiducia su singoli provvedimenti finanziari)

c-la ratifica di trattati internazionali che comportino perdita di territori , vincoli di alleanza militare o limitazioni di sovranità, oppure riguardino le materie di cui al punto d.

d-norme federali di competenza bicamerale, ossia:

1-norme che definiscono i diritti ed i doveri politici, i diritti fondamentali dell'individuo e i rapporti familiari e personali aventi legale rilevanza

2-l'ordinamento civile

3-l'ordinamento processuale

4-le norme e le procedure di diritto amministrativo di applicazione generale

5-l'ordinamento penale, ad eccezione delle singole contravvenzioni

6-l'ordinamento giudiziario e le professioni forensi

§ 4 Se vi sia il dubbio se una legge appartenga alla competenza bicamerale, il presidente della Camera dei Rappresentanti del Popolo o del senato, entro 10 giorni dal momento in cui è stata chiesta la fiducia, su istanza di almeno 10 parlamentari o 5 senatori, chiede alla Corte Suprema di decidere sul punto entro 7 giorni dalla comunicazione: in caso di mancata decisione il testo si intenderà di competenza bicamerale.

§ 5 Se le norme di cui ai punti c, ed e del comma terzo siano inserite tra altre norme in leggi su cui si sia chiesta la fiducia, esse potranno essere espunte e inserite dal presidente della Camera dei Rappresentanti del Popolo in apposito provvedimento, su richiesta di almeno 10 parlamentari o 5 senatori: esse varranno come proposte di legge di iniziativa del governo.

§ 6 La questione di fiducia è posta presso la Camera dei Rappresentanti del Popolo il 10° giorno utile dopo essere stata presentata.

§ 7 Il Presidente non può chiedere la fiducia alla circa la nomina o la conferma, attribuita alla competenza di questo, di persone in cariche pubbliche o private, ovvero circa l'adozione di altri atti del pari attribuita alla sua competenza.

§ 8 Solo la Camera dei Rappresentanti del Popolo può autorizzare lo stato di guerra, esterna o civile, anche di fatto; il presidente non può chiedere su questo la fiducia.

 

D-28 Il Console Guardia-sigilli § 1 Il Console è ministro della giustizia e della sicurezza e nomina il Capo della Polizia.

§ 2 Il Console è eletto dalla Camera federale dei Rappresentanti del Popolo su designazione del Presidente.

§ 3 Il Console dura in carica finché la Camera dei Rappresentanti del Popolo neo-eletta non ne elegga uno nuovo. La carica di Console è reiterabile per non più di una volta.

§ 4 In caso di morte, dimissioni od impossibilità non temporanea oppure di impossibilità diuturna ad attendere ai propri compiti, il Presidente nominerà un Console temporaneo per la durata di sei mesi, ed entro questo periodo si procederà a eleggere un nuovo Console; se entro questo periodo il nuovo Console non sia stato insediato per motivo dipendente dal Presidente, la Camera dei Rappresentanti del Popolo eleggerà autonomamente un Console.

§ 5 Contro questa procedura il Presidente potrà ricorrere alla Corte Suprema con procedimento d'urgenza; la Corte deciderà entro 15 giorni e in difetto di decisione si intenderà confermato il diritto della Camera dei Rappresentanti del Popolo.

 

D-29 Proconsole Il Console è rappresentato nelle Province da un Proconsole che egli nomina e può dimissionare.

 

D-30 L'Edile § 1 L’Edile è ministro dell'ambiente e della pubblica sopravvivenza e designa, previo nulla osta del Presidente ed a norma di legge, i presidenti delle aziende pubbliche in materie operanti in campo ambientale e ne coordina e ne dirige l’operato.

§ 2 L’Edile è eletto dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo, federale o provinciale o dall'assemblea circondariale, su designazione del Presidente. L’Edile dura in carica finché la Camera dei Rappresentanti del Popolo neo-eletto non ne elegga uno nuovo. La carica di Edile è reiterabile per non più di una volta.

§ 3 In caso di morte, dimissioni od impossibilità non temporanea oppure di impossibilità diuturna ad attendere ai propri compiti, il Presidente nominerà un Edile temporaneo per la durata di sei mesi, ed entro questo periodo si procederà a eleggere un nuovo Edile; se entro questo periodo il nuovo Edile non sia stato insediato per motivo dipendente dal Presidente, la Camera dei Rappresentanti del Popolo o l'assemblea eleggerà autonomamente un Edile.

§ 4 Contro questa procedura il Presidente potrà ricorrere alla Corte Suprema con procedimento d'urgenza; la Corte deciderà entro 15 giorni e in difetto di decisione si intenderà confermato il diritto della Camera dei Rappresentanti del Popolo o dell'assemblea.

 

D-31 Regolamenti § 1 Il presidente federale, provinciale o circondariale, nelle materie non edili o consolari, e nelle materie loro demandate, ossia in quelle in cui possono essere delegati a legiferare o siano di loro competenza amministrativa, l’Edile ed il Console, possono emettere regolamenti, riguardanti:

a-l’esecuzione di leggi

b-l’attuazione e l’integrazione di leggi

c-l’organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge

D-l’organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti, sentiti i consigli del personale

e-le materie di competenza, rispettivamente, federale, provinciale o circondariale in cui manchi la disciplina di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge od alla competenza esclusiva della Camera dei Rappresentanti del Popolo.

§ 2 Anche i ministri, i proconsoli e gli assessori circondariali nonché i presidenti delle aziende pubbliche, previo nulla osta del Presidente, dell’Edile o del Console, a seconda dell’autorità da cui dipendono, possono emettere regolamenti nelle loro materie.

§ 3 I regolamenti presidenziali, edili o consolari prevalgono sui regolamenti ministeriali, assessoriali aziendali o proconsolari.

§ 4 Gli altri uffici pubblici possono emettere regolamenti nei casi determinati dalla legge, e, nei limiti della propria autonomia, per determinare l'organizzazione interna. Le autorità indipendenti emettono regolamenti nelle loro materie.

§ 5 I regolamenti presidenziali, edili o consolari e i regolamenti ministeriali, assessoriali, proconsolari e aziendali prevalgono sui regolamenti di altre amministrazioni, salvo che non siano regolamenti di autorità autonome: in tal caso, salvo diversa disposizione di legge, prevalgono i regolamenti dell'autorità autonoma.

 

D-32 Consiglio del Presidente I regolamenti presidenziali sono sottoposti all'esame del consiglio del presidente, composto dal Presidente, dal vice-presidente e dai ministri. Il parere del consiglio non è vincolante .

 

D-33 Consiglio di altre autorità § 1 I regolamenti ministeriali sono sottoposti all'esame del consiglio del ministro, composto dal ministro, dai sotto-ministri, dal capo della segreteria politica e dal capo della segreteria particolare, oltre, per i consoli, il capo della polizia. Il parere del consiglio non è vincolante.

§ 2 I regolamenti proconsolari sono sottoposti all'esame del consiglio del Proconsole, composto dal capo provinciale della polizia, dal capo della segreteria politica e dal capo della segreteria particolare. Il parere del consiglio non è vincolante.

§ 3 I regolamenti di altre autorità sono sottoposti al parere dei superiori e dei funzionari della segreteria politica, ove l'autorità ne abbia una.

 

D-34 Unità fra azione politica ed azione amministrativa § 1 Salvo diversa statuizione costituzionale, tutti dirigenti dipendono, secondo un criterio di gerarchia funzionale e nel rispetto delle competenze peculiari di ciascun ufficio, dall’autorità politica e sono da essa nominati in via fiduciaria per il tempo in cui rimanga in carica.

§ 2 Tutte le amministrazioni pubbliche dipendono, secondo un criterio di gerarchia funzionale e nel rispetto delle competenze peculiari di ciascun ufficio, dai ministeri federali e provinciali o dagli assessorati circondariali, oppure direttamente dal presidente federale, provinciale o circondariale, in modo diretto o attraverso enti strumentali, ad eccezione delle autorità giurisdizionali e legislative e delle autorità indipendenti previste dalla legge federale.

§ 3 La gerarchia funzionale comporta che il superiore possa riformare, revocare o annullare d’ufficio gli atti illegittimi del subordinato, possa dirimere i conflitti di competenza tra i subordinati, possa sostituirsi agli stessi, dopo averli obbligatoriamente sentiti, nelle decisioni in cui sarebbe ordinariamente necessaria la conferenza di servizi od altra procedura di concertazione fra due o più di loro, possa dare direttive sull’azione amministrativa, attivarsi secondo legge in caso di inerzia illegittima del subordinato ed esercitare il dovuto controllo amministrativo e disciplinare sui subordinati.

§ 4 I ministri federali e provinciali e gli assessori circondariali sono i più alti dirigenti del loro ente, ma non hanno responsabilità politica diretta verso la Camera dei Rappresentanti del Popolo federale e provinciale e verso l’assemblea circondariale, verso i quali, viceversa, è responsabile politicamente il Presidente come Capo del Governo; l’Edile ed il Console, essendo ministri autonomi, sono invece responsabili in modo diretto verso le assemblee legislative.

 

D-35 Legittimità di Ministeri ed assessorati § 1 I ministeri federali e provinciali e gli assessorati circondariali possono essere istituiti o soppressi solo con legge federale, che ne determina anche le competenze in via generale.

§ 2 Ove non derogata, la legge federale può determinare le competenze e la composizione degli uffici provinciali e circondariali.

 

D-36 Cariche retribuite Non possono esistere cariche pubbliche retribuite che non abbiano funzioni amministrative, giurisdizionali o legislative.

 

D-37 Compiti amministrativi della federazione § 1 Spettano alla federazione:

a-la difesa

b-l'amministrazione della giustizia

c-la repressione dei reati, salvo l'amministrazione della polizia locale, che spetta ai circondari.

D-la gestione dell'esecuzione delle pene e dei penitenziari, con l'eccezione della gestione dei lavori socialmente utili che avverrà in collaborazione coi circondari

e-la gestione degli astroporti

f-la gestione delle vie di comunicazione e dei trasporti pubblici fra città di importanza federale.

g-il coordinamento federale delle scelte amministrative

h-la gestione dei territori federali

i-i rapporti con l’estero

§ 2 Apposite autorità indipendenti federali sovrintendono al controllo delle borse e delle imprese di assicurazione.

 

D-38 Compiti amministrativi dei Circondari § 1 Spetta ai Circondari:

a-la gestione della previdenza sanitaria

b-la gestione dei servizi di assistenza sociale agli anziani, ai portatori di handicap, alle persone affette da malattie, ai minori, alle famiglie, agli ex carcerati ed alle categorie socialmente svantaggiate

c-la gestione dei servizi alla scuola ed agli studenti, dei servizi e delle attribuzioni per rendere effettivo il diritto allo studio inferiore e medio, delle attività extra-scolastiche e parascolastiche, della gestione degli edifici e degli ambienti scolastici, in coordinazione con gli istituti di educazione

D-l'assistenza economica ai disoccupati, alle persone portatrici di handicap, alle categorie socialmente svantaggiate ed alle famiglie, salvi i provvedimenti di natura fiscale, che possono essere presi anche dalla federazione e dalle province

e-la previdenza verso i lavoratori in periodo di sospensione dal lavoro per malattie proprie o di un familiare ovvero per la nascita o l'adozione di un figlio

f-gestione delle strutture sanitarie pubbliche e dei servizi e dell'amministrazione della salute pubblica

g-collaborazione con enti no profit privati, associazioni e confessioni religiose nell'ambito assistenziale

h-collaborazione con le confessioni religiose per l'edificazione, la gestione e la manutenzione dei templi e per la garanzia dei diritti di espressione religiosa

g-l'istruzione professionale, nell'ambito delle direttive provinciali

§ 2 In campo ambientale spettano ai circondari la gestione:

a-dell'illuminazione pubblica

b-del decoro, della salubrità e della sicurezza degli edifici

c-delle strade e delle vie di comunicazione di rilevanza circondariale

D-dei pubblici trasporti di rilevanza circondariale

e-degli arredi urbani

f-degli edifici e dei beni pubblici di rilevanza circondariale

g-dei parchi cittadini, degli zoo, degli orti botanici e di similari istituzioni.

 

D-39 Compiti amministrativi delle Province Spetta alla Provincia:

a-la politica del lavoro, industriale ed agricola, nell'ambito delle direttive federali vincolanti

b-la gestione del personale docente e dei programmi scolastici e degli esami in coordinazione con i singoli istituti

c-la gestione dei servizi universitari ed agli studenti, dei servizi e delle attribuzioni per rendere effettivo il diritto allo studio universitario e post-universitario, delle attività collegate, della gestione degli edifici e degli ambienti universitari, in coordinazione con gli enti universitari

D-la gestione dei compiti non devoluti alla federazione od al circondario.

In materia ambientale:

a-la costruzione, manutenzione e funzionamento delle cupole, della gravità artificiale, della regolazione della luminosità, del clima, della temperatura e dell'umidità, dell'aerazione e di tutti gli altri impianti di sopravvivenza pubblica

b-gestione delle risorse energetiche e della produzione e distribuzione dell'energia

c-gestione delle risorse idriche, delle fognature e del riciclo dell'acqua

d-raccolta e riciclo dei rifiuti

e-gestione delle zone agricole e industriali

f-le vie di comunicazione ed i trasporti pubblici di importanza provinciale

g-la gestione dei compiti non devoluti alla federazione od al circondario.

 

D-40 Disposizioni patrimoniali Coloro che esercitino cariche di alta rilevanza istituzionale, ossia la carica di:

a- i presidenti ed i vice-presidenti, federali, provinciali, circondariali e divisionali

b- gli edili, federali, provinciali, circondariali e divisionali

c- il console ed i proconsoli

D- i ministri, ovvero i vice-ministri e gli alti ispettori, federali e provinciali o detentori di carica di equivalenti mansioni

e- i presidenti, delegati provinciali e capi-dipartimenti di aziende pubbliche o detentori di carica di equivalenti mansioni

f- i presidenti e vice-presidenti di autorità autonome

g- Il presidente ed i membri del direttorio, ovvero i delegati provinciali o detentori di carica di equivalenti mansioni, della banca centrale lunare

h- gli assessori, ovvero i sotto-assessori o detentori di carica di equivalenti mansioni, circondariali e divisionali

i- i membri della Corte Suprema

j- i membri dei Consigli della Magistratura federale e provinciale

k- i presidenti, della Camera dei Rappresentanti del Popolo federale e provinciale, del Senato e dell’Assemblea circondariale

  1. i governatori ed i membri del direttorio della Banca Centrale Lunare

k- i membri dello staff delle summenzionate persone

devono porre in proprietà fiduciaria di persone da loro nominate i seguenti beni:

a-aziende

b-quote di società di persone o s.r.l.

c-azioni dotate di diritto di voto

d-quote di associazione in partecipazione

 

D-41 Diritto di retribuzione delle cariche § 1 Tutti coloro che esercitano cariche elettive hanno diritto ad un indennizzo sufficiente a vivere con decoro in ragione della loro funzione, come determinato da legge federale, provinciale o circondariale, a seconda del proprio livello istituzionale e territoriale.

§ 2 Coloro che esercitano cariche pubbliche sia elettive che non elettive, i magistrati ed i pubblici dirigenti non possono ricevere altro beneficio retributivo che la retribuzione base e non possono ricevere rimborsi spese o godere della cessione di beni o dell’usufruizione di servizi a prezzo politico.

§ 3 Coloro che esercitino attività di subordinato o collaboratore di enti pubblici anche economici non possono ottenere altro beneficio di natura essenzialmente retributiva che la retribuzione base e le indennità previste per legge.

§ 4 Hanno diritto ad un pubblico mezzo di trasporto riservato solo ed esclusivamente persone esercenti altissime cariche, ossia, in dettaglio :

  1. i presidenti ed i vice-presidenti, federale, provinciali, circondariali e zonali
  2. -i presidenti della Camera dei Rappresentanti del Popolo federale e provinciale , del Senato e dell’Assemblea circondariale
  3. gli edili, federali, provinciali, circondariali e zonali
  4. il console ed i proconsoli
  5. ministri, sotto-ministri e alti ispettori, federali e provinciali
  6. presidenti, delegati provinciali e capi-dipartimenti di aziende pubbliche federali
  7. presidenti e vice-presidenti di autorità autonome
  8. Il presidente, i membri del direttorio ed i delegati provinciali della banca centrale lunare
  9. assessori e sotto-assessori circondariali e zonali
  10. i membri della Corte Costituzionale
  11. i membri dei Consigli della Magistratura federale e provinciale
  12. i presidenti di aziende pubbliche provinciali, circondariali e zonali
  13. gli ambasciatori ed i legati diplomatici

hanno diritto ad un’abitazione pubblica riservata, solo ed esclusivamente:

  1. i presidenti ed i vice-presidenti, federali, provinciali e circondariali
  2. gli edili, federali e provinciali
  3. il console ed i proconsoli
  4. i ministri federali e provinciali
  5. Il presidente della banca centrale lunare
  6. gli ambasciatori ed i legati diplomatici
  7. i presidenti della Camera dei Rappresentanti del Popolo Federale e Provinciale, del Senato e dell’Assemblea Circondariale

§ 5 Nessuna persona che non eserciti, o non eserciti più, cariche od impieghi pubblici, può ricevere benefici di carica od impiego, con le eccezioni previste dalla Costituzione.

§ 6 Sono pari a 4 volte il reddito medio delle persone adulte di Nuova Roma gli indennizzi dei membri dell’Assemblea Circondariale, ed a 6 volte gli indennizzi dei membri del Senato e della Camera dei Rappresentanti del Popolo Federale e Provinciale.

§ 7 Ogni parlamentare federale, provinciale e circondariale ha diritto a nominare due assistenti retribuiti dallo Stato in ragione del 25% della retribuzione del parlamentare stesso.

§ 8 Gli ex Presidenti Federali e Provinciali hanno diritto ad un’indennità pari a 5 volte la retribuzione media delle persone adulte di Nuova Roma; gli ex Presidenti Federali hanno diritto ad un automezzo pubblico con autista.

§ 9 Nessun altro dipendente o para-subordinato pubblico o persona esercente cariche pubbliche ha diritto a vitalizi, ma solo al pagamento degli ordinari contributi pensionistici da parte dell’ente di appartenenza.

§ 10 Nel caso di illecito godimento di retribuzioni o benefici proibiti da questo articolo, ovvero di godimento abituale, ancorché non esclusivo, di mezzi di trasporto pubblici riservati, non assegnati a norma di questo articolo, ancorché garantiti da legge illegittima, il colpevole sarà punito con la pena prevista per il peculato, diminuita obbligatoriamente di 1/3.

 

D-42 Zone speciali § 1 L'ecumene artificiale presso pianeti o lune non direttamente abitabili dall'uomo è suddiviso in zone abitative, destinate all'abitazione ed al soggiorno umano ed alle attività commerciali e professionali, zone agricole, destinate a serre ed allevamenti, zone industriali, destinate alla produzione industriale e zone astro-portuali, destinate all'arrivo, alla partenza, al deposito e alla manutenzione delle astronavi passeggeri e da carico ed allo scarico e deposito delle merci.

§ 2 Le zone abitative, agricole ed industriali sono soggette alla Provincia, ma solo le zone abitative si suddividono in Circondari, mentre le zone agricole, le zone industriali ed il territorio extra-liminale, ossia il territorio estraneo all'ecumene, sono a diretta soggezione provinciale, salvo che per le zone di territorio extra-liminale non attribuite al territorio di nessuna Provincia, che sono soggette direttamente alla Federazione.

§ 3 Le zone astroportuali dipendono dalla federazione.

 

D-43 Modalità delle elezioni § 1 Alle elezioni per la Camera dei Rappresentanti del Popolo, Federale o Provinciale, ovvero dell’Assemblea Regionale, non è ammesso che una lista sostenga più di un candidato presidente, nè che un candidato presidente sia sostenuto da più liste.

§ 2 Ogni lista deve essere presentata dalle firme di almeno l’1% degli elettori iscritti al collegio della circoscrizione elettorale, con arrotondamento per difetto sull'unità, autenticate da un collegio formato da tre notai, due nominati dai promotori della lista ed uno nominato dalla Corte Amministrativa competente; le firme devono essere depositate presso la Cancelleria della Corte Amministrativa entro 60 giorni dal giorno delle elezioni, salvo che si provino impedimenti gravi: in tal caso il termine potrà essere prorogato dalla Corte amministrativa di 15 giorni. Nessun elettore può firmare per più di una lista. Se almeno due liste non raggiungano la cifra minima di firme, dovranno presentarsi alle elezioni le due liste con più firme; se si presentino più di cinque liste, prevarranno le 5 con più firme.

§ 3 Ogni lista deve presentare non meno di 5 candidati e non più di 7 e presentare un simbolo unitario, diverso da quello dei movimenti politici che lo sostengono, se siano più di uno; se più movimenti politici si siano associati in un'unica lista deve essere indicata l'appartenenza politica del candidato col nome e col simbolo del movimento. Almeno due candidati, aumentati a tre se i candidati siano più di 5, devono essere di sesso diverso. Di ogni candidato deve essere mostrato il nome legale, l'eventuale pseudonimo politico e la fotografia.

§ 4 Nel primo turno si selezioneranno le due liste che hanno ottenuto più voti, e, all'interno delle due liste, il candidato che ha ottenuto più voti dagli elettori della lista; se una delle liste abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti sarà eletto automaticamente il candidato con più voti all'interno della stessa lista, altrimenti i due candidati si presenteranno al secondo turno e il candidato che otterrà più voti sarà eletto.

§ 5 Il secondo turno si svolgerà non meno di sei e non più di dieci giorni dopo il secondo.

§ 6 Il candidato Presidente che ottenga più eletti che si siano dichiarati suoi sostenitori sarà eletto. Un candidato non può presentarsi in più di tre circoscrizioni elettorali; se venga eletto in più liste, sarà eletto nella circoscrizione in cui ha ottenuto più voti, ed al suo posto verrà eletto il compagno di lista che abbia ottenuto più voti dopo di lui. Se più candidati abbiano ottenuto gli stessi identici voti o se un candidato abbia ottenuto gli stessi voti in più circoscrizioni, si procederà per estrazione a sorte davanti a notaio. [4]

§ 7 Il voto avviene su base circondariale per la Camera dei Rappresentanti del Popolo federale, su base distrettuale per la Camera dei Rappresentanti del Popolo provinciale.

§ 8 Ogni contestazione riguardante le operazioni elettorali deve essere presentata alla Corte Amministrativa d’Appello competente entro 90 giorni dopo le elezioni, a pena di decadenza. La Corte decide in grado unico in camera di consiglio, acquisite tutte le prove e sentite succintamente le parti; la sentenza può essere impugnata entro 30 giorni in Cassazione per i motivi ordinariamente previsti; La sezione amministrativa decide con decreto non impugnabile di urgenza, in grado unico ed in camera di consiglio, entro 60 giorni, acquisite tutte le prove e sentite succintamente le parti. Ove non sia rispettato il termine, il ricorso decade ed i magistrati di Cassazione interessati saranno obbligatoriamente assoggettati ad indagine disciplinare.

§ 9 Ogni contestazione riguardante la presentazione delle liste deve essere presentata alla Corte di Cassazione, sezione amministrativa, competente, 35 giorni prima delle elezioni, a pena di decadenza. La Corte decide con decreto non impugnabile di urgenza, in grado unico ed in camera di consiglio, entro 15 giorni, acquisite tutte le prove e sentite succintamente le parti. Ove non sia rispettato il termine, il ricorso decade ed i magistrati di Cassazione interessati saranno obbligatoriamente assoggettati ad indagine disciplinare.

§ 10 Tale articolo, contenente la legge elettorale fondamentale, può essere derogata parzialmente con legge ordinaria, al fine di dare adeguata rappresentanza alle minoranze etniche e religiose.

 

D-44 Camera federale dei Rappresentanti del Popolo § 1 La Camera dei Rappresentanti del Popolo federale è formato dai membri eletti dal popolo a suffragio universale.[5]

 

D-45 Senato federale § 1 Il Senato federale è rappresentato da membri eletti a suffragio universale.

§ 2 Ogni Provincia ha diritto a nominare 10 rappresentanti ogni 100 milioni di abitanti residenti o frazione di tale cifra, con metodo proporzionale, sulla base dei più alti resti.[6]

§ 3 Il Senato Federale è competente solo per votare la legislazione di competenza bicamerale.

§ 4 Capo cerimoniale del Senato Federale è il Presidente Federale, ma le funzioni di Presidente del Senato sono effettivamente svolte dal Vice- Presidente, che però ha diritto di voto solo in caso di parità.

§ 5 Ogni lista dovrà presentare 10 candidati, di cui 5 di sesso diverso. Saranno eletti i candidati con più voti in relazione al numero di seggi ottenuti dalla lista. Se vi siano candidati che abbiano egual numero di voti e se ne debba dichiarare eletto solo taluno, gli eletti saranno estratti a sorte dinanzi a un notaio.

§ 6 Si applicano alle elezioni del Senato, in quanto compatibili, i disposti dell'art. x ( prot. D-43).

 

D-46 Camera dei Rappresentanti del Popolo provinciale § 1 La Camera provinciale dei Rappresentanti del Popolo è formato dai membri eletti dal popolo a suffragio universale.

 

D-47 Assemblea circondariale § 1 L'Assemblea circondariale è formata dai membri eletti dal popolo a suffragio universale.

§ 2 Ogni Circondario esprime 25 membri eletti con metodo proporzionale. La lista più votata non può avere meno di 13 eletti, le altre meno di 10.

§ 3 Ogni lista dovrà presentare 15 candidati, di cui 6 di sesso diverso. Saranno eletti i candidati con più voti in relazione al numero di seggi ottenuti dalla lista. Se vi siano candidati che abbiano egual numero di voti e se ne debba dichiarare eletto solo taluno, gli eletti saranno estratti a sorte dinanzi a un notaio.

§ 4 Si applicano alle elezioni circondariali, in quanto compatibili, i disposti dell'art. 267 ( D-36)

 

D-48 Procedura ordinaria di approvazione delle leggi § 1 Le leggi federali possono essere proposte dal Presidente Federale, da 20 membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo Federale o da 10 del Senato.

§ 1 Le leggi provinciali possono essere proposte dal Presidente Provinciale o da 20 membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo Provinciale.

§ 3 Le leggi circondariali possono essere presentate dal Presidente Circondariale o da 3 membri dell’assemblea circondariale.

§ 4 Possono essere presentate leggi per petizione popolare, se siano raccolte le firme di 500'000 elettori federali a livello federale, di 50'000 elettori provinciali a livello provinciale o di 5000 a elettori circondariali livello circondariale.

§ 5 Ogni legge deve avere uno o più promotori responsabili. Essi saranno:

  1. i parlamentari, i membri dell’assemblea circondariale od i senatori firmatari
  2. il Presidente, nel caso di legge di iniziativa governativa
  3. i promotori delle firme, nel caso di legge di iniziativa popolare.

§ 6 Tutte le proposte di legge federale devono essere presentate dai promotori alla commissione bicamerale per la presentazione delle leggi, che verificherà la correttezza delle procedure di presentazione e deciderà se la legge è di competenza monocamerale o bicamerale.

§ 7 In caso di parità di voti, o di mancato pronunciamento entro 30 giorni, la legge è ammessa in discussione e prevale la competenza bicamerale.

§ 8 La Commissione è formata da sei membri, tre nominati dal Senato a maggioranza assoluta e tre dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo egualmente a maggioranza assoluta e durano in carica finché non ne siano nominati di nuovi nella seconda seduta della legislatura di ciascuna Camera.

§ 9 I membri della Commissione devono avere età non inferiore ai 35 anni, godere dei diritti politici, ed essere laureati con laurea di terzo grado in giurisprudenza.

§ 10 Nel caso in cui la legge preveda norme in parte di competenza monocamerale ed in parte di competenza bicamerale, la commissione dichiarerà la norma irricevibile e rinvierà la norma ai promotori per scinderla o modificarla; nel caso di norme di iniziativa popolare separerà d’ufficio le norme di competenza diversa in due diverse proposte di legge.

§ 11 Entro 10 giorni dal momento in cui la commissione ha preso la sua decisione a norma dei due commi precedenti, i promotori possono impugnarla davanti alla Corte Suprema che deciderà sul punto entro 7 giorni dalla comunicazione: in caso di mancata decisione la legge si intenderà correttamente presentata ed il testo si intenderà semplicemente di competenza bicamerale.

§ 12 Finché la legge di cui sia stata decisa la competenza monocamerale non è entrata in vigore, almeno 5 senatori possono impugnare la decisione della commissione bilaterale davanti alla Corte Suprema affinché sia sottoposta a votazione in Senato. La Corte deciderà sul punto entro 15 giorni dalla comunicazione: in caso di mancata decisione la si intenderà di competenza bicamerale.

§ 13 Tutte le proposte di legge, anche le leggi federali di competenza bicamerale, sono soggette a votazione preliminare presso la Camera dei Rappresentanti del Popolo; se la maggior parte dei votanti non astenuti consenta, la legge sarà sottoposta ad ulteriore discussione.

§ 14 Dopo che il progetto è stato ammesso alla discussione le commissioni parlamentari hanno tempo due mesi per esprimere un parere. Il parere deve contenere anche le opinioni di minoranza.

§ 15 Ascoltate tutte le relazioni delle commissioni si procederà a votazione entro un mese, intervallo in cui possono essere presentati emendamenti.

§ 16 Gli emendamenti possono essere proposti, nel caso di votazione camerale, dal Presidente, federale o provinciale, o da 20 membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo, nel caso di votazione dell’assemblea circondariale dal Presidente circondariale, o da 20 membri dell’assemblea o, nel caso di votazione senatoriale, da 10 senatori.

§ 17 I membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo o dell’Assemblea Circondariale ovvero i Presidenti, nelle leggi finanziarie e di bilancio, non possono proporre più di 3 emendamenti, ciascuno dei quali non può riguardare più di 10 disposizioni. In ogni altra proposta di legge, i Presidenti od i membri delle assemblee legislative, compresi i senatori, più di 10.

§ 18 Possono essere espressi quattro diversi voti:, favorevole, favorevole con riserva, contrario, astenuto.

§ 19 Se i voti non di astensione siano stati per la maggior parte favorevoli, la legge è approvata.

§ 19 Se i voti non di astensione siano stati per la maggior parte contrari, la legge è bocciata.

§ 20 Se per ottenere la maggioranza favorevole siano stati necessari i voti con riserva si procederà a votare gli emendamenti.

§ 21 Un’ulteriore votazione si avrà qualora vi siano antinomie in virtù degli emendamenti presentati.

§ 22 Nel caso di leggi federali di legislazione bicamerale la legge dovrà essere discussa anche in Senato, con procedura analoga a quella prevista per la Camera dei Rappresentanti del Popolo; ogni qual volta la legge licenziata in una Camera non sia eguale a quella licenziata nell’altra, la legge sarà rimandata all’altra Camera per un’ulteriore discussione.

§ 23 Il Presidente può opporsi, entro 15 giorni dalla votazione definitiva, alla promulgazione di una legge. In tal caso, per essere approvata deve subire una ulteriore votazione, senza possibilità di emendamento, ed essere approvata dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo a maggioranza dei 7/12 dei membri, approssimati per difetto sull’unità.

§ 24 Il Presidente non può opporsi se la maggioranza qualificata sia già stata raggiunta.

§ 25 La legge, se diversamente non previsto dal testo, entra in vigore 15 giorni dall’approvazione.

§ 26 Entro 60 giorni dall’approvazione la legge può essere contestata davanti alla Corte Suprema su mozione di almeno 5 membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo federale o provinciale o dell’Assemblea Circondariale, ovvero, nel caso di leggi federali, di almeno cinque Senatori, per motivi di irregolarità della procedura. In ogni altro caso o tempo le leggi non possono essere annullate dalla Corte Costituzionale per irregolarità della procedura.

§ 27 I due commi precedenti sono applicati anche in caso di legge approvate con procedimenti speciale.

 

D-49 Approvazione di leggi costituzionali § 1 Le leggi di riforma costituzionale devono essere approvate da ambedue le Camere federali, come regolato dall’art. 279 [D-48], a maggioranza assoluta.

§ 2 Le leggi di riforma costituzionali devono infine essere confermate con referendum, con voto favorevole della maggioranza dei votanti sia globalmente a livello federale che in almeno i ¾ delle Province.

§ 3 Il Presidente federale non può opporsi alla promulgazione di leggi di riforma costituzionale.

 

D-50 Trattati internazionali § 1 I trattati internazionali sono stipulati dal Presidente federale e ratificati con legge federale.

§ 2 I trattati internazionali prevalgono sulle leggi ordinarie, in quanto non espressamente abrogati o derogati, ma non sulle leggi costituzionali.

§ 3 L'ordinamento giuridico si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute, in quanto non deroghino alle norme costituzionali.

§ 3 La legittimità delle leggi del popolo lunare in forma e sostanza possono essere contestate solo dinanzi alla Corte Suprema Lunare; nessuna autorità internazionale o straniera può arrogarsi un tale potere.

§ 5 Le sentenze di stati stranieri possono essere riconosciute solo ed esclusivamente tramite delibazione dell’autorità giudiziaria interna, che ne accerta la non contrarietà a norme di ordine pubblico interno; tutte le norme costituzionali hanno valore di norme di ordine pubblico.

§ 6 Nessun privato può appellarsi a tribunali o ad autorità giurisdizionali internazionali o straniere.

 

D-51 Base elettiva dell’assemblea circondariale Le assemblee circondariali sono elette a suffragio universale.

 

D-52 Ordine giuridico delle norme Le norme giuridiche si ordinano secondo questi parametri, nell’ordine:

a-ordine gerarchico

b-ambito giuridico

c-ambito territoriale

d-specialità giuridica

e-ordine temporale

f-specialità logica

 

D-53 Ordine gerarchico delle norme L’ordine gerarchico delle norme è il seguente:

a-leggi costituzionali

b-giurisprudenza costituzionale della Corte Suprema

c-leggi ordinarie

d-giurisprudenza ordinaria della Corte Suprema

e-precedenti di cassazione

f-regolamenti

 

D-54 Legislazione esclusiva della Federazione § 1 La Federazione ha legislazione esclusiva nei seguenti campi:

a-gli affari esteri e la difesa, inclusa la protezione della popolazione civile

b-la libertà di circolazione, i passaporti, l’immigrazione e l’emigrazione

c-il sistema valutario e monetario, pesi e misure, determinazione del tempo

d-l’unità del territorio doganale e commerciale, la libertà di circolazione delle merci, gli scambi commerciali e il movimento dei pagamenti con l’estero, inclusa la protezione doganale e dei confini

e-lo stato giuridico del personale al servizio della Federazione e degli enti pubblici federali

f-la collaborazione della Federazione con le Province ed i Circondari

g-la statistica per scopi federali

h-lo stato delle persone, il diritto di famiglia e i rapporti interpersonali legalmente rilevanti , la cittadinanza, lo stato civile

i-la legislazione penale generale, la previsione dei reati e la previsione di contravvenzioni militari

k-le obbligazioni ed i contratti

l-la proprietà ed i diritti reali; i diritti d’autore, la proprietà industriale, i brevetti ed i marchi

n-la legislazione civile sulle associazioni, sull’impresa e gli affari commerciali

o-il diritto degli enti federali

p-il fallimento e le procedure concorsuali

r-la procedura civile

s-la procedura penale

t-la procedura dei tribunali amministrativi

u-la procedura dei tribunali tributari e contabili

v-l’ordine giudiziario giudicante, inquirente e censorio, con l’eccezione dei giudici di pace

w-la responsabilità degli enti pubblici e dei pubblici ufficiali

x-il diritto della navigazione e dei traffici interstellari

y-le basi interstellari

z-l’ordinamento penitenziario

aa-l’organizzazione delle forze di sicurezza dipendenti dalla Federazione

ab-La regolamentazione della borsa

ac-le circoscrizioni provinciali e circondariali

aD- la colonizzazione di nuovi territori e costruzione di nuove città

ae-la deontologia in campo medico, psichiatrico e scientifico

 

D-55 Legislazione concorrente di Federazione e Province

La Federazione ha legislazione concorrente con quella delle Province nei seguenti campi:

a-la previsione di contravvenzioni

b-lo stato giuridico dei giudici di pace

c-il diritto tributario

 

D-56 Legislazione federale sui principi fondamentali § 1 La Federazione ha legislazione sui principi fondamentali di:

a-le università e l’obbligo scolastico

b-le libere professioni

c-la legislazione amministrativa sull’impresa e gli affari commerciali

d-l’espropriazione ed i diritti dell’espropriato

e-le norme amministrative di applicazione generale

f-il diritto alla privacy

g-il diritto di soggiorno e di residenza degli stranieri

h-la legislazione sull’ambiente interno ed esterno, le strutture ambientali, la produzione e la distribuzione di energia, la raccolta ed il riciclo dei rifiuti, le risorse idriche, i trasporti pubblici e privati, le vie di comunicazione, la sicurezza ambientale

i-la produzione, il trasporto, la conservazione e la distribuzione degli alimenti

j-l’assicurazione sanitaria obbligatoria

k-le risorse agricole, l’allevamento del bestiame, le condizioni di vita degli animali, la prevenzione di malattie degli animali e delle piante

l-la prevenzione di malattie umane o trasmissibili all’uomo, l’abilitazione alle professioni sanitarie, la salubrità dell’ambiente ed il commercio, il trasporto, la conservazione e la gestione di medicinali, narcotici, veleni o sostanze, materiali, apparecchiature o strutture inquinanti, pericolose o radioattive

m-i registri pubblici di beni, i trasferimenti immobiliari

n-il reinserimento sociale di detenuti e condannati

o-la protezione degli animali

p-la disciplina giuridica della stampa, della televisione, della radio, di internet e delle altre forme pubbliche di comunicazione

q-la protezione, la conservazione, la valorizzazione e la tutela dei beni artistici o di interesse storico, scientifico o culturale.

r-la tutela della concorrenza e della correttezza negli affari

s-la circolazione di veicoli e pedoni e la sicurezza stradale

t-servizi relativi alla giustizia

u-documenti e forme legali di identificazione

v-le notificazioni di atti giudiziari

w-le norme generali sullo stato sociale

x-le norme generali sugli uffici provinciali e locali

y-la tutela ed il governo del territorio, l'edilizia, le norme sulla sicurezza degli edifici e del tessuto urbano

z-le norme generali sulla finanza provinciale e locale

aa- urbanistica ed edilizia

ab- i programmi, l'organizzazione didattica, le materie di studio, l'educazione civica, lo studio della storia delle religioni, le metodologie di valutazione dell'apprendimento e lo stato giuridico del personale scolastico delle scuole inferiori e medie

ac-la previdenza sociale

§ 2 In tali campi la legislazione federale prevale su quella provinciale solo sotto il profilo dei principi generali, altrimenti prevale la legislazione provinciale

§ 3 La leggi federali di cui a questo articolo, ove soggette al veto del Senato Federale devono essere approvate con maggioranza dei 2/3.

 

D-57 Legislazione esclusiva della Provincia La Provincia ha legislazione esclusiva nel campo:

a- delle circoscrizioni distrettuali.

b-di fiere e mercati di importanza Provinciale

 

D-58 Competenze residue La Provincia è legislativamente competente in ogni materia non diversamente stabilita, nell’ambito dei principi generali statuiti dalla legislazione federale.

In tale ambito Provincia e Circondario hanno legislazione concorrente sulle norme di dettaglio riguardanti:

a-artigianato

b-formazione professionale

c-assistenza e servizi scolastici

d-la tutela della famiglia, dei minori e della maternità

e-il sostegno economico alle famiglie, ai malati, agli invalidi ai disoccupati, l’assegno di maternità o paternità

f-ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dal Circondario

g-l’assistenza agli ammalati, ai carcerati, ai bisognosi, agli invalidi, agli anziani, ai minori ed alle persone trovantesi in situazioni di disagio o minorità sociale

h-il recupero sociale ed umano degli alcool o tossico-dipendenti, dei delinquenti, degli ex carcerati

l-turismo ed industria alberghiera

m-di assistenza sanitaria ed ospedaliera

 

D-59 Legislazione esclusiva del Circondario Il Circondario ha legislazione esclusiva nei seguenti campi:

a-polizia locale

b-fiere e mercati di importanza locale

c-viabilità locale

 

D-60 Legislazione territorialmente delegata § 1 La Federazione può demandare alle Province la legislazione di dettaglio su materie di sua competenza esclusiva.

§ 2 La Provincia può demandare ai Circondari la legislazione di dettaglio su materie di sua competenza esclusiva.

§ 3 La Provincia può demandare ai Circondari la legislazione di dettaglio su materie demandate dalla Federazione solo se la legge federale lo permetta.

 

D-61 Decreti legislativi § 1 La Camera dei Rappresentanti del Popolo, federale o provinciale, può delegare al presidente su istanza dello stesso, o, su proposta del presidente, all'edile o al console, la legislazione ordinaria, con apposita legge, indicando tassativamente le materie su cui legiferare ed i principi ispiratori.

§ 2 La delega non deve subire la votazione preliminare.

§ 3 Il Senato federale, nelle materie di sua competenza, deve anch’esso approvare la legge delega.

§ 5 L'edile può essere delegato a legiferare solo nelle materie ambientali ed il console solo in quelle penitenziaria, della sicurezza, dell'ordinamento e degli uffici giudiziari, delle professioni notarili o forensi, del diritto penale e della procedura processuale.

§ 6 La legge delegata, se legiferata dall'Edile o dal Console, deve essere controfirmata dal Presidente a pena di nullità.

 

D-62 Procedimento speciale di riforma § 1 La Camera dei Rappresentanti del Popolo federale, può delegare, su istanza del presidente, la legislazione di competenza monocamerale, con apposita legge, ad una commissione, indicando tassativamente le materie su cui legiferare ed i principi ispiratori.

§ 2 La commissione è formata da 25 membri.

Di questi membri:

  1. 5 sono nominati dal Presidente
  2. 20 sono nominati dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo con metodo proporzionale in base a liste presentate da almeno 20 membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo e contenenti dieci nomi; ogni parlamentare può esprimere tre preferenze

d-il presidente della commissione è nominato dal Presidente federale o provinciale, che può nominare se stesso

e- la carica di vice-presidente è ricoperta di diritto dal Console.

§ 4 Ad eccezione del presidente e del vice-presidente i membri devono essere tutti membri delle camere che li eleggono.

§ 5 Raggiunta la maggioranza assoluta su di un progetto definitivo, se il Presidente lo contro-firma, la legge è approvata.

§ 6 Si applica il comma 15 dell’art. x (protocollo D-49).

 

D-63 Decreti legge § 1 Il presidente, o, nelle materie ambientali, l'edile, con l'autorizzazione del presidente, possono emettere decreti legge in casi straordinari di necessità e d'urgenza.

§ 2 Quando, il presidente o l'edile adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione ala Camera dei Rappresentanti del Popolo che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

§ 3 I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.

§ 4 La Camera dei Rappresentanti del Popolo può tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti

§ 5 Nei casi di pubblica calamità l’Edile ha potere di emettere decreti legge anche senza l’autorizzazione del Presidente e detti decreti dureranno finché la Camera dei Rappresentanti del Popolo non decreti la fine della loro vigenza o la fine dello stato di calamità; l’Edile, in tal caso, potrà chiedere alla Corte Costituzionale, con decreto d’urgenza, di prolungare lo stato di calamità, ove ve ne sia improrogabile necessità.

§ 6 Non sono ammessi decreti legge nelle materie di legislazione bicamerale.

 

D-64 Referendum § 1 È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, federale, provinciale o circondariale quando lo richiedano l' l % degli elettori.

§ 2 Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto.

§ 3 La proposta soggetta a referendum è approvata se almeno il 40% degli elettori si sia espressa con voto valido e se è raggiunta la maggioranza dei voti.

§ 4 La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

 

D-65 Ambiti legislativi statutari Nelle materie regolate dallo Statuto si può legiferare solo con emendamenti ed aggiunte allo Statuto.

Le leggi di completamento allo Statuto sono raccolte nella parte IX dello Statuto, i Paralipomeni.

 

D-66 Ambito territoriale delle norme Ordinariamente le norme federali prevalgono su quelle provinciali che prevalgono su quelle circondariali.

 

D-67 Specialità giuridica delle norme Le norme dichiarate speciali derogano quelle ordinarie anche successive, se non espressamente abrogate.

 

D-68 Ordine temporale delle norme Le norme successive derogano le norme precedenti.

 

D-69 Specialità logica delle norme Le norme particolari ed eccezionali derogano quelle ordinarie contemporanee.

 

D-70 Interpretazione delle norme § 1 L'interpretazione delle norme è regolata dalla Costituzione.

§ 2 I criteri legittimi di interpretazione delle norme sono, in ordine gerarchico:

a-l'interpretazione conforme alla lettera della Costituzione

b-l'interpretazione conforme alla giurisprudenza costituzionale

c-l'interpretazione conforme ai principi della Costituzione

D-l'interpretazione conforme alla lettera di norma superiore

e-l'interpretazione conforme ai principi di norma superiore

f-l'interpretazione letterale

g-l'interpretazione logico-sistematica

h-l'interpretazione storico-sistematica

§ 3 Si intende per interpretazione letterale l'interpretazione secondo il significato proprio delle parole, in base alle regole sintattiche e grammaticali.

§ 4 Ove un lemma abbia significato diverso secondo la definizione tecnico-giuridica e secondo quella comune, prevale la definizione tecnico giuridica, ove la norma palesemente non appaia derogarvi.

§ 5 L'interpretazione logico-sistematica si avvale, in ordine gerarchico, dei seguenti criteri:

a- il dettato normativo deve essere interpretato in modo in cui abbia un significato logico

b-il dettato normativo deve essere interpretato in modo conforme ai principi generali del diritto

c-il dettato normativo deve essere interpretato in modo che non vi siano antinomie del diritto

D-il dettato normativo deve essere interpretato in modo che i principi previsti dalle diverse disposizioni di legge siano armonizzati, in conformità alla gerarchia dei principi costituzionali.

§ 6 Sono lingue ufficiali della federazione: latino, creolo-lunare, creolo-marziano, inglese, cinese mandarino, spagnolo, arabo, hindi, francese, tedesco, italiano, giapponese, portoghese, russo, catalano, olandese, polacco, ucraino, bielorusso, serbo-croato, romeno, bulgaro, greco, svedese, turco, kazaco, uzbeco, tagico, turkmeno, kirghizo, mongolo, ceco-slovacco, ungherese, ebraico, persiano, curdo, pashtun, armeno, georgiano, azero, sanscrito, swahili, ahmarico, fula, yoruba, shona, zulu, xhosa, kinyarwanda, akan, chichewa, quechua, coreano, urdu, bengali, assamese, orisy, punjabi, konkani, sindhi, indonesiano, malese, birmano, tailandese, vietnamita, gujarati, marathi, kannada, tamil, malayalam, telugu, filippino ed, a livello locale, (omissis: l'elenco completo comprende 159 idiomi).

§ 7 Di tutti i testi nomativi è fornito un archetipo in creolo-lunare per dirimere ogni discrasia linguistica[7].

§ 8 L'interpretazione storico-sistematico è l'interpretazione conforme all'evoluzione storica dei principi del diritto lunare, e prima di esso, del diritto europeo, e, prima di esso, del diritto romano.

§ 9 Qualora nessuna norma regoli una fattispecie su cui si debba, necessariamente, giudicare, si applicano le norme che hanno ragione giuridica maggiormente affine, ed, in mancanza, i principi generali del diritto applicati secondo equità.

 

D-71 Attività proibite § 1 Non possono svolgere attività imprenditoriali, libero professionali o attività come subordinato o para-subordinato, né esercitare altre cariche pubbliche o in società a scopo di lucro private, al di fuori della loro attività istituzionale, tutti coloro che esercitino cariche di alta rilevanza istituzionale.

§ 2 I membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo e del senato federale e provinciale ed i membri dell'assemblea circondariale possono svolgere tuttavia attività di giornalista ed editorialista; tutti coloro che esercitino cariche di alta rilevanza istituzionale possono divulgare l'opera del loro ingegno.

§ 3 Coloro che assumano cariche di alta rilevanza istituzionale sono collocati in aspettativa senza retribuzione né versamento di contributi né altri benefici d’impiego, ove siano subordinati o parasubordinati a tempo indeterminato, pubblici o privati, mentre ove esercitino un impiego subordinato o para-subordinato a tempo determinato, ne decadono.

§ 4 Coloro che assumano cariche di alta rilevanza istituzionale e che esercitino altre cariche pubbliche di alta rilevanza istituzionale, cariche pubbliche elettive, carica di magistrato inquirente, giudicante o censorio anche militare, ovvero cariche in società a scopo di lucro private, ne decadono.

§ 5 I ministri di culto non possono assumere cariche elettive o di alta rilevanza istituzionale.

 

D-72 Indegnità § 1 Nessuno può assumere cariche di alta rilevanza istituzionale ove sia stato condannato con sentenza definitiva per un reato doloso o colposo contro la persona, la famiglia, la dignità umana, la pietà pubblica e privata, la salute o l’ambiente punito nel minimo con almeno 2 anni di reclusione o con l’ergastolo, ovvero per altro reato doloso punito nel minimo con tre anni di reclusione o con l’ergastolo, ovvero sia stato sottoposto, con sentenza definitiva, a misura di prevenzione per un quasi reato costituente fatto di pericolo sociale per la persona, la salute, l’ambiente, la sovranità dello Stato o l’ordine pubblico.

§ 2 Ove la persona esercente cariche di alta rilevanza istituzionale incorra in un’indegnità di cui al comma primo decade di carica.

§ 3 2 Ove la persona esercente cariche di alta rilevanza istituzionale sia condannata con sentenza non definitiva per un reato doloso di lesa maestà, ossia ad un reato contro l’ordine costituzionale dello Stato, contro la personalità dello Stato, ovvero legato alla partecipazione od al favoreggiamento di associazioni terroristiche, mafiose od eversive, ovvero per un per un reato doloso o colposo contro la vita, la libertà, la sicurezza, l’integrità fisica, mentale o psicologica, l’integrità psico-fisica nella sfera sessuale, la dignità umana, la salute o l’ambiente, od altro reato doloso di natura violenta, puniti nel minimo con almeno 5 anni di reclusione o con l’ergastolo, ovvero sia stato sottoposto per sentenza a misura di prevenzione per un quasi reato costituente fatto di pericolo sociale per la persona, la salute, l’ambiente, la sovranità dello Stato o l’ordine pubblico è sospeso automaticamente dalla carica fino alla definizione del processo.

§ 4 La Corte Suprema in seduta plenaria è chiamata a decidere sulle cause di indegnità, incapacità o decadenza da cariche di alta rilevanza istituzionale.

 

D-73 I Partiti Politici ed il loro finanziamento § 1 Le donazioni a movimenti politici sono nulle ove:

a-superino, nel loro ammontare, il limite di legge

b-superino, ove sommate a donazioni precedenti nello stesso anno allo stesso o a diversi movimenti politici, il limite di legge.

§ 2 Ai fini di questo articolo sono equiparate alle donazioni le remissioni di debito, salvo che effettuate per concordato legale col creditore o coi creditori in sede esecutiva, in caso di insolvenza, ed i beni od i servizi forniti in favore del movimento a meno dei 1/2 od a questo pagati per più del 150% degli ordinari prezzi di mercato.

§ 3 Le donazioni a movimenti politici hanno, su base provinciale, i seguenti limiti:

a-per semplici sovventori 20'000 sl. (10'000 €)

b-nel caso di sovventori iscritti al movimento, 500'000 sl. (250'000 €)

c-nel caso di sovventori iscritti al movimento, assurti a cariche elettive ovvero dirigenti del movimento stesso, 5’000'000 sl. (2’500'000 €)

§ 4 E’ nulla l’iscrizione ad un movimento politico, ove effettuata contemporaneamente all’iscrizione ad un movimento diverso, ovvero per coloro che risultino già iscritti ad un diverso movimento politico.

§ 5 La libertà di dare le dimissioni da un movimento politico non è limitabile.

§ 6 Ai fini di liberalità o successioni, i club e le associazioni federate con un movimento politico o ad esse istituzionalmente legate sono considerati organi dello stesso.

§ 7 I movimenti politici, onde concorrere alle elezioni ed avere lo status di movimento politico, devono essere iscritti all’apposito registro federale; l’iscrizione è libera e non soggetta a limitazioni o permessi.

§ 8 Le donazioni a movimenti politici non sono soggette agli ordinari casi di revoca per legge, ma solo, nel caso, a riduzione per lesione dei diritti degli eredi legittimari. Si hanno per non scritti eventuali termini, condizioni o clausole di revoca.

§ 9 Le donazioni propriamente dette a movimenti politici devono essere sempre effettuate per atto scritto e previa presentazione di quietanza. Non è necessario l’atto solenne. Il contratto deve essere conservato negli appositi registri del partito, per almeno 50 anni.

§ 10 Gli iscritti a movimenti politici hanno l’obbligo di pagare annualmente 60 sl. (30 €) di contributo, aumentato a 90 per eventuali soci sovventori ed a 300 per i membri eletti. Facendo riferimento ad un reddito medio di 50'000 sl. (25'000 €), è possibile aumentare il contributo fino a 20 volte in relazione al reddito dichiarato ai fini fiscali. E’ inoltre possibile per partiti e movimenti politici esigere una quota non superiore al 15% sulle retribuzioni lorde dei propri membri eletti o nominati politicamente a cariche pubbliche retribuite, deducibile dall’imponibile.

§ 11 L’unica forma di rimborso elettorale è il contributo forfetario federale pari a 100 sl. (50 €) per ogni firma di presentazione della lista.

§ 12 Le donazioni e le contribuzioni a movimenti politici danno diritto ad un credito di imposta pari al 30%.

§ 13 Le attività imprenditoriali di autofinanziamento occasionale o periodico di movimenti politici sono esenti da imposizione diretta ed indiretta.

§ 14 Le liberalità ed i lasciti successori di qualunque genere a movimenti politici sono esenti da imposizione diretta.

§ 15 Non sono ammesse forme di finanziamento o favore economico ai movimenti politici, diretti od indiretti, pubblici o privati, diverse da quelle regolate dal presente articolo. Nel caso di illecito finanziamento privato, ancorché permesso da legge illegittima, il colpevole sarà punito con la pena prevista per la corruzione di pubblico ufficiale per atti contrari ai doveri d’ufficio, diminuita obbligatoriamente di 1/3, nel caso di illecito finanziamento pubblico, ancorché garantito da legge illegittima, con la pena prevista per il peculato diminuita obbligatoriamente di 1/3.

 

D-74 (Bandiera e Inno) La bandiera federale approvata dall’Assemblea Costituente il 4 febbraio 2165 è la bandiera nazionale, l’inno “Si sol tuus” sulle note del Preludio al Te Deum di Marc Antoine Charpentier, l’inno ufficiale[8].

 

 

Dalla Parte V Sul Diritto Penale

 

 

E-1 Natura dell'illecito penale § 1 Costituisce illecito giuridico la violazione o la messa in pericolo di un bene giuridico tutelato dall’Ordinamento.

§ 2 Costituisce fatto di reato l’illecito giuridico commesso in violazione di una legge penale.

§ 3 Costituisce reato il fatto di reato commesso colpevolmente.

 

E-2 Legittimità dei reati e delle pene § 1 Nessuno può essere imputato di un reato o sottoposto a pena se il fatto commesso non sia espressamente, chiaramente e tassativamente previsto come reato da una legge valida al momento della commissione.

§ 2 Sono giudicati anche i fatti commessi all’estero nei casi previsti dalla legge ed in caso di violazione dei diritti e della dignità umana.

§ 3 Ai fini penali deve intendersi come legge la legge federale comunque prodotta, oppure una norma di rango superiore, salvo che nei casi in cui la legge costituzionale non attribuisca espressamente valore alla legge provinciale o circondariale.

 

E-3 Principio di tassatività § 1 La legge deve prevedere tassativamente la condotta o l’evento che costituiscono reato e le eventuali circostanze aggravanti.

§ 2 Ogni elemento atto a costituire, individuare nei suoi elementi qualitativi e quantitativi, modificare, estinguere, scriminare o costituire causa di esclusione del reato, della pena o della procedibilità, o di qualsiasi altra sanzione anche amministrativa, devono, di per sé stessi, poter essere oggettivamente provati in tribunale e non essere passibili di valutazioni meramente soggettive non verificabili.

§ 3 Le norme di cui è imposta la tassatività non possono essere estensivamente o analogicamente interpretate.

§ 4 Qualora il fatto di reato consista in un evento di danno o di pericolo, ove l’evento sia sufficientemente circoscritto, non sarà necessario che la condotta causante sia del pari tassativamente individuata, ma dovrà comunque consistere in un’azione od omissione antigiuridica.

 

E-4 Tassatività delle pene La legge deve prevedere tassativamente la qualità e la quantità delle pene irrogande, le modalità della loro esecuzione e le circostanze che potrebbero modificare questi aspetti.

 

E-5 Effetti della depenalizzazione Se un fatto costituente reato sia stato depenalizzato da legge successiva cessa ogni imputabilità per essi e si estinguono le pene e tutti gli effetti legali che ne discendono, tranne che nel caso in cui la legge sia legge temporanea o speciale; ove il fatto di reato sia trasformato in illecito amministrativo, la legge federale potrà prevedere la conversione della sanzione penale in una sanzione di tipo amministrativo.

 

E-6 Successione di leggi nel tempo § 1 Nel caso di successione di leggi penali o di norme diverse integratrici del precetto penale a norma dell'art. 8 ( e-8), diverse nel tempo, si applicherà quella più favorevole al reo, salvo, ove non derogato da legge costituzionale, l’intangibilità di sentenza o decreto di condanna irrevocabili, e tranne che nel caso in cui la legge sia legge temporanea o speciale.

§ 2 Se crimini o delitti puniti con pena detentiva siano declassati, dopo la condanna definitiva, a reati non puniti con pena detentiva, sarà, condonata automaticamente la pena detentiva non espiata alle condizioni di legge, tranne che, se diversamente non stabilito dalla nuova legge, nel caso in cui la legge incriminatrice sia legge temporanea o speciale o il reo si sia sottratto od abbia tentato di sottrarsi illegittimamente all’applicazione della pena.

§ 3 La previsione di reato non si applica qualora sia la condotta che il reato non si siano perfezionati durante la vigenza delle norme che lo dispongono.

§ 4 In caso di successione di diverse leggi penali che prevedano uno stesso reato o di altre norme integratrici del precetto penale a norma dell'art. 8 [ e-8], tra il momento in cui si è perfezionata la condotta e quello della consumazione del reato, prevale la norma più favorevole al reo, ancorché siano in gioco sia leggi ordinarie che leggi temporanee e speciali.

 

E-7 Declaratoria di incostituzionalità di norme penali § 1 Nel caso in cui la Corte Suprema dichiari l'incostituzionalità di un reato, la depenalizzazione avrà effetto retroattivo.

§ 2 Del pari ove essa dichiari l’incostituzionalità di una scriminante, di un'immunità, di un'omissione della legge o di altra causa di esclusione del reato o della pena, se l’incostituzionalità sia dovuta alla contrarietà all’ordine pubblico costituzionale del contenuto della norma e il reato riguardi la violazione di diritti umani, dei diritti politici del cittadino, di interessi collettivi posti a tutela dei diritti dell'uomo, o sia un reato di lesa maestà, la caducazione avrà effetto retroattivo per i reati per i quali non sia già stata emessa sentenza definitiva; in ogni altro caso l’abrogazione per incostituzionalità può essere chiesta solo dal Senato federale o provinciale a norma dell’art. 93 della parte VI dello Statuto ( F-28) e non ha effetto retroattivo.

 

E-8 Norme integratrici della norma penale Possono integrare la fattispecie penale norme aventi rango di legge, o superiore a quello della legge, anche non penali, purché aventi carattere di tassatività e purché sia rispettato il divieto di irretroattività.

 

E-9 Dati tecnici La determinazione di fattori a carattere tecnico non giuridico può essere rimessa alla determinazione di regolamenti, se tale scelta sia sostitutiva di una qualificazione comunque determinabile, ma soggetta a discrezionalità tecnica, di detti fattori da parte del tribunale o di periti da esso nominati.

 

E-10 Decreto legge Allorché la previsione di un reato contenuta da un decreto legge sia confermata dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo in sede di conversione con delle modifiche, si potrà avere successione di leggi penali a norma dell’articolo 6; in ogni altro caso le norme penali sia favorevoli che sfavorevoli al reo non confermate saranno abrogate con effetto retroattivo. Colui però, che abbia commesso un reato attenuato o depenalizzato da norma del decreto legge non confermata, beneficerà della normativa favorevole per i reati perfezionati in modo esclusivo durante la vigenza del decreto stesso, salvo intervento della Corte Suprema a norma dell’art. 7 ( e-7).

 

E-11 Estradizione § 1 L'estradizione non può essere concessa nel caso in cui non sia prevista da trattati internazionali, nel caso in cui l'atto di incriminazione o la decisione sul merito del reato, anche se di assoluzione, siano o possano essere viziate da discriminazione ingiusta a norma dell’art. 4 della parte I dello Statuto [ a-4], o non vi sia stato o non possa comunque essere garantito un giusto e regolare processo ed infine nel caso in cui la previsione del reato, la pena, la previsione di circostanze o scriminanti, le modalità anche concrete di esecuzione della pena, le norme o la prassi processuali od altri aspetti fondamentali del diritto sostanziale o della procedura siano incompatibili con la Costituzione o lo Statuto.

§ 2 Non è ammessa l’estradizione per reati di lesa maestà o motivati da ragioni politiche verso Stati ad ordinamento non democratico, ma ciò non impedisce che detti reati possano essere giudicati all’interno dello Stato, ove la giurisdizione sia prevista e siano stati violati i diritti umani, la pubblica salute o l’ambiente, ovvero il fatto sia stato commesso nell’ambito di organizzazioni terroristiche o mafiose, col loro supporto o per il loro vantaggio.

§ 3 L’autorizzazione al transito con prigionieri da parte di autorità straniere è equiparata all’estradizione.

§ 4 L’estradizione non può essere concessa se il reato sia già stato giudicato nello Stato e sia stata emessa sentenza anche non definitiva.

 

E-12 Riconoscimento delle sentenze straniere Non possono essere riconosciute sentenze straniere contrarie, nel contenuto, all’ordine pubblico costituzionale ed ordinario interno, né le sentenze emesse a seguito di processo ingiusto od irregolare, ovvero viziate da motivazioni di discriminazione ingiusta a norma dell’art. 4 della parte I dello Statuto ( a-4)

 

E-13 Principio di offensività § 1 Tutti i reati devono consistere nella lesione o nella messa in pericolo, almeno potenziale, di un interesse giuridicamente tutelato di rilevanza costituzionale.

§ 2 Tale interesse può consistere nella tutela diretta di una situazione soggettiva dell’individuo o dello Stato, oppure nella protezione indiretta ed eventuale dei diritti della persona attuata attraverso la tutela di interessi collettivi ritenuti rilevanti nell’ordinamento democratico.

§ 3 Si intendono tutelati costituzionalmente, in particolare, i diritti fondamentali della persona, con particolare attenzione ai diritti dei fanciulli e delle altre persone psicologicamente, fisicamente o socialmente più deboli, la pietà, la correttezza la solidarietà ed il rispetto all'interno della famiglia o tra persone che hanno vita comune, la pietà verso i defunti o la patria, la dignità umana, attraverso il rispetto dei principi costituzionali di etica medica e scientifica e la repressione dei crimini contro l’umanità, la sicurezza nazionale, l'integrità della legalità e della libertà pubblica all'interno dello Stato e della società democratica, la tutela dei diritti politici, la sopravvivenza, l'incolumità, la salute e la sicurezza pubbliche, la pace interna ed internazionale, l’ordine pubblico internazionale, l'onore ed il rispetto verso le religioni e le identità etniche, familiari, culturali ed ideologiche, il patrimonio pubblico e privato, la correttezza negli affari, i diritti dei risparmiatori e dei consumatori, la tutela della concorrenza, la correttezza nell'accesso al credito, la tutela del territorio, dei beni di importanza culturale, dell'ambiente, del ragionevole diritto degli animali ad un trattamento compassionevole, delle esigenze fiscali e l'ottemperamento ai legittimi obblighi pubblici.

§ 4 Il bene giuridico offeso da un reato è considerato in base all’effettiva lesione o messa in pericolo evidenziati dalla norma; ove un reato sia pluri-offensivo ed, in relazione al diverso oggetto, debba subire una ricognizione giuridica diversa, si considera offensivo del bene giuridico più importante, ovvero nell’ordine, contro la persona, l’ambiente, la salute e la dignità umana, contro lo Stato ed infine contro ogni altro bene giuridico tutelato dall’ordinamento; ove in base al bene giuridico leso la Costituzione preveda una giurisdizione speciale, prevale la giurisdizione speciale.

 

E-14 Motivazioni politico-ideologiche § 1 Le motivazioni politiche-ideologiche del reato, salvo diversa norma costituzionale, sono indifferenti e tutti i reati, anche quelli contro lo Stato e quelli in cui la motivazione sia l’eversione o la lesione dei diritti politici, sono reati comuni.

§ 2 In caso di reato motivato da razzismo, odio politico od ingiusta discriminazione, il motivo politico-ideologico, lungi dall’attenuare il reato, costituisce motivo abbietto.

 

E-15 Principio di personalità del reato Nessuno può essere sottoposto a pena se non in seguito al perfezionamento di un reato la cui commissione sia a lui personalmente e colpevolmente imputabile

 

E-16 Causalità omissiva Non impedire un evento che si debba impedire, per obbligo giuridicamente rilevante, equivale a cagionarlo.

 

E-17 Esercizio di un diritto Non è rimproverabile del reato colui che l'abbia compiuto nell'esercizio di un diritto o di una facoltà riconosciuta dall'ordinamento, ovvero, così come regolato per legge e con i giusti limiti di diritto, in base a legittima difesa o stato di necessità.

 

E-18 Fatti consentiti da legge provinciale e circondariale § 1 Se una legge provinciale o circondariale preveda in modo legittimo che un dato comportamento sia consentito, questo non può costituire condotta illecita, né, di per sé solo, presupposto di colpa.

§ 2 Se una legge federale preveda in modo legittimo che un dato comportamento sia consentito, questo non può costituire condotta illecita, né, di per sé solo, presupposto di colpa in base a contravvenzioni provinciali.

§ 3 Se dette leggi siano successive a quella incriminatrice si applicherà l’art. 6.( e-6)

§ 4 In ogni altro caso la legge provinciale e circondariale può estinguere reati federali solo nel caso in cui la legge federale stessa lo consenta.

 

E-19 Attività sanitaria § 1 Non è punibile l'operatore sanitario che agisca peritamente e nel rispetto delle norme di deontologia professionale al fine di salvare la vita del paziente o di evitargli maggiori danni alla salute.

§ 2 Il medico deve informare il paziente delle caratteristiche, dei pericoli e delle probabilità di guarigione offerte da operazioni e terapie, in relazione alle patologie sofferte ed al suo stato di salute.

§ 3 Il medico, avuto riguardo per il naturale discernimento del paziente, deve informare anche il paziente minore o incapace.

§ 4 Il medico non può eseguire determinate terapie od operazioni che sa dannose nemmeno se volute dal paziente.

§ 5 Il medico non può agire contro la volontà del paziente maggiorenne o minore di età superiore ai sedici anni che appaia naturalmente capace, a meno che il trattamento sanitario non sia necessario per evitare contagi o altri danni alla salute, all’incolumità e alla sicurezza pubblica.

§ 6 Il medico può agire in assenza di consenso se il paziente non possa esprimerlo e se vi sia urgenza di salvargli la vita o di evitargli più gravi danni alla salute.

§ 7 Qualora non vi sia urgenza ed il paziente non abbia la capacità naturale di esprimere consenso questo dovrà essere dato dall'esercente potestà o tutela, o, in mancanza, dal familiare più prossimo; il medico potrà contestare il rifiuto davanti al presidente del tribunale della famiglia, che deciderà entro 24 ore se ammettere o meno il trattamento sanitario.

§ 8 Neanche in caso di assoluta urgenza il medico potrà ignorare la volontà contraria del paziente, ma potrà ignorare quella degli esercenti potestà o tutela o dei familiari, se non sia adeguatamente giustificata.

§ 9 Per agire su pazienti di età minore, occorrerà sia il consenso dell'esercente potestà o tutela che quello del minore di età superiore ai 14 anni.

§ 10 In caso di contrasto prevarrà la volontà del minore, o, in difetto, quello del genitore affidatario in modo prevalente.

§ 11 In caso di necessità e di urgenza potrà essere ignorata sia la volontà del minore di età inferiore ai sedici anni che dell'esercente potestà o tutela.

§ 12 Non si intende giustificato il motivo etico-religioso se non corrisponda alla volontà presunta del paziente in età superiore ai sedici anni.

§ 13 Si intendono per familiari più prossimi, nell'ordine:

a-il coniuge non separato

b-i figli naturali ed adottivi, maggiorenni

c-i genitori naturali

D-i genitori adottivi

f-i discendenti naturali maggiorenni, in ordine di grado

e-gli ascendenti naturali, in ordine di grado

g-i conviventi

h-i fratelli germani ed i fratelli unilaterali ad essi equiparati per legge

i-gli altri fratelli unilaterali

l-le altre persone ammesse per legge federale

§ 14 In assenza di prossimi congiunti deciderà il presidente del tribunale.

§ 15 L'interruzione di gravidanza è ammessa solo se necessaria per evitare la morte o una lesione grave o gravissima della salute della madre, ma si dovrà cercare di salvaguardare, ove possibile, anche la vita del feto o dell'embrione.

§ 16 In ogni caso non si potrà agire per l'interruzione di gravidanza contro la volontà della donna che abbia capacità naturale.

§ 17 E' ammesso, per gravi motivi, il trasferimento dell'embrione o del feto in utero artificiale.

§ 18 Si intenderà per giuridicamente defunta la persona irreversibilmente incapace di esprimere attività cerebrale.

§ 19 Non vi è obbligo di continuare le cure di carattere medico necessarie alla perpetuazione in vita se non vi sia la possibilità ragionevole di salvare il paziente, di migliorarne le condizioni o di assicurargli una sufficiente qualità della vita. Ove possibile, il paziente dovrà essere informato e dare il proprio consenso. Si dovrà comunque operare onde rendere più dignitosa e meno dolorosa la morte del paziente.

§ 20 Si intendono per cure mediche in senso stretto:

a-la somministrazione di farmaci medici, ovvero di principi attivi atti a curare una patologia e pericolosi od inutili per persone non portatrici di detta patologia

b-il trapianto di organi artificiali o naturali

c-la somministrazione di terapie invasive, ossia comportanti dolore, sacrificio o sostituzione artificiale di funzioni corporali non tipicamente volontarie e coscienti

§ 21 E' lecito, nel rispetto della volontà del paziente, se questo presenti una malattia mortale e dolorosa, somministrare farmaci anti-dolorifici, anche se cagionino concretamente una diminuzione della durata della vita, purché in maniera non macroscopica, ovvero una diminuzione della capacità psico-fisica, nel limite dell'indispensabile, nel rispetto della dignità del paziente.

§ 22 Non è ammessa la sperimentazione medica su persone nate o concepite se non sia finalizzata e ragionevolmente, potenzialmente, atta a salvaguardarne la salute, nel rispetto delle norme di deontologia medica.

§ 23 Non è ammessa alcuna forma di eugenetica. La clonazione di persone, e, salvo che sia finalizzata ad eliminare malattie genetiche, la modifica genetica di esseri umani, anche solo concepiti o concepturi, sono sempre vietati.

§ 24 La riproduzione medicalmente assistita è regolata dalla legge onde tutelare i diritti della madre e del concepturo. Non è mai ammessa allorché le tecniche usate comportino la probabile morte di embrioni o pericoli per la madre e qualora si concretizzino pericoli di abbandono ed abuso del concepturo a norma dell’art. x (protocollo a-41).

§ 25 Non è ammesso l’uso di terapie psichiatriche che violino il libero arbitrio, i diritti, e la dignità del paziente o che ne violentino la personalità, ovvero l’uso della psichiatria per fini di controllo o di condizionamento di carattere politico, sociale, ideologico od etico, per plagio, ovvero per fini diversi dalla cura di patologie mentali; si intendono patologia mentale i processi mentali onde:

a-sia causata assenza o diminuzione di intendere e percepire la realtà, di volere e di interagire con gli altri

b-sia reso impossibile osservare nei confronti dei familiari e di ogni altro essere umano solidarietà e pietà

c-sia causata la pulsione a ledere i diritti altrui o la civile convivenza o a commettere fatti che portino a questo risultato

d-sia causata la pulsione a comportamenti di autolesionismo, ovvero che siano causa, di per se stessi, e non a causa dell'atteggiamento altrui, di mancata o insufficiente elaborazione psicologica ed esistenziale o auto-accettazione, di intollerabile sofferenza per l'individuo; le difficoltà, le imperfezioni e le contraddizioni esistenziali dell’essere umano non costituiscono patologia: esse sono parte integrante e necessaria della vita, dell’identità e della dignità delle persone, e devono essere oggetto di un processo di elaborazione ed accettazione che consenta una vita libera, onesta e dignitosa, e devono essere accompagnate, se del caso, da un supporto psicologico, filosofico e spirituale.

§ 26 Il consenso al trattamento sanitario è sempre revocabile; qualora però il consenso ad un trattamento sanitario legittimo e legittimamente operato, necessario alla cura di patologie ovvero di alcool o tossico-dipendenza, sia revocato in presenza di stati di alterazione mentale dovuti alla patologia od agli effetti inevitabili della terapia, e si possa ritenere che, tornato il paziente alla lucidità, detta revoca non sarà confermata, l’operatore sanitario che abbia portato avanti la terapia non sarà punibile.

§ 24 E’ vietata ogni forma di commercio delle capacità riproduttive e delle adozioni e, del pari, ogni forma di commercio di parti del corpo vivente e del patrimonio genetico.

 

E-20 Limiti della pena § 1 Le pene, le misure di sicurezza, le misure di prevenzione e le misure cautelari sia nella loro previsione teorica che nella loro concreta applicazione, non possono mai comportare la violazione del diritto alla vita, all'integrità fisica, mentale, morale, psicologica, sessuale ed al libero arbitrio od altri trattamenti offensivi della dignità e dei diritti fondamentali del condannato.

§ 2 Solo la legge penale può consentire sanzioni o misure di sicurezza privative della libertà, ovvero la confisca generale dei beni.

§ 3 La legge stabilisce i limiti della discrezionalità del giudice anche nell'applicazione e quantificazione di circostanze attenuanti sia specifiche che generiche e nel bilanciamento di circostanze aggravanti e/o attenuanti.

§ 4 L’ergastolano non più socialmente pericoloso ottiene la libertà secondo legge decorsi non meno di 25 anni e non più di 33, aumentabili fino a 40 in caso di commissione di reati violenti onde sfuggire all’arresto.

§ 5 Il carcere duro è applicabile solo ai detenuti socialmente più pericolosi.

 

E-21 Scopi della pena § 1 La pena deve essere giusta e proporzionata alla gravità oggettiva del fatto di reato.

§ 2 Gli scopi della pena sono:

a- l'intimidazione a non commettere reati

b-La risocializzazione del condannato

c-La neutralizzazione delle persone socialmente pericolose

§ 3 Le misure di risocializzazione del condannato devono essere rispettose dei diritti dello stesso e del suo diritto alla dignità ed alla libertà morale.

 

E-22 Necessità della pena § 1 Salvo il caso di prescrizione, non esistono forme di estinzione del reato o della pena diverse dall'espiazione, salvi i casi costituzionalmente previsti.

§ 2 È possibile estinguere il reato ponendo rimedio al danno esplicato od adempiendo, sia pure in ritardo, gli obblighi disattesi, nei casi e con le modalità espresse dalla legge.

§ 3 È possibile una definizione anticipata della pena, se il condannato abbia risposto positivamente alle finalità risocializzanti.

 

E-23 Natura delle contravvenzioni § 1 Le contravvenzioni sono illeciti quasi penali; ad esse si applica la normativa costituzionale ed ordinaria sui reati, in quanto compatibile e non derogata.

§ 2 Le pene contravvenzionali sono irrogate dall'autorità di pubblica sicurezza competente per legge, ma possono essere contestate entro 30 giorni presso il giudice di pace penale, che deciderà con decreto di condanna motivato non appellabile; in pendenza di tale termine la pena non è esecutiva.

§ 3 Le contravvenzioni non possono comportare pena detentiva o limitativa della libertà personale.

 

E-24 Amnistia o indulto di riconciliazione nazionale L'indulto o l'amnistia possono essere concessi, solo col voto dei 2/3 dei membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo federale e del Senato Federale, per reati di guerra, una volta cessato il conflitto o la guerra civile, per fini di riconciliazione nazionale eccettuando:

a- reati contro la dignità umana o comunque contro l'umanità

b-reati commessi con crudeltà o sevizia

c-reati commessi contro civili o prigionieri

d-reati contro l'ambiente o la salute

 

E-25 Amnistia od indulto per mutamento di legislazione § 1 Salvi i casi di cui all'art. precedente, l'amnistia o l'indulto possono essere concessi, con legge ordinaria solo per i seguenti casi:

a- per reati temporanei, una volta finito il tempo della loro vigenza

b-per reati previsti da legge speciale, successivamente depenalizzati

c-per il solo caso di indulto, per crimini o delitti puniti con pena detentiva, declassati a reati non puniti con pena detentiva, ove il condono della pena non sia effetto automatico: in questo caso potrà essere permutata nella pena non detentiva la pena detentiva non scontata, alle condizioni di legge e nei limiti previsti per la nuova pena.

d-per il solo caso di indulto, se sia prevista da nuova legge pena massima inferiore, ove il condono della pena non sia effetto automatico potrà essere condonata la parte di pena eccedente i nuovi limiti

e-per il solo caso di indulto, se una nuova legge abroghi una pena accessoria o una pena interdittiva, ove il condono della pena non sia effetto automatico potrà essere condonata la pena abrogata

§ 2 La Provincia, con propria legge, può prevedere amnistie ed indulti per le proprie contravvenzioni, nei casi di cui al comma 1.

§ 3 Colui che si sia illegittimamente sottratto od abbia tentato illegittimamente di sottrarsi alla pena non può beneficiare di amnistia o di indulto.

 

E-26 Grazia § 1 È possibile la concessione della grazia, se il reo non sia socialmente pericoloso:

a- in virtù di meriti eccezionali civili o militari o di un eccezionale contributo alla crescita culturale o al progresso scientifico o tecnologico della nazione

b- in virtù di straordinaria urgenza umanitaria

c-subordinandone la concessione all'adempimento di servizi specifici per fini di eccezionale importanza per la collettività o la nazione

§ 2 La semi-grazia, che diminuisce o commuta in pena più lieve la pena principale, ma non può estinguere la diminuzione capitale, le pene accessorie e gli altri effetti civili e penali e le misure di sicurezza o prevenzione, può essere concessa ai collaboratori di Giustizia:

a- per necessità di combattere associazioni terroristiche, eversive, mafiose o criminali

b- onde assicurare alla Giustizia delinquenti di eccezionale pericolosità sociale

c-per evitare la commissione di reati gravi ovvero significativi e numerosi come regolato dalla legge penale.

§ 3 La grazia può essere piena, e ciò comporta la piena riabilitazione, o parziale.

 

E-27 Concessione della grazia La grazia è concessa dal Console, previo nulla osta del consiglio di grazia ed estingue la pena.

 

E-28 Consiglio di grazia Il consiglio di grazia è formato da nove persone, scelte dal console fra giuristi con almeno 20 anni di carriera come avvocati, magistrati o professori di materie giuridiche.

 

E-29 Legittimità delle misure di sicurezza e prevenzione § 1 Si possono applicare misure di sicurezza e di prevenzione solo nei casi previsti dalla legge per ragioni di sicurezza pubblica e solo in virtù di indizi gravi, precisi e concordanti di pericolosità sociale.

§ 2 Le misure possono avere carattere detentivo solo eccezionalmente, ove si concretizzi un gravissimo pericolo verso le persone, l’ambiente, la pubblica salute, o la democrazia, ovvero ove siano irrogate a persone non imputabili responsabili di fatti di reato ordinariamente puniti con pene detentive.

 

E-30 Principi generali del trattamento carcerario § 1 Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona.

§ 2 Il trattamento è improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni in ordine a nazionalità, razza e condizioni economiche e sociali, a opinioni politiche, a incolpevole stato personale e a credenze religiose.

§ 3 Negli istituti devono essere mantenuti l'ordine e la disciplina.

§ 4 Non possono essere adottate restrizioni non giustificabili con le esigenze predette o, nei confronti degli imputati, non indispensabili a fini giudiziari.

§ 5 I detenuti e gli imputati sono chiamati o indicati con il loro nome.

§ 6 Il trattamento degli imputati deve essere rigorosamente informato al principio che essi non sono considerati colpevoli sino alla condanna definitiva.

§ 7 Nei confronti dei detenuti deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l'ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi.

§ 8 Il trattamento è attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti.

§ 9 I detenuti hanno il diritto a mantenere i propri rapporti coi familiari, intendendo per familiari, in particolare, il coniuge, il convivente o il coabitante con cui abbia mantenuto significativi rapporti e gli ascendenti, i discendenti ed i fratelli anche adottivi; tale diritto può però essere limitato per coloro che, in relazione alla loro pericolosità sociale od alla commissione di reati di grave allarme sociale, siano sottoposti alla misura del carcere duro.

 

Dalla Parte VI

Sull’Ordinamento Giudiziario

 

F-1 Indipendenza della Magistratura La magistratura inquirente, giudicante o censoria, è indipendente da ogni altro potere dello Stato.

 

F-2 Autonomia dei magistrati § 1 I magistrati giudicanti, siano essi ordinari o censori, non sono soggetti a gerarchia.

§ 2 I presidenti di sezione e del tribunale, fatte salve le norme che regolano l'organizzazione delle procure, hanno compiti di ripartizione delle cause e di organizzazione degli uffici, secondo ciò che è demandato per legge.

 

F-3 Imparzialità dei magistrati § 1 I magistrati, inquirenti, giudicanti o censori, hanno il dovere dell’imparzialità.

§ 2 E’ vietato ai magistrati far parte di qualsivoglia partito o movimento politico o di un'organizzazione sindacale avente carattere politicamente orientato.

§ 3 Sono vietate le associazioni di magistrati aventi carattere manifestamente politico.

 

F-4 Incompatibilità con l’assunzione dello stato di magistrato Non possono divenire magistrati nemmeno onorari:

a-coloro che esercitino od abbiano esercitato cariche direttive in partiti o movimenti politici, oppure in associazioni sindacali politicamente orientate o che siano stati candidati in elezioni politiche per ricoprire cariche della Federazione, della Provincia, del Circondario.

b-Coloro che ricoprano od abbiano ricoperto:

1-la carica di presidente e vice presidente federale, provinciale o circondariale

2-la carica di console, edile o ministro federale o provinciale o assessore circondariale

3- la carica di vice ministro federale o provinciale, di alto ispettore federale o provinciale oppure sotto-assessore circondariale

4-la carica di presidente di azienda pubblica federale, provinciale e circondariale

5-la carica di assessore di azienda pubblica federale, provinciale e circondariale

6-la carica di membro dello staff delle persone di cui ai punti precedenti, se scelto per nomina politica e non per concorso

h-la carica di deputati e di senatori federali e provinciali o di membri di assemblee circondariali

c-i militari in servizio, salvo che per le corti militari

D-i membri del personale diplomatico di nomina politica

e-i ministri di culto

f-coloro che siano stati licenziati da impiego statale per grave inadempimento dei propri doveri

 

F-5 Carriera dei magistrati § 1 Tutti i magistrati devono essere reclutati per concorso.

§ 2 I futuri magistrati inquirenti o giudicanti devono svolgere un periodo di formazione comune.

§ 3 Entro i primi sette anni successivi al periodo di uditorato, sarà possibile, su autorizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura, il passaggio da una funzione all'altra. Successivamente non sarà più permesso.

 

F-6 Diritto al giudice naturale Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.

 

F-7 Unicità della Magistratura La magistratura, con l'eccezione delle attribuzioni, effettuate dalla Costituzione e dalla legge, dei tribunali censori, delle corti militari, della Corte Suprema e del Consiglio Superiore della Magistratura, è unica.

 

F-8 Diritto alla tutela giurisdizionale Ognuno ha diritto a ricevere tutela giurisdizionale dei propri diritti.

 

F-9 Diritto di difesa § 1 La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

§ 2 Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione .

 

F-10 Conflitto di interessi di un magistrato Nessuno può essere giudice, pubblico ministero o loro ausiliare in una causa dove essi od un loro familiare od assimilabile hanno interesse o siano in conflitto di interessi, salvo che si pronunci sulla ricusazione di un altro giudice.

 

F-11 Inamovibilità dei magistrati § 1 I magistrati sono inamovibili, salvi i casi di incompatibilità ambientale previsti dalla legge e salvo spontanea richiesta di trasferimento.

§ 2 I magistrati censori non possono essere trasferiti, od essere assegnati ad una sede diversa da quella designata, che nei casi cui al comma 1, su decisione del Consiglio di Presidenza della Corte Suprema Censoria, formato dal Presidente della Corte e dai Presidenti di Sezione.

 

F-12 Incompatibilità con l’ufficio di magistrato § 1 I magistrati togati non possono svolgere professioni liberali, né essere subordinati o para-subordinati di datori di lavoro pubblici o privati, né svolgere attività imprenditoriale.

§ 2 I magistrati non possono assumere cariche od impieghi presso nessun altro potere dello Stato o ente pubblico, nemmeno durante un periodo di aspettativa o sospensione dalle loro funzioni, salvo che come consulenti tecnici del legislatore.

§ 3 Essi possono però fare pubblicazioni e diffondere l'opera del loro ingegno (ma non operare la professione di giornalista) e col permesso del Consiglio Superiore della Magistratura svolgere attività didattica e di insegnamento anche universitario.

§ 4 I magistrati togati non possono svolgere arbitrati e dare consulenze giuridiche.

§ 5 I magistrati onorari non possono svolgere le funzioni di cui al comma primo, secondo e quarto nel distretto in cui esplicano le loro funzioni.

 

F-13 Impugnazione per Cassazione § 1 Ogni sentenza di secondo grado, od anche di primo, nei casi previsti dalla legge o dallo Statuto, possono essere impugnate entro 60 giorni dal suo deposito presso la Corte Provinciale di Cassazione, per i seguenti motivi:

a-motivi di competenza

b-motivi di diritto sostanziale o processuale

c-insufficienza, contradditorietà o illogicità della motivazione.

d- per irregolarità del giudice o del pubblico ministero che abbiano alterato la giusta decisione e siano state commesse in mala fede

e-qualora le prove presentate siano nulle, viziate o falsificate

§ 2 La Corte di Cassazione decide in Camera di Consiglio, e, nei casi di cui ai punti a, b, e c decide direttamente senza rinvio.

§ 3 Nel giudizio di rinvio non è necessaria nessuna udienza preliminare.

 

F-14 Avanzamento di carriera dei magistrati § 1 I magistrati avanzano nella carriera tramite concorsi interni per titoli, e, se previsto per legge, per esami, fra i magistrati togati, secondo le modalità stabilite dalla legge e sotto la direzione del consiglio superiore della magistratura.

§ 2 Nessun giudice può avere un grado non corrispondente alla funzione.

§ 3 Il Consiglio Superiore della Magistratura di ogni Provincia è competente in via esclusiva a giudicare gli avanzamenti interni. Il Consiglio Superiore della Magistratura federale è competente in appello sia per motivi di merito che di legittimità. Non è ammesso ricorso in Cassazione.

 

F-15 Organi della giurisdizione censoria § 1 Sono organi della giurisdizione censoria:

a-le corti censorie

b-le corti censorie di appello

c-la corte censoria suprema

§ 2 I membri dell'ordine censorio sono nominati per estrazione a sorte fra i magistrati giudicanti togati di quarto grado [di Cassazione n.d.r.] della Provincia in cui devono esercitare le funzioni che non abbiano mai riportato censure disciplinari, salvo che i membri della Corte Censoria Suprema, che sono estratti a sorte fra chi ha già svolto funzioni di Giudice Censorio.

§ 3 La carica ha durata decennale ed ogni 2 anni, 100 giorni prima della scadenza del mandato dei colleghi, è rinnovato 1/5 dei giudici censori, con estrazione a sorte della sede secondo le necessità.

§ 4 Il Presidente delle Corti Censorie ed i Presidente di Sezione delle stesse, sono eletti dai membri delle Corti e durano in carica fino alla cessazione delle loro funzioni censorie.

§ 5 La carica di Giudice Censorio non può essere rifiutata che per motivi gravi, salvo caso di dimissioni dalla magistratura; detti motivi devono essere accolti dalla Corte Suprema, che giudicherà in seduta ordinaria ed in Camera di Consiglio, per ricorso diretto, da depositare entro 30 giorni dalla nomina, senza rinvio alla Giunta per la Procedibilità Costituzionale; ove la Corte non dia risposta entro 60 giorni, il ricorso si intenderà rigettato.

§ 6 Egualmente si procederà in caso di rifiuto della carica di membro del Consiglio Superiore della Magistratura federale o provinciale.

 

F-16 Competenze della giurisdizione censoria § 1 Sono competenza delle corti censorie gli illeciti civili, penali, amministrativi, contabili e disciplinari dei membri dell’ordine giudiziario commessi nell’esercizio delle loro funzioni, ancorché il magistrato abbia cessato le sue funzioni.

§ 2 Le cause riguardanti questioni disciplinari si svolgono secondo rito penale e con le garanzie del rito penale, con le possibilità di impugnazione previste dalla legge.

§ 3 Le corti censorie possono, nei casi di illecito con rilevanza disciplinare, che possano prevedere l'espulsione dalla magistratura o la sospensione dal servizio, disporre, nei limiti di legge e per casi gravissimi, la misura cautelare della sospensione dal servizio.

§ 4 Sono inoltre competenza delle corti censorie i reclami riguardanti i concorsi di magistratura e le cause amministrative, disciplinari e penali, legate alla contestazione della legittimità dello stato di magistrato, salve le attribuzioni del consiglio superiore della magistratura per i concorsi di avanzamento di carriera.

§ 5 Le corti censorie non sono mai competenti a giudicare non magistrati, con le eccezioni costituzionalmente previste.

§ 6 Le Corti censorie giudicano i messi del Console come se fossero magistrati.

§ 7 Le corti censorie giudicano come magistrati anche coloro che hanno occupato abusivamente la carica di magistrato.

§ 8 Le corti censorie giudicano i ricorsi per ricusazione riguardanti qualsiasi magistrato.

§ 9 In tale sede i giudici censori non possono essere ricusati, in ogni altro ambito possono essere ricusati presso la più vicina sede di corte censoria dello stesso grado a norma di procedura, e, se la ricusazione riguardi magistrati censori di una sezione della Corte Suprema Censoria, presso l'altra sezione della Corte competente per la ricusazione dei suoi membri a norma del regolamento interno.

§ 10 Nessuna causa censoria può essere impugnata presso organi che non facciano parte della giurisdizione censoria.

§ 11 Il regolamento di giurisdizione, ove riguardi la giurisdizione censoria, è deciso, in via esclusiva, dalla Corte Censoria Suprema in Camera di Consiglio.

 

F-17 Azione penale e disciplinare presso le corti censorie

§ 1 L'azione penale presso le corti censorie è esercitata dal procuratore capo presso la Corte d'appello o da un sostituto da lui nominato.

§ 2 L'azione disciplinare presso le corti censorie è esercitata da messi del console da lui designati

§ 3 I messi del Console devono necessariamente attivarsi in caso di segnalazione da parte dei cittadini o del presidente del tribunale, ovvero ove essi stessi abbiano circostanziata notizia di un illecito disciplinare.

 

F-18 Indennizzo per indebita carcerazione Le corti censorie giudicano dei casi di indennizzo o di risarcimento da parte dello Stato o di magistrati, riguardanti condanna indebita a pene di carattere penale o a misure di sicurezza, di prevenzione o di carattere cautelare.

 

F-19 Organico delle corti censorie § 1 Vi è una corte censoria presso ogni circondario.

§ 2 Ogni corte censoria è composta da dieci membri, di cui uno è il presidente.

§ 3 Vi è una corte censoria d’appello presso ogni Provincia.

§ 4 Ogni corte censoria d’appello è formata da quaranta membri, divisi in quattro sezioni di dieci membri ciascuno di cui uno è il presidente della sezione. Il presidente della prima sezione è il presidente della corte.

§ 5 Vi è una sola corte censoria suprema, formata da 100 membri, divisi in dieci sezioni di dieci membri ciascuno di cui uno è il presidente della sezione. Il presidente della prima sezione è il presidente della corte.

§ 6 La legge determina la competenza delle Corti Censorie e delle diverse sezioni della Corte Censoria Suprema per le cause riguardanti i loro colleghi censori.

§ 7 Il collegio giudicante censorio è composto di cinque persone.

 

F-20 Membri dell’ordine giudiziario Sono membri dell’ordine giudiziario:

a-i magistrati giudicanti di ogni ordine e grado, ivi compresi i giudici popolari ed i giudici onorari

b-i magistrati inquirenti di ogni ordine e grado, ivi compresi i magistrati inquirenti onorari

c-i magistrati censori

d-gli uditori giudiziari

 

F-21 Competenza e giurisdizione § 1 La Corte di Cassazione di Nuova Roma è, in via esclusiva, deputata alla risoluzione delle questioni di competenza fra Province diverse e delle questioni di giurisdizione non riguardanti la giurisdizione censoria, secondo le norme di legge.

§ 2 Gli atti compiuti prima della declaratoria di incompetenza sono validi, se la legge diversamente non stabilisca.

§ 3 In caso di declaratoria di mancanza di giurisdizione, la sentenza o il diverso atto che definiscano una fase processuale o decidano, in merito o in diritto, su una causa di non procedibilità, sono nulli, ma tutti gli altri atti non espressamente menzionati dalla legge come nulli sono validi, compresi i provvedimenti cautelari, gli atti di istruzione, gli atti di acquisizione di prove e la definizione di questioni incidentali; tutti i suddetti atti processuali sono sussunti d’ufficio dal tribunale competente.

§ 4 La mancanza di giurisdizione è sanata solo dal giudicato ed è rilevabile in ogni grado e stato del giudizio.

 

F-22 Precedenti vincolanti I precedenti delle Corti di Cassazione Provinciali e della Corte Censoria Suprema hanno valore di precedente vincolante.

 

F-23 Competenze della Corte Suprema § 1 La Corte Suprema decide, in via esclusiva ed in seduta plenaria, sulla Costituzionalità delle leggi.

§ 2 I precedenti delle Corti di Cassazione e della Corte Censoria Suprema possono essere impugnati per violazione della Costituzione o della legge presso la Corte Suprema, che deciderà in seduta ordinaria.

§ 3 La Corte Suprema non è legata dai propri precedenti.

§ 4 Qualora si presentino precedenti ordinari di una stessa sezione della Corte Suprema che siano discordanti, prevale il precedente più recente; se però i precedenti discordanti riguardino sezioni diverse o sia comunque necessario un chiarimento, i ricorrenti potranno adire anche per questo motivo la Corte secondo le norme previste per la contestazione di precedenti di Cassazione o della Corte Censoria Suprema; La Corte Suprema, in tal caso, deciderà in seduta plenaria.

 

F-24 Composizione della Corte Suprema § 1 La Corte Suprema è unica per tutta la Federazione ed è formata da 60 consiglieri, ognuno dei quali dura in carica 12 anni.

§ 2 Ogni 2 anni vengono eletti 10 membri della Corte nominati dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo Federale su designazione del Presidente Federale: la Camera dei Rappresentanti del Popolo nominerà due membri per ognuna delle sezioni civile, penale ed amministrava ed un membro per ognuna delle altre.

§ 3 I membri della Corte Suprema sono nominati con la maggioranza dei 2/3 dei membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo, arrotondati per eccesso sull’unità. Se i membri della Corte Suprema non siano eletti nelle prime due sedute, si procederà a maggioranza semplice.

 

F-25 Sezioni della Corte Suprema § 1 Nella Corte vi sono sette sezioni: civile, penale ed amministrativa, di 12 membri ciascuna, tributaria, di diritto di famiglia, di diritto del lavoro e di direzione della competenza e della giurisdizione di 6 membri.

§ 2 I giudici della sezione civile sono competenti anche per le questioni fallimentari.

 

F-26 Composizione del collegio giudicante della Corte suprema § 1 Quattro membri di ognuna delle sezioni civile, penale ed amministrativa e 2 di ognuna di quelle tributaria, di diritto di famiglia, di diritto del lavoro e di direzione della competenza e della giurisdizione, estratti a sorte, giudicano insieme se giudichino in seduta plenaria.

§ 2 La seduta plenaria è presieduta dal Presidente della Corte, ovvero da un giudice da lui nominato.

 

F-27 Presidente della Corte Suprema § 1 Il Presidente della Corte Suprema è eletto dai membri della Corte stessa ogni due anni, subito dopo l’elezione dei nuovi membri, e non è rieleggibile che per una volta; il Comitato di Presidenza, formato dal Presidente della Corte e dai Presidenti di sezione, sostituisce il Presidente della corte, presso la sezione cui apparteneva, con un assessore della Corte, che assume la carica di giudice per la durata della Presidenza.

§ Gli assessori della Corte ausiliano il lavoro dei giudici a norma di regolamento interno; il loro incarico ha durata di dodici anni ed ogni anno il Comitato di Presidenza ne elegge 10 fra persone che abbiano gli stessi requisiti di eleggibilità dei giudici costituzionali.

§ 3 Ogni sezione è diretta da un presidente, eletto dai suoi membri ogni 6 anni e non rieleggibile.

 

F-28 Questione di legittimità costituzionale La questione di legittimità costituzionale di una legge è giudicata dalla Corte Suprema in seduta plenaria.

 

F-29 Procedimento delle questioni di costituzionalità § 1 La questione di legittimità costituzionale è rilevata d’ufficio o sollevata dalle parti in sede di processo. Il giudice deve portare la questione alla Giunta per la Procedibilità Costituzionale, che deciderà se la questione sia o meno rilevante.

§ 2 La questione di costituzionalità è richiesta alla Corte Suprema in qualsiasi stato e grado del processo ed interrompe il processo stesso fino alla definizione.

§ 3 La Giunta di cui al comma 1 è istituita presso ogni Provincia ed è formata da 9 membri, ventisette per le Province con più di 100 milioni di abitanti, aventi i requisiti di eleggibilità dei membri della Corte Suprema e nominati dal Comitato di Presidenza della stessa, con un presidente scelto anch’esso dal Comitato di Presidenza della Corte Suprema.

§ 4 Ogni 4 anni è rinnovato 1/3 dei membri delle giunte, con incarico di 12 anni. Ogni 4 anni, del pari, è rinnovato 1/3 dei presidenti di giunta.

§ 5 Ogni questione è decisa dal numero invariabile di tre membri, nominati dal presidente.

§ 6 In caso di astensione, il voto di un membro della Giunta si intende di rigetto.

§ 7 Al di fuori del processo la questione di legittimità costituzionale può essere sollevata con voto a maggioranza semplice, da almeno 1/5 dei membri della Camera dei Rappresentanti del Popolo o del Senato federale, della Camera dei Rappresentanti del Popolo provinciale, ovvero dell’assemblea circondariale, a seconda che la legge sia federale, provinciale o circondariale.

 

F-30 Procedimento di revisione di un precedente § 1 La questione di legittimità di un precedente di Cassazione o della Corte Censoria Suprema è rilevata d’ufficio o sollevata dalle parti in sede di processo davanti alla Cassazione o alla Corte Censoria Suprema.

§ 2 Il presidente del collegio giudicante deve portare la questione alla Giunta per la Procedibilità Costituzionale, che deciderà se la questione sia o meno rilevante.

§ 3 La questione di legittimità di un precedente può essere chiesta anche al di fuori del processo dal procuratore capo presso la Corte di Cassazione, ovvero da almeno 10 deputati o 5 senatori federali o provinciali.

 

F-31 Procedure di decisione della Corte Suprema § 1 Nei casi previsti dai due articoli precedenti il giudice spedisce immediatamente gli incartamenti alla Giunta per la Procedibilità Costituzionale, che deciderà in Camera di Consiglio entro 30 giorni. Ove la Giunta ritenga la questione fondata, invierà gli incartamenti alla Corte Suprema. In caso di mancata risposta della Giunta entro 30 giorni, la questione è respinta.

§ 2 Nei casi di cui al comma 3 dell’art. precedente [ F-30] e dal comma 7 dell’art. 93 [ F-29] gli incartamenti saranno inviati direttamente alla Corte Suprema.

§ 3 La Corte Suprema, sentite le parti ed il pubblico ministero, decide in camera di Consiglio.

§ 4 Le sedute sono pubbliche, salvo che esigenze di riservatezza delle parti o questioni di ordine pubblico non impongano altrimenti.

 

F-32 Seduta ordinaria della Corte Suprema § 1 Se i consiglieri giudichino in seduta ordinaria, giudicheranno col numero invariabile di tre membri, di cui uno è il presidente della sezione od un giudice della sezione dallo stesso delegato a farne le funzioni.

§ 2 Se la questione investa più materie sarà sorteggiato un giudice per ogni sezione interessata ed un presidente ad hoc estratto a sorte fra i giudici delle sezioni interessate.

§ 3 I membri della Corte Suprema non hanno facoltà d'astensione. In caso d'astensione il loro si intenderà come voto negativo. In caso di parità di voti prevale il voto negativo.

 

F-33 Vincolatività dei precedenti della Corte Suprema § 1 I precedenti della Corte Suprema sono vincolanti per tutti i giudici.

§ 2 La risoluzione di questioni giuridiche laterali comunque necessarie alla risoluzione del quesito giuridico su cui la corte Suprema o di Cassazione sono chiamate a decidere non costituiscono obiter dicta, ma rationes decidendi di un autonomo precedente.

 

F-34 Incompatibilità con la carica di giudice supremo I giudici della Corte Suprema non possono far parte di movimenti politici o associazioni sindacali politicamente orientate e, se ne fanno parte, decade, con l'elezione, la loro partecipazione.

 

F-35 Requisiti dei giudici supremi I giudici della Corte Suprema sono scelti fra magistrati togati, avvocati o professori di materie giuridiche con almeno 20 anni di carriera, ottenuti anche sommando il tempo delle diverse funzioni.

 

F-36 Decisioni sulla legittimità dei membri della Corte Suprema § 1 La Corte Suprema decide, in via esclusiva, della legittimità dei suoi membri, escludendo dalla decisione l'interessato.

§ 2 L'interessato deve essere sentito e può presentare memorie.

§ 3 In seguito la Corte decide in camera di consiglio.

 

F-37 Competenze giudiziarie della Corte Suprema § 1 La Corte Suprema decide in grado unico dei delitti contro lo Stato o comunque commessi nell’esercizio di funzioni pubbliche, commessi da persone coperte da immunità di carica prima e durante il loro mandato, secondo rito penale ordinario.

§ 2 La Corte Suprema decide comunque, anche dopo la fine del loro mandato, di tutti i delitti commessi nell'esercizio delle proprie funzioni da persone coperte da immunità di carica.

§ 3 Il processo è svolto a porte chiuse.

§ 4 In tali casi dovranno presiedere il processo tre giudici Costituzionali ed il giudizio sulla sussistenza dei fatti oggetto del procedimento sarà giudicata da una giuria formata da 12 giudici popolari.

 

F-38 Obbligatorietà dell’azione penale § 1 I membri della magistratura inquirente hanno l’obbligo di esercitare l’azione penale a seguito di denuncia, querela, istanza e negli altri casi stabiliti dalla legge.

§ 2 Denuncia, querela e istanza devono essere nominative e circostanziate; in forma anonima e generica è possibile fare solo semplici segnalazioni agli organi di pubblica sicurezza.

 

F-39 Compiti dei pubblici ministeri L'obbligo essenziale dei pubblici ministeri non è la pubblica accusa ma l’accertamento della verità e devono presentare ogni prova in loro possesso, sia essa sfavorevole o favorevole all'imputato e devono, se ce ne sono le condizioni, richiedere, a seconda dei casi, l'archiviazione o l'assoluzione dell'imputato.

 

F-40 Obbligo di denuncia dei pubblici ministeri 1 I pubblici ministeri hanno l’obbligo di denunciare i reati di cui abbiano avuto notizia, che, salvo impossibilità, saranno perseguiti da colleghi.

§ 2 Nel caso in cui siano coinvolti familiari del pubblico ministero, questi non ha l’obbligo di denunciarli, salvo che nei casi in cui la testimonianza contro un familiare è obbligatoria.

 

F-41 Autonomia operativa del pubblico ministero § 1 Il pubblico ministero esercita l’azione in piena autonomia.

§ 2 Il pubblico ministero non può essere sostituito, quando esercita l’azione, che per grave impedimento o nei casi stabiliti dalla legge per grave motivo.

 

F-42 Consiglio inquirente provinciale § 1 L’operato dei pubblici ministeri è regolato e diretto a livello provinciale da un consiglio inquirente provinciale formato da:

a-i procuratori capo presso le Corti d'appello

b-il Proconsole

c-il capo della polizia provinciale

d-5 questori circondariali della polizia eletti dagli altri questori a rappresentarli

§ 2 Il consiglio è diretto dal Procuratore Capo presso la Corte di Cassazione Provinciale.

§ 3 Il procuratore capo presso la Corte di Cassazione Provinciale è nominato dal Consiglio della Magistratura Federale.

§ 4 Il consiglio si riunisce almeno una volta ogni sei mesi, secondo regolamento consolare e tutte le volte che il Procuratore Capo presso la Corte di Cassazione Provinciale o 1/5 dei suoi membri lo ritenga opportuno.

 

F-43 Consiglio inquirente federale § 1 L’operato dei pubblici ministeri è regolato e diretto a livello federale da un consiglio inquirente federale formato da:

a-i procuratori capo presso le Corti di Cassazione Provinciali

b-il capo della polizia

c-5 capi provinciali della polizia eletti dagli altri capi della polizia a rappresentarli

e-il capo provinciale della polizia della capitale

§ 2 Il consiglio è diretto dal Console.

§ 3 Il consiglio si riunisce almeno una volta ogni sei mesi, secondo regolamento consolare e tutte le volte che il Console o 1/5 dei suoi membri lo ritenga opportuno.

§ 4 I consigli provinciali devono adeguarsi alle decisioni del consiglio federale.

 

F-44 Procuratori presso la Corte Suprema I procuratori ordinari presso la Corte Suprema sono nominati dal Consiglio Superiore della Magistratura Federale. Tra essi è nominato un procuratore capo.

 

F-45 Consiglio Supremo della Magistratura § 1 Vi sono un Consiglio Superiore della Magistratura provinciale ed uno federale, ed esercitano la loro autorità sui magistrati ordinari giudicanti e inquirenti.

§ 2 Il Consiglio Superiore della Magistratura provinciale è formato da 12 magistrati giudicanti e 8 inquirenti di grado pari al quarto, ossia aventi il rango di Consiglieri di Cassazione, eletti per estrazione a sorte.

§ 3 Tra i giudici che hanno fatto parte di Consiglio della Magistratura Provinciale vengono eletti per estrazione a sorte i membri del Consiglio della Magistratura federale, uno per Provincia.

§ 4 I membri del Consiglio Superiore della Magistratura durano in carica tre anni.

 

F-46 Compiti del C.S.M § 1 Il Consiglio Superiore della Magistratura Provinciale cura la carriera, l’assegnazione o il trasferimento riguardanti i magistrati nell’ambito provinciale.

§ 2 Le decisioni del Consiglio Superiore della Magistratura provinciale possono essere impugnati dagli interessati presso il Consiglio Superiore della Magistratura federale per motivi di diritto.

§ 3 Le decisioni del Consiglio Superiore della Magistratura federale non sono impugnabili che per motivi di diritto e dinanzi alla Corte Suprema, che deciderà in seduta ordinaria ed in camera di consiglio.

 

F-47 Ruolo di Consoli e Proconsoli nel C.S.M. § 1 Il console è membro senza diritto di voto del consiglio della magistratura federale.

§ 2 I proconsoli sono membri senza diritto di voto del consiglio della magistratura provinciale.

 

F-48 Regolamenti giudiziari § 1 Il Console determina con regolamento, nell'osservanza delle leggi, l'organizzazione degli uffici giudiziari.

§ 2 Anche il presidente del tribunale, nell'ambito delle sue competenze, può emettere regolamenti di organizzazione degli uffici sotto sua autorità, ma su questi prevalgono i regolamenti del Console.

§ 3 È ammesso ricorso informale anche sul merito, contro tali decisioni, da parte dei magistrati, e per ciò che ad essi compete, dai membri degli uffici giudiziari, al C.S.M. federale: in caso di silenzio protratto per più di 30 giorni, il provvedimento si intende rifiutato.

§ 4 Le decisioni ed i regolamenti del C.S.M. provinciale sono ricorribili al C.S.M. federale con le stesse modalità.

§ 5 Le decisioni ed i regolamenti del C.S.M. federale prevalgono sugli altri regolamenti e non sono ricorribili che per violazione di legge dinanzi alla Corte Suprema, che deciderà in seduta ordinaria, senza previo filtro della giunta per la procedibilità costituzionale.

§ 6 Il ricorso di cui al comma 5 può essere presentato dai magistrati in sede di giudizio censorio o di procedimento dinanzi al CSM provinciale, con la procedura prevista dall’art. 94 [ F-30], ovvero richiesto dal Console od in sede di impugnazione delle decisione del C.S.M. federale.

 

Dalla Parte VII

Sulla Procedura Penale

 

 

G-1 Diritto di ricusazione del Giudice § 1 E' diritto delle parti poter procedere alla ricusazione del giudice ove questi od un suo congiunto possano essere coinvolti nella causa od avere un interesse ad essa legato, ove abbia compiuto atti che mettano in dubbio la sua imparzialità o incorra in una incapacità di legge.

§ 2 Nessun giudice può giudicare il collega che lo ha giudicato in sede penale, né chi in tal sede si sia presentato come parte lesa, né il pubblico ministero o il messo del console che lo hanno perseguito in sede censoria od ordinaria.

 

G-2 Diritto di ricusazione del Pubblico Ministero § 1 E' diritto delle parti private poter richiedere al giudice la ricusazione del pubblico ministero ove questi od un suo congiunto possano essere coinvolti nella causa od avere un interesse ad essa legato, ove abbia compiuto atti che mettano in dubbio la sua obiettività o incorra in una incapacità di legge.

§ 2 Il giudice procede d'ufficio ad esperire richiesta di ricusazione del pubblico ministero, ove abbia avuto notizia fondata di una possibile collusione con una delle parti private, di adulterazione o soppressione delle prove o di altre gravi violazioni come previsto per legge.

§ 3 Nessun pubblico ministero può agire contro il giudice che lo ha giudicato in sede penale, né chi in tal sede si sia presentato come parte lesa, né il collega o il messo del console che lo hanno perseguito in sede censoria od ordinaria.

 

G-3 Persona offesa La persona offesa ha diritto di intervenire nel processo come parte anche se non si costituisce parte civile.

 

G-4 Traduzioni L'imputato, le altre parti, i testimoni ed i giurati, hanno diritto alla traduzione simultanea del dibattimento ed alla traduzione degli atti processuali, ove questi non siano espressi nella propria lingua madre.

 

G-5 Presentazione delle prove § 1 Nel procedimento penale le prove sono presentate dalle parti.

§ 2 Il pubblico ministero dispone della polizia giudiziaria.

§ 3 Il giudice può acquisire prove d'ufficio, o disporre della polizia giudiziaria per acquisirle, solo su istanza delle parti private, nei casi previsti dalla legge.

 

G-6 Le prove § 1 Le prove illecitamente formate possono essere viziate o nulle.

§ 2 Sono prove nulle:

a-le prove la cui produzione sia dovuta a tortura, violenza, minaccia, suggestione o manipolazione psichica

b-le prove di cui non può essere verificata in modo oggettivo la genuinità e la provenienza

c-i documenti e le prove materiali la cui acquisizione sia dovuta a violenza o minaccia

d-le prove che, in qualsiasi altro modo, e salva l’applicazione del comma 6, siano state ottenute come prodotto, prezzo o profitto di reato contro la persona, la salute, l’ambiente, di lesa maestà o di carattere violento

§ 3 Si intende per manipolazione psichica ogni manipolazione fisica, biologica o psicologica della mente atta, anche potenzialmente, ad alterare la capacità di ricordare e valutare i fatti, ovvero ad annullare o diminuire l'autodeterminazione della persona coinvolta.

§ 4 La prova ottenuta con manipolazione psichica è nulla anche se ottenuta col consenso della persona coinvolta.

§ 5 In ogni altro caso di invalidità, le prove sono viziate.

§ 6 Le ispezioni, le perquisizioni, le intercettazioni ed i sequestri sono eseguite per iniziativa del pubblico ministero, d’ufficio dal giudice istruttore ove richiesto dalle parti private ovvero su iniziativa dell’autorità di pubblica sicurezza, e devono comunque essere autorizzate dal giudice istruttore; ove eseguiti indebitamente le prove in essi raccolte sono viziate, salvo che sia stata usata violenza verso le persone, nel qual caso sono nulle.

§ 7 Le ispezioni, le perquisizioni, le intercettazioni ed i sequestri eseguiti in assenza di autorizzazione od in modo illegittimo espongono il magistrato o il pubblico ufficiale che in mala fede li abbia ordinati od autorizzati, o li abbia eseguiti in assenza di autorizzazione a sanzione disciplinare e penale ed al risarcimento civile dei danni materiali e morali.

§ 8 Le prove viziate possono essere utilizzate al fine di dimostrare l'innocenza dell'imputato, di un coimputato o di un imputato in altra causa ovvero giustificare l’inflizione di una misura di prevenzione ove sia provata la pericolosità sociale dell'imputato

§ 9 Ogni persona ha diritto ad ottenere le prove e le notizie necessarie alla tutela giurisdizionale, e nel caso del diritto alla salute, anche extra-giudiziale, dei suoi diritti; ove non le ottenga potrà ottenere i documenti e le testimonianze necessarie adendo il magistrato, fatto salvo solo il segreto professionale, sacro o di Stato. In tal caso, nell’ipotesi di notizie indispensabili alla tutela della salute, il segreto dovrà essere opposto al magistrato o alla parte per lo stretto necessario, dando tutte le notizie che sia possibile e necessario dare.

 

G-7 Citazione a giudizio § 1 Il processo penale inizia con la citazione a giudizio dell’imputato da parte del pubblico ministero.

§ 2 Allorché vi sia notizia certa di un preciso fatto di reato e del suo possibile autore e si debba procedere a convalidarne l’arresto, l’ufficio del pubblico ministero sarà obbligato ad emettere citazione a giudizio dello stesso.

§ 3 Senza citazione a giudizio non è possibile l’applicazione di misure cautelari.

§ 4 Anche allorché debbano infliggersi misure di sicurezza o di prevenzione, l’imputato dovrà essere citato a giudizio e si dovrà procedere nei suoi confronti secondo le regole del contradditorio.

§ 5 E’ possibile, previo consenso dell’imputato od in caso di confessione o flagranza, decidere il processo previo contraddittorio sommario.

§ 6 Nei casi previsti dalla Parte V, è ammesso che il condannato che abbia collaborato alla definizione processuale delle sue colpe, goda di una riduzione di pena, ma solo ove il giudice decida che la collaborazione è stata utile ed effettiva.

 

G-8 Ruoli Processuali § 1 Il giudice decide solo sui fatti contestati dal pubblico ministero in sede di imputazione; i fatti non contestati ma egualmente emersi nel processo sono rilevanti ai soli fini dell’applicazione di circostanze e di cause di non procedibilità ovvero alle decisioni inerenti l’imputabilità e la capacità processuale dell’imputato o l’attendibilità dei testimoni.

§ 2 Il pubblico ministero può cambiare l’imputazione per tutta la durata del dibattimento, ma solo in primo grado.

§ 3 I fatti di reati che possono comportare una pena detentiva, nella fase del giudizio formale sono giudicati da una giuria, composta di due membri togati e di sei giudici popolari.

§ 4 I giudici popolari sono scelti dal presidente del Tribunale o della Corte d'Appello competente, nei modi previsti dalla legge, tenuto conto dei rilievi delle parti.

§ 5 La giuria è tenuta esclusivamente a giudicare della sussistenza dei fatti oggetto di imputazione.

§ 6 Nei processi con giuria, spetta comunque al giudice decidere sull'ammissibilità delle prove e la validità degli atti processuali, procedere agli atti d'ufficio, valutare giuridicamente i fatti, valutare se ed in che modo e misura sussistano le condizioni oggettive e soggettive del reato, valutare i fatti necessari a definire la responsabilità dell’imputato, valutare l’imputabilità dell’accusato e, sulla base delle circostanze emerse, valutare la gravità del reato e decidere la pena.

 

G-9 Diritto a non deporre contra se Nessuno può essere costretto a deporre allorché la deposizione lo possa condurre ad una condanna penale.

 

G-10 Diritto alla riservatezza familiare § 1 Nessuno può essere costretto a deporre se l'accusato sia un proprio familiare, salvo che:

a-il testimone od un altro familiare di questo sia vittima del reato, ed il reato sia reato che violi o metta in pericolo la vita, l'integrità fisica, mentale, sessuale o la sicurezza personale

b-vi sia il pericolo, in relazione alle circostanze ed alla personalità dell'accusato, di commissione di gravi fatti che violino o mettano in pericolo in modo grave la vita, l'integrità fisica, mentale, sessuale o la sicurezza personale di taluna persona, anche del testimone o dell'imputato stessi, ovvero la sicurezza nazionale o l'incolumità o la salute pubblica

§ 2 Si considerano familiari ai fini di questo articolo, ed, in generale, ove non derogato, a tutti i fini processuali, il coniuge, il convivente, gli ascendenti, i discendenti ed i collaterali anche adottivi, questi ultimi fino al 3° grado ed i collaterali naturali fino al 5° grado, gli affini ed i quasi affini fino al 4° grado e le persone coabitanti per ragioni familiari o affettive.

§ 3 Le deposizioni contro un familiare occorse in processi in cui il reo non sia imputato possono essere utilizzate, in caso di irripetibilità della testimonianza o rifiuto di testimoniare, contro di loro, solo nei casi di cui al comma primo.

§ 4 Il familiare che abbia dato mero sostentamento o alloggio all’altro familiare latitante o non lo abbia denunciato, non può essere perseguito che nei casi previsti dal comma primo.

 

G-11 Diritti dei testimoni § 1 La legge e la prudenza del giudice tutelano il diritto al decoro ed alla dignità del testimone e delle parti deponenti.

§ 2 Ciascuna delle parti e i testimoni stessi hanno il diritto non censurabile di chiedere che la testimonianza, l'interrogatorio o il confronto avvengano a porte chiuse.

§ 3 Ove la parte o il testimone sia persona minore od anche parzialmente incapace e la sua deposizione o testimonianza, o il confronto in cui siano coinvolti, riguardino fatti della loro vita personale, familiare, sentimentale o sessuale, o la loro divulgazione li possa altrimenti danneggiare psicologicamente o socialmente, essi dovranno sempre avvenire a porte chiuse.

§ 4 Nei casi previsti dai commi 2 e 3 il contenuto della deposizione, della testimonianza o del confronto è coperto da segreto e può essere pubblicato solo per riassunto su autorizzazione del presidente del tribunale, ove questi lo ritenga necessario alla tutela della sicurezza o della salute pubblica ovvero onde evitare fatti di reato; la parte di esse non rilevante per la decisione è segretata anche a processo finito, ed, ove non presenti indizi di reato punito con l'ergastolo o la reclusione per non meno di 3 anni nel minimo edittale, è distrutta dopo due anni.

§ 5 Ove la testimonianza o l'interrogatorio debba essere reso da persone minori, incapaci anche soltanto parzialmente, malate o sofferenti di disturbi psichici, essi dovranno avvenire con tutte le cautele idonee a tutelare l’integrità fisica, mentale e psicologica dei deponenti ed a garantire la genuinità e veritierità del loro contenuto; con le stesse cautele dovranno avvenire i confronti che li coinvolgano , che dovranno essere disposti solo ove si ritenga che essi possano affrontarli.

 

G-12 Habeas Corpus § 1 In caso di flagranza di reati contro la persona, la famiglia, la pietà pubblica e privata, la dignità umana, i diritti politici del cittadino, la salute e l’ambiente, o di reati di terrorismo, eversione , di stampo mafioso o comunque di lesa maestà, puniti con un massimo edittale di tre anni di reclusione o con un minimo edittale di due, ovvero per reati puniti con l’ergastolo, l’autorità di pubblica sicurezza provvede all’arresto.

§ 2 In ogni altro caso di flagranza di reati puniti con la reclusione, ovvero in caso di indizi di colpevolezza, gravi, precisi e concordanti, di reati puniti con un massimo edittale di tre anni di reclusione o con un minimo edittale di due, ovvero di reati puniti con l’ergastolo, l’autorità di pubblica sicurezza provvede all’arresto negli stessi casi in cui il giudice istruttore potrebbe disporre una misura cautelare detentiva.

§ 3 L’autorità di pubblica sicurezza provvede inoltre all’arresto in ogni caso di grave perturbazione dell’ordine pubblico.

§ 4 In ogni altro caso l’arresto può essere ordinato solo dal pubblico ministero.

§ 5 L’arresto disposto a norma dei commi 1, 2, e 3 deve essere convalidati entro 72 ore dall’ufficio del pubblico ministero, che emette anche citazione a giudizio.

§ 6 Nelle 24 ore successive all’ordine od alla convalida d’arresto da parte del pubblico ministero, esso deve essere convalidato anche dal giudice istruttore.

§ 7 In mancanza di tali convalide ogni provvedimento si intende revocato e resta privo di effetto.

§ 8 Le dichiarazioni rese dinanzi alla polizia, senza la presenza di un magistrato, non possono mai essere utilizzate contro chi le ha rese, ove non confermate in contraddittorio; ove confermate da indizi gravi, precisi e concordanti possono però essere utilizzate per l’applicazione di misure di prevenzione, ove non siano state estorte con violenza, minaccia o con mezzi tali da distorcere la capacità di giudizio.

 

G-13 Presunzione di innocenza § 1 L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

 

G-14 Misure cautelari § 1 Non possono essere disposte misure cautelari più gravi della pena.

§ 2 Le misure cautelari sono soggette, come regolato da legge, ad equi limiti temporali e non possono superare ½ della durata massima della pena e comunque 10 anni.

§ 3 Possono essere applicate misure cautelari detentive solo in caso di indizi gravi, precisi e concordanti di colpevolezza, ove sia contestato un reato contro la persona, la famiglia, la pietà pubblica e privata, la dignità umana, i diritti politici del cittadino, la salute e l’ambiente, ovvero reati di terrorismo, eversione, di stampo mafioso o comunque di lesa maestà, punito con la reclusione per non meno di 3 anni nel minimo edittale, ovvero per altri reati, di 5, ovvero per reati puniti con l’ergastolo e solo nei seguenti casi:

a-vi siano indizi gravi, precisi e concordanti di rilevante pericolosità sociale

b-sia previsto, per il reato contestato, la detenzione preventiva obbligatoria, in relazione all'allarme sociale destato da reati dello stesso tipo, salvo che nel caso in cui la commissione di fatti analoghi o connessi di reato sia, in relazione alle condizioni dell'imputato, impossibile

c-il reato sia punito con non meno di 5 anni di reclusione, e vi sia pericolo di fuga

d-vi siano indizi gravi, precisi e concordanti del pericolo che l'imputato, ove libero, possa ed intenda inquinare le prove.

 

G-15 Giusto processo § 1 Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.

§ 2 Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico, disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa, abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l’interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell’accusa e l’acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore;

§ 3 Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo difensore.

§ 4 La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell’imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.

§ 5 Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.

 

G-16 Immunità di carica § 1 La giunta per le autorizzazioni è formata, a livello federale, provinciale o circondariale da:

a-5 parlamentari di maggioranza e 6 di opposizione, eletti dalla Camera dei Rappresentanti del Popolo, federale o provinciale, o dall'assemblea circondariale

b-4 senatori appartenenti alle forze politiche al governo e 4 di opposizione, eletti, per la federazione e province, dal senato, federale o provinciale

c-un presidente di giunta, nominato dal presidente federale, provinciale o circondariale.

§ 2 Senza il previo via libera della giunta, non potranno essere citati in giudizio penale nè i membri dell'assemblea legislativa, federale, provinciale e circondariale, e del senato, federale o provinciale, nè il presidente od il vice-presidente, federale, provinciale o circondariale, nè i ministri, i vice-ministri e gli alti ispettori federali e provinciali, nè gli assessori o i vice-assessori circondariali, salvo che per i delitti contro la persona, la famiglia, la dignità umana, la pietà pubblica e privata, la salute, l'ambiente od i diritti politici dei cittadini puniti nel minimo con almeno tre anni di carcerazione ovvero per reati puniti con l'ergastolo o perseguibili dinanzi alla Corte Suprema.

§ 3 I proconsoli sono equiparati a vice-ministri federali.

§ 4 I membri della Corte Suprema non potranno essere citati in giudizio penale, salvo che per delitti contro la persona, la famiglia, la dignità umana, la pietà pubblica e privata, la salute, l'ambiente od i diritti politici dei cittadini puniti nel minimo con tre anni di carcerazione ovvero per reati puniti con l'ergastolo o davanti alla Corte stessa, che su autorizzazione della Corte.

§ 5 I membri del Consiglio Superiore della Magistratura federale non potranno essere citati in giudizio penale, salvo che per delitti contro la persona, la famiglia, la dignità umana, la pietà pubblica e privata, la salute, l'ambiente od i diritti politici dei cittadini puniti nel minimo con tre anni di carcerazione ovvero per reati puniti con l'ergastolo o davanti alla Corte Suprema, che su autorizzazione del Consiglio stesso.

§ 6 I membri della Consiglio Superiore della Magistratura provinciale non potranno essere citati in giudizio penale, salvo che per delitti contro la persona, la famiglia, la dignità umana, la pietà pubblica e privata, la salute, l'ambiente od i diritti politici dei cittadini puniti nel minimo con tre anni di carcerazione ovvero per reati puniti con l'ergastolo o davanti alla Corte Suprema, che su autorizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura federale.

 

G-17 Visionabilità delle sentenze penali § 1 La sentenza di un processo penale è visionabile da parte di chiunque, ma, salvo permesso del magistrato di sorveglianza dato con ordinanza a chi ne abbia un giustificato interesse, l’identità delle persone coinvolte che non siano l’imputato od un correo, possono essere criptati per tutelarne la riservatezza e l’onore.

§ 2 Gli atti di un processo penale sono visionabili da parte di chiunque dopo 50 anni dalla morte delle parti. In ogni altro caso a chi ne abbia un giustificato interesse potrà esserne dato permesso da parte del magistrato di sorveglianza con apposita ordinanza.

 

G-18 Appello penale § 1 È possibile l’appello di sentenze penali di primo grado, ove non sia già stato proposto ricorso in Cassazione, in questi casi:

a-per violazione o falsa applicazione di norme di diritto circa un punto decisivo della controversia, prospettato dalle parti o rilevabile d'ufficio

b-per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia

c-qualora non sia stata presa in considerazione una circostanza ad efficacia ultra-edittale

d-qualora non sia stato deciso un corretto bilanciamento di circostanze ad efficacia ultraedittale

e-qualora nuove prove o nuovi mezzi di indagine possano portare a conclusioni diverse da quelle raggiunte in primo grado.

f-qualora una prova non sia stata presa in considerazione.

g-qualora si contesti la decisione in primo grado circa la sussistenza del fatto o dell’evento di reato, l’attribuibilità del fatto all’imputato, delle condizioni oggettive o soggettive del reato o l’esistenza di una circostanza attenuante o aggravante ad efficacia ultra-edittale

h-qualora si contesti la validità di una prova decisiva per l’esito del processo o l’attribuibilità di una circostanza attenuante o aggravante ad efficacia ultra-edittale

i-qualora chiunque abbia soppresso o adulterato le prove necessarie alla condanna o comprovanti l'assoluzione

j-qualora il giudice, abbia emesso sentenza in base a corruzione o ad altri illeciti accordi od in base a motivo illecito o comunque ultroneo rispetto ai fini dell'azione penale

k-qualora il pubblico ministero, su accordo con l'imputato od altri, abbia celato o adulterato prove decisive

§ 2 L’impugnazione di ogni provvedimento giudiziale deve essere esaurientemente motivata a pena di improcedibilità.

 

G-19 Revisione del processo penale § 1 È sempre ammessa l'impugnazione, ordinaria o straordinaria, del processo di condanna:

a-qualora vi siano nuove prove o nuovi mezzi di indagine che indichino la possibile innocenza del condannato, la presenza di una scriminante o causa di non imputabilità o la presenza o assenza di circostanze ad efficacia ultraedittale tali da diminuire la condanna di almeno un quarto della pena

b-qualora il giudice, abbia emesso sentenza di condanna, applicato aggravanti ad efficacia ultra-edittale od omesso di applicare attenuanti ad efficacia ultra-edittali in base a corruzione o ad altri illeciti accordi

c-qualora il pubblico ministero abbia soppresso, celato o adulterato le prove necessarie all’assoluzione o all’applicazione di circostanze ad efficacia ultraedittale tali da diminuire la condanna di almeno un quarto della pena

§ 2 L'annullamento di una sentenza di assoluzione o di condanna ad una pena minore nel minimo di almeno un quarto del dovuto, passata in giudicato, è ammessa nei seguenti casi:

a-qualora l'imputato od altri su suo incarico abbiano soppresso o adulterato le prove necessarie alla condanna od abbiano ottenuto la sentenza di assoluzione o di minor condanna facendo violenza al giudice od al pubblico ministero

b-qualora il giudice, abbia emesso sentenza di assoluzione o di minor pena in base a corruzione o ad altri illeciti accordi con l'imputato o con terzi incaricati dallo stesso

c-qualora il pubblico ministero, su accordo con l'imputato od altri su suo incarico, abbia soppresso, celato o adulterato le prove necessarie alla condanna o alla maggior pena

 

G-20 Intercettazioni § 1 Possono essere disposte dal pubblico ministero, ovvero dal giudice su istanza delle parti private, intercettazioni ambientali e di comunicazioni a distanza solo se il reato sia commesso tramite i mezzi di comunicazione a distanza da intercettare, ovvero sia punito con l'ergastolo o la reclusione per non meno di 5 anni nel minimo edittale, e vi siano indizi gravi, precisi e concordanti di colpevolezza, nei limiti temporali di legge.

§ 2 Le intercettazioni sono autorizzate dal giudice, previo nulla osta del consiglio di presidenza del tribunale, per la durata prevista dalla legge.

§ 3 Il contenuto di esse, ove non presentato in tribunale, è coperto dal segreto, ma possono essere usate in altri processi, su autorizzazione del presidente del tribunale, per le contestazioni, ovvero ove la prova sia irripetibile.

§ 4 La presentazione delle intercettazioni come prove avviene a porte chiuse; il loro contenuto è coperto da segreto e può essere pubblicato solo per riassunto su autorizzazione del presidente del tribunale, ove questi lo ritenga necessario alla tutela della sicurezza o della salute pubblica ovvero onde evitare fatti di reato; la parte di esse non rilevante per la decisione è segretata anche a processo finito, ed, ove non presenti indizi di reato punito con l'ergastolo o la reclusione per non meno di 3 anni nel minimo edittale, è distrutta dopo due anni.

§ 5 Ogni intercettazione ambientale e di comunicazione a distanza effettuata da privati è illecita, anche nel caso in cui avvenga su mezzo di comunicazione a distanza in possesso o detenzione dell’intercettante, ovvero, nel caso di intercettazione ambientale, in luogo in suo possesso o detenzione o da esso utilizzato come residenza, ovvero sia nascosto sulla sua persona o su quella di un complice; in tali casi tuttavia l’intercettazione diviene lecita ove tesa a dimostrare un reato di cui sia vittima l’intercettante stesso od una persona a lui legata da vincoli familiari o di vita comune, ovvero l’intercettazione avvenga su incarico della vittima, ovvero in cui si sia tentato di coinvolgere come correo l’intercettante stesso ovvero il minore o l’incapace sotto sua potestà o tutela.

§ 6 Non si intende per intercettazione la registrazione di suoni, immagini e dati avvenuta in ragione di mezzi di sorveglianza legittimi e appalesati.
 

Dalla Parte VIII

Sulla Procedura Civile

 

H-1 Azionabilità della Domanda § 1 Il giudice non può riconoscere maggiore o diverso diritto di quello richiesto dall’attore.

§ 2 Il giudice non può accogliere d’ufficio delle eccezioni, salvo che l’eccezione riguardi diritti indisponibili o di persone incapaci, nei casi previsti dalla legge e salvo l’obbligo a rilevare d’ufficio la nullità od inesistenza dell’atto giuridico da cui promana la richiesta, onde evitare l’accoglimento di pretese prive di fondamento giuridico.

§ 3 Il pubblico ministero può, nei casi previsti dalla legge, agire per conto di terzi, purché nell’ambito della tutela di diritti irrinunciabili, indisponibili e primari o di persone incapaci, nei casi previsti dalla legge.

§ 4 Il rimborso delle spese processuali documentate, nei limiti quantitativi previsti da legge, è effetto automatico del giudicato.

 

H-2 Giudizio Monitorio § 1 Il giudizio monitorio è il giudizio ordinario per i crediti professionali; esso può essere instaurato solo previa presentazione di ricevuta fiscale regolare in cui non sia stata data quietanza.

 

H-3 Risoluzione Amichevole ed Arbitrato § 1 La risoluzione amichevole od arbitrale di controversie riguardanti diritti disponibili è favorita dall’ordinamento.

§ 4 L’arbitrato fiscale equitativo ha natura di provvedimento amministrativo di composizione bonaria del contenzioso fiscale, e può essere previsto in sostituzione di altre forme di impugnazione del provvedimento dell’amministrazione finanziaria o dei suoi ausiliari. Esso può essere impugnato solo in casi di grave illegittimità.

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